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venerdì 24 giugno 2016

Ti consiglio un libro #24 - Un libro che ci ha colpito per il titolo

Buongiorno lettori, eccoci ad una nuova puntata di Ti consiglio un libro, la rubrica in collaborazione con Laura de La Biblioteca di Eliza, Salvia di Desperate Bookswife e Laura de La Libridinosa. Oggi vi consigliamo Un libro che ci ha colpito per il titolo. Come sempre cliccando sul titolo sarete rimandati alla recensione.



IL MIO CONSIGLIO 


Autore: John Ajvide Lindqvist
Casa editrice: Marsilio
Pagine: 426
Prezzo:  Cartaceo 18.50 euro - ebook 9.90 euro


Quando è stato scelto questo tema per il post di oggi sono rimasta un po' perplessa. Non mi veniva in mente nessun libro che potesseavermi colpito particolarmente per il suo titolo quindi ho spulciato le recensioni in ordine alfabetico qui sul blog e ho avuto l'immuminazione, dandomi della stupida per non averci pensato subito. Questo libro mi è stato regalato da un'amica per Natale e quando ho scarteto il pacchetto sono rimasta affascinata proprio da questo titolo che mi ha da subito incuriosita.
Un libro che mi è piaciuto molto per una trama non usuale che ha saputo far emergere le paure, i comportamenti e le manie che possono cogliere un gruppo di persone diverse che non si conoscono quando si trovano "rinchiusi" da quallche parte. Metto tra virgolette rinchiusi perchè in realtà i protagonisti di questo libro si trovano in una landa infinita e proprio questo contrasto tra l'infinito della landa ed il sentirsi rinchiusi in un luogo da cui non è possibile andare via è la particolarità di questa lettura.
Un horror che tocca il mondo del paranormale in cui l’autore riesce a sviscerare in modo molto interessante le paure umane, le reazioni di un gruppo davanti ad una difficoltà, l’interazione tra persone che si sentono braccate, la difficoltà a fidarsi del prossimo ed anche di se stessi in situazioni estreme. Un autore che non conoscevo ma di cui voglio recuperare i libri precedenti.
Ed ora correte a scoprire quali sono i consigli di Laura , Salvia e  Laura.

lunedì 30 maggio 2016

Recensione #130 - Musica dalla spiaggia del paradiso di John Ajvide Lindqvist

Buongiorno lettori e buon lunedì. Come state? Passato bene il week end? Io inizio ad avere, almeno nel fine settimana, un po’ meno impegni e quindi mi sono goduta qualche ora di relax con la mia famiglia. In compenso oggi in ufficio è stato un delirio causa arrivo stagisti.
Ma veniamo al blog. Oggi vi parlerò di un libro molto particolare, che mi è stato regalato dalla mia cara amica Elena per Natale, che devo ringraziare perché altrimenti non so se mi sarebbe capitato di leggerlo. Si tratta di Musica dalla spiaggia del paradiso di John Ajvide Lindqvist edito da Marsilio, 426 pagine. Non conoscevo il libro nello specifico e non conoscevo l’autore che in realtà ho scoperto essere autore di libri molto famosi. Dovrò quindi rimediare e recuperare qualche altro suo lavoro.  

Sinossi: Una mattina d'estate, un gruppo di ospiti di un campeggio non lontano da Stoccolma si risveglia in mezzo al nulla. Ogni cosa è stata cancellata, gli alberi, il lago, gli scogli e il chiosco, è tutto scomparso. Intorno ai villeggianti increduli - dieci persone, un cane e un gatto - c'è solo una landa desolata, ricoperta da un prato perfettamente rasato e sovrastata da un cielo blu e senza sole, così uniforme da apparire artificiale. Ogni contatto con la realtà è interrotto. Non rimane che il segnale di una misteriosa stazione radiofonica, che trasmette senza sosta le canzoni di Peter Himmelstrand, uno dei più noti cantautori svedesi di musica leggera. Musica pop a ripetizione, Abba in testa. Com'è possibile che queste persone siano finite lì con le loro roulotte? Sono state spostate oppure è la realtà a essere svanita? In questo luogo surreale, capace di scatenare le reazioni più violente e irrazionali, ogni adulto si troverà a fare i conti con gli spettri del passato. Sovvertendo gli schemi classici della "camera chiusa" della letteratura del terrore, Lindqvist non intrappola i suoi personaggi in uno spazio angusto e senza via d'uscita, ma li cala in un luogo sconfinato e senza ostacoli, da cui tuttavia è impossibile fuggire. Perché non esiste un altrove se non l'abisso altrettanto minaccioso della coscienza. Agorafobico e metafisico, Musica dalla spiaggia del paradiso si spinge nei recessi più oscuri della psiche umana, dove conflitti irrisolti e traumi insuperati prendono corpo e reclamano spietati il proprio pegno di sangue.

Un campeggio nei pressi di Stoccolma, è questa l’ambientazione che l’autore ha scelto nel suo romanzo. Chi mi segue con costanza sa che sono una camperista; adoro campeggiare e vivere all’aria aperta durante le mie vacanze, quindi questa particolarità mi ha da subito riempito di curiosità. Siete mai stati in campeggio? È difficile che ci siano dei momenti di silenzio assoluto, soprattutto nei mesi di alta stagione; un brulicare di gente indaffarata che dalle prime luci dell’alba si muove nei vialetti assolati per raggiungere i bagni o le zone comuni, che fa colazione fuori dalle proprie tende, roulotte o camper godendo di quella pace interiore che solo staccare dalla quotidianità può dare. Beh se siete stati almeno una volta in campeggio sapete anche che è il miglior modo per fare amicizie, grazie alla vicinanza con gli altri ospiti che diventano, nei giorni di permanenza, quasi un punto di riferimento, sempre che non siano pazzi scatenati o al contrario persone con la puzza sotto al naso. Immaginate quindi di andare a letto una sera, con le vostre famiglie, con la magnifica sensazione che il giorno dopo sarà un’altra splendida giornata di vacanza e di svegliarvi invece soli. Voi, con la vostra roulotte, soli, in una landa deserta ed infinita. Non c’è più il campeggio, non ci sono più i bagni, non c’è più il lago, ci sono solo altre tre roulotte che ospitano altri gruppi di villeggianti straniti quanto voi. In totale dieci persone – tra cui due bambini – più un cane ed un gatto. È quello che vi circondava ad essere sparito o siete stati voi ad essere stati spostati in un non luogo? Ho provato ad immaginarmi una situazione così paradossale e mi sono venuti i brividi. Probabilmente penserei di essere diventata pazza, oppure di essere alle prese con uno di quei sogni tanto dettagliati da sembrare vita vera ma di certo mai e poi mai potrei credere ai miei occhi. È questo il quadro che si presenta a noi dopo poche pagine di lettura.

Le quattro roulotte rimaste ospitano persone totalmente differenti tra loro: un ex calciatore di fama mondiale, con la moglie modella e una bambina quantomeno inquietante in una; due uomini di mezza età che si comportano come fossero una coppia in un’altra; una coppia di coniugi vicini alla vecchiaia con un rapporto sul filo del rasoio nella terza; una famiglia apparentemente senza grandi problemi ma con molti momenti bui alle spalle ed un bambino chiuso e poco socievole nell’ultima.
Nessun contatto con la loro vita normale è possibile; i cellulari non funzionano e sembra non esserci modo per uscire da quel luogo che nonostante sia infinito li tiene come topi in una gabbia. Solo alla radio inspiegabilmente arriva un segnale, quello di una stazione radio dove trasmettono a ripetizione canzoni di un notissimo cantautore svedese, nessuno speacker tra un brano e l’altro, nessuna voce al di fuori del gruppo sopravvissuto.
Un horror che tocca il mondo del paranormale in cui l’autore riesce a sviscerare in modo molto interessante le paure umane, le reazioni di un gruppo davanti ad una difficoltà, l’interazione tra persone che si sentono braccate, la difficoltà a fidarsi del prossimo ed anche di se stessi in situazioni estreme.
La landa deserta ha il potere di mettere i personaggi di fronte ai propri più tremendi incubi. Tutti nella vita hanno un mostro da cui scappare e quell’incomprensibile situazione in cui sono piombati dalla sera alla mattina sta facendo riaffiorare quei mostri, uno ad uno, più tremendi che mai, con una forza cui nessuno è capace di resistere.
Per qualcuno il mostro ha le sembianze di tigre, per qualcun altro dell’uomo di sangue, per altri ancora di rappresentanti di merceria o ancora di una figura bianca senza alcun elemento umano se non la cavità di profondi occhi scuri e profondi. Un libro che, pur toccando il mondo del paranormale sa essere molto realistico e brutalmente concreto. Una sorta di grande fratello che paradossalmente “racchiude” delle persone in una landa infinita. Un senso dell’ignoto ed una impossibilità di trovare una soluzione a quel problema che porta i personaggi ad interagire, a volte aiutandosi ma, nella maggior parte del tempo, guardandosi in cagnesco e non avendo più fiducia uno nell’altro.
I personaggi sono descritti in modo molto particolareggiato ed è facile immaginare ognuno di loro, imparare a conoscerli, amare uno piuttosto che un altro. 426 pagine in cui l’autore racconta un solo giorno di vita e in cui sembra di averne vissuti insieme a lui infiniti. In alcuni momenti ho anche dimenticato che quello narrato fosse ancora lo stesso giorno perché non c’è il tempo di riflettere, le cose accadono una dopo l’altra e mai, per neanche un secondo ho pensato che il libro si stesse dilungando troppo anzi, mi è dispiaciuto arrivare alla fine. Sarà che amo i libri corposi in cui posso conoscere in modo approfondito anche le più piccole manie dei protagonisti, sarà che in questo caso pur mantenendo sempre la narrazione in terza persona ci sono capitoli dedicati ad ogni singolo personaggio, anche al cane ed al gatto, e questo rende il quadro completo, mai monotono, mai banale. Le reazione che ognuno di loro ha alla situazione fa emergere le peculiarità, i difetti, i vizi e permette al lettore di immedesimarsi in questo o quell’atteggiamento. Anche l’ambientazione, pur rimanendo sempre la landa, è stata resa dall’autore perfettamente e non è mai risultata ai miei occhi banale o monotona. Una grande scoperta che mi lascia con la voglia di leggere altro di questo scrittore, un nordico sui generis, dallo stile particolarmente interessante.

Che ne pensate? Conoscete questo scrittore? Mi consigliate un suo libro in particolare?

VOTO: 







giovedì 14 gennaio 2016

Chiacchiere, chiacchiere, bla bla bla... #13 - Regali natalizi

Buongiorno lettori, lo so, lo so, da Natale è passato molto tempo ormai, ma essendo ancora in fase "prima settimana da rientro post-vacanze" credo di essere ancora in tempo per condividere con voi con estrema gioia i miei tesorucci natalizi! Eccoli in tutto il loro splendore!


Tanti libri regalati dalle amiche e un card preziosa - che spenderò nei prossimi giorni visto gli innumerevoli sconti presenti in libreria - regalatami dal mio maritino (che in realtà è stato minacciato di non tornare a casa senza un libro o una card come regalo! ihihihihi).

Ora vi racconterò dei libri:
  • Ritorno a Riverton Manor di Kate Morton edito da Sonzogno, pag. 528.  L'ultimo libro della Morton che mancava alla mia collezione! Ora ho tutte le sue opere, devo solo avere il tempo per leggerle! Un regalo apprezzatissimo fatto da Laura La Libridinosa. Grazieeee!!! *_*
Trama:  Riverton Manor, Inghilterra 1924. È la festa di inaugurazione della sontuosa dimora degli Hartford, e il fragore di uno sparo si confonde con i botti dei fuochi d'artificio che illuminano il cielo. Il poeta Robert Hunter giace senza vita nei pressi del laghetto della tenuta, con la pistola ancora fumante in mano. È suicidio? Di sicuro è uno scandalo che scuote fin dalle fondamenta l'aristocratica casata, perché le uniche testimoni del fatto sono le sorelle Hannah ed Emmeline Hartford. Che da allora non si parleranno mai più. Inverno 1999. Sono passati più di settant'anni da quella notte, e la quasi centenaria Grace Bradley, nella casa di riposo in cui trascorre i suoi ultimi giorni, è convinta di essersi lasciata per sempre alle spalle i fantasmi del passato e i tristi ricordi. Ma una giovane regista americana, che vuole realizzare un film sulle sorelle Hartford e su quel misterioso suicidio, chiede la sua consulenza. Grace, infatti, oltre che testimone di tempi ormai remoti, è stata anche direttamente coinvolta nella vita della famiglia: cameriera personale di Hannah, fin da bambina aveva servito come domestica a Riverton Manor. Dapprima riluttante, accetta poi di collaborare e comincia a rievocare le vicende dei giovani Hartford, destinati a un'esistenza tanto fulgida quanto breve: il promettente David, partito giovanissimo per il fronte e mai più tornato; la sensuale e intelligente Hannah; la gaia e capricciosa Emmeline; e soprattutto l'enigmatico Robert Hunter, del quale entrambe le sorelle erano innamorate...

  • Musica dalla spiaggia del paradiso di John Ajvide Lindqvist edito da Marsilio, pag. 426. Un nordico che non conoscevo, che mi è stato regalato dalla mia amica Elena, e la cui trama mi ispira da morire! Grazieeee!! *_*  
Trama:  Una mattina d'estate, un gruppo di ospiti di un campeggio non lontano da Stoccolma si risveglia in mezzo al nulla. Ogni cosa è stata cancellata, gli alberi, il lago, gli scogli e il chiosco, è tutto scomparso. Intorno ai villeggianti increduli - dieci persone, un cane e un gatto - c'è solo una landa desolata, ricoperta da un prato perfettamente rasato e sovrastata da un cielo blu e senza sole, così uniforme da apparire artificiale. Ogni contatto con la realtà è interrotto. Non rimane che il segnale di una misteriosa stazione radiofonica, che trasmette senza sosta le canzoni di Peter Himmelstrand, uno dei più noti cantautori svedesi di musica leggera. Musica pop a ripetizione, Abba in testa. Com'è possibile che queste persone siano finite lì con le loro roulotte? Sono state spostate oppure è la realtà a essere svanita? In questo luogo surreale, capace di scatenare le reazioni più violente e irrazionali, ogni adulto si troverà a fare i conti con gli spettri del passato. Sovvertendo gli schemi classici della "camera chiusa" della letteratura del terrore, Lindqvist non intrappola i suoi personaggi in uno spazio angusto e senza via d'uscita, ma li cala in un luogo sconfinato e senza ostacoli, da cui tuttavia è impossibile fuggire. Perché non esiste un altrove se non l'abisso altrettanto minaccioso della coscienza.
  • Torta al caramello in paradiso di Fannie Flagg edito da BUR, pag. 327. Questo libro - ricevuto da Laura del blog La biblioteca di Eliza - era nella mia wish list insieme a tutti i libri di questa autrice che ancora mi mancano. Adoro lo stile e le storie di questa donna e questo è un regalo assolutamente super gradito! Grazieeee! *_*
Trama:  La vita è proprio strana... Lo può ben dire l'ultraottantenne Elner Shimfissle, che un momento prima si inerpica sulla scala per raccogliere i fichi dall'albero e un momento dopo si ritrova a terra, priva di sensi dopo essere stata punta da uno sciame di vespe. I vicini la soccorrono subito e la portano in ospedale dove purtroppo i medici non possono far altro che constatarne il decesso. Alla notizia, parenti, amici e l'intera comunità della cittadina di Elmwood Springs sono colti da un'infinita tristezza e da un rimpianto inconsolabile: con i suoi saggi consigli e la sua purezza di cuore quella generosa e intrepida vecchietta era stata un punto di riferimento prezioso per tutti. Iniziano i preparativi per il funerale e da tutto il paese arrivano fiori e condoglianze. Ma nessuno ha fatto i conti con la defunta... Elner, stesa su una barella in camera mortuaria, apre gli occhi con l'impressione di sentirsi molto meglio e, benché stupita che nessuno si accorga più di lei, si alza, esce dalla porta, percorre il corridoio fino a un ascensore, vi sale e, dopo un viaggio che ha dell'incredibile, si ritrova in Paradiso a vivere un'avventura che non si sarebbe mai aspettata, incontrando persone che non avrebbe mai creduto di poter vedere, esaudendo il suo grande sogno: domandare tutto ciò che ha sempre voluto sapere riguardo alla Vita. Ma forse la sua ora non è ancora giunta, ed Elner potrebbe tornare indietro, nel mondo dei vivi, a rivelare qual è il segreto della felicità.


  • Doctor sleep di Stephen King edito da Sperling & Kupfer, pag. 516.  Ho riletto nel mese di agosto Shining - recensione qui - e non vedo l'ora di leggere questo che è il seguito. Devo ringraziare Salvia per il bellissimo regalo desiderato!!! Grazieeeee!!! *_*
Trama:  Perseguitato dalle visioni provocate dallo shining, la luccicanza, il dono maledetto con il quale è nato, e dai fantasmi dei vecchi ospiti dell'Overlook Hotel dove ha trascorso un terribile inverno da bambino, Dan ha continuato a vagabondare per decenni. Una disperata vita on the road per liberarsi da un'eredità paterna fatta di alcolismo, violenza e depressione. Oggi, finalmente, è riuscito a mettere radici in una piccola città del New Hampshire, dove ha trovato un gruppo di amici in grado di aiutarlo e un lavoro nell'ospizio in cui quel che resta della sua luccicanza regala agli anziani pazienti l'indispensabile conforto finale. Aiutato da un gatto capace di prevedere il futuro, Torrance diventa Doctor Sleep, il Dottor Sonno. Poi Dan incontra l'evanescente Abra Stone, il cui incredibile dono, la luccicanza più abbagliante di tutti i tempi, riporta in vita i demoni di Dan e lo spinge a ingaggiare una poderosa battaglia per salvare l'esistenza e l'anima della ragazzina. Sulle superstrade d'America, infatti, i membri del Vero Nodo viaggiano in cerca di cibo. Hanno un aspetto inoffensivo: non più giovani, indossano abiti dimessi e sono perennemente in viaggio sui loro camper scassati. Ma come intuisce Dan Torrance, e come imparerà presto a sue spese la piccola Abra, si tratta in realtà di esseri quasi immortali che si nutrono proprio del calore dello shining.

  • La stranezza che ho nella testa di Orhan Pamuk edito da Einaudi, pag. 584. Anche questo come il libro nordico mi è stato regalato dalla mia amica Elena. Un libro che non conoscevo anche se conosco il suo famosissimo autore. Lessi ormai tre anni fa una delle sue opere più conosciute Il mio nome è rosso - recensione qui - e mi piacque molto. Un libro che mi intriga molto ma che avrà bisogno di un tempo adeguato: di sicuro avrà bisogno di tutta la mia attenzione e non potrà essere letto nei ritagli di tempo.
Trama:  Un ragazzo ama una ragazza. Tutte le storie, anche quelle piú complicate, nascono da questa semplice, universale premessa. Mevlut l'ha incontrata una sola volta: i loro sguardi si sono incrociati di sfuggita al matrimonio di un parente a Istanbul. Eppure è bastato quell'attimo di perfezione e felicità a farlo innamorare. Süleyman, il cugino, gli ha detto che delle tre figlie di Abdurrahman, quella che ha visto Mevlut, quella di cui si è innamorato, è senz'altro Rayiha. Da allora non l'ha piú rivista ma, per tre anni, Mevlut le scrive le lettere piú appassionate che il suo cuore riesce a creare. Finché un giorno capisce che l'unico modo di coronare il suo sogno è scappare con Rayiha, di fatto rapendola dalla casa paterna in cui è rinchiusa. Cosí, una notte di tempesta, mentre Süleyman aspetta con un furgone in una strada poco lontana, Mevlut e la sua amata si riuniscono. Nulla potrà andare storto ora, nulla potrà piú dividerli, pensa lui. Poi un lampo illumina la scena e rivela il volto di Rayiha: quella non è la ragazza a cui Mevlut ha creduto di scrivere per tutto quel tempo, non è la ragazza di cui si è innamorato a prima vista tre anni prima! Chi ha ingannato Mevlut? E come si comporterà ora il nostro eroe? Questa è la sua storia, caro lettore: la storia di Mevlut Karataþ, venditore di boza (la bevanda, leggermente alcolica, tipica della Turchia), lavoratore indefesso, inguaribile ottimista (qualcuno direbbe ingenuo), sognatore, profondo conoscitore delle strade e dei vicoli di Istanbul. Perché questa è anche la storia di una città e del tempo che l'attraversa, una saga grandiosa e potente degli individui e delle famiglie che lottano, si alleano, si amano e si dividono per trovare il proprio posto nel mondo. Il premio Nobel Orhan Pamuk ha fatto della sua città, Istanbul, il personalissimo teatro in cui mettere in scena l'universale dei destini umani. Con La stranezza che ho nella testa ha saputo scrivere un romanzo rutilante in cui le storie piccole di uomini e donne comuni hanno la forza irresistibile della Storia di tutti.
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E con questo è tutto! Cosa ne pensate dei miei regalucci? Ce n'è qualcuno che vi ispira particolarmente? Di certo ce n'è per tutti i gusti ed io - amando spaziare tra i generi - non potrei essere più felice.