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giovedì 30 dicembre 2021

Recensione #421 - Il giardino dei segreti di Kate Morton

Buongiorno lettori! Eccoci con una delle ultime recensioni dell'anno. Non sono riuscita a portarmi a pari con le recensioni di quest'anno quindi probabilmente ci penserò a gennaio. 

Oggi vi parlo di un libro di un'autrice che amo molto. Si tratta de Il giardino dei segreti di Kate Morton edito da Pickwick, pag. 600. 


Trama:
È il 1913 e sulla costa dell'Inghilterra una nave è pronta a salpare per l'Australia: a bordo, tra i passeggeri in cerca di fortuna e i rudi marinai intenti alle manovre, una bambina di quattro anni, Neil, stringe il prezioso libro di favole che le ha regalato la misteriosa Autrice, Eliza Makepeace. Che dovrebbe prendersi cura di lei, ma l'abbandona sul ponte. Distratta dalle attenzioni di un bimbo più grande che la invita a giocare, Neil non si accorge che il rombo dei motori si fa più incalzante, e la nave lascia il molo diretta verso il mare aperto. Dopo una traversata che sembra infinita, quando il transatlantico arriva a destinazione, la piccola si ritrova sperduta nel porto di Maryborough: è smarrita, non ricorda il suo nome e tutto ciò che le è rimasto è una valigina bianca che contiene qualche vestito e quel bellissimo libro di fiabe. Per Hugh, il capitano del porto, quella delicata creatura pare piovuta dal cielo, a consolare lui e la moglie della loro sterilità. Da quel momento sarà sua figlia. Solo la sera del suo ventunesimo compleanno Neil apprende dal padre il segreto delle sue origini e la sua vita cambia per sempre.

Come vi dicevo, la Morton è una delle mie autrici preferite, una di quelle che fino ad ora, leggendo quasi tutto quello che ha pubblicato, non mi ha mai deluso e devo dire che non lo ha fatto neanche questa volta!

lunedì 18 febbraio 2019

Recensione #282 - La donna del ritratto di Kate Morton

Buongiorno lettori, buon lunedì! Come state? Passato bene il weekend? Io, come sempre, mi sono districata tra le mille cose da fare quindi oggi mi riposo! Il bello della maternità... ;)
Che ne dite di una nuova recensione? Vi parlo del romanzo La donna del ritratto di Kate Morton, edito da Sperling & Kupfer - che ringrazio per la copia - pag. 479.

Sinossi: Nell'estate del 1862, un gruppo di giovani artisti si riunisce a Birchwood Manor, una grande casa nella campagna dell'Oxfordshire, quasi protetta dentro un'ansa del Tamigi. A guidare il gruppo è Edward Radcliffe, il più appassionato e promettente di loro, un ragazzo di vent'anni, che non conosce limiti. A lui è venuta l'idea di immergersi nella natura per i successivi trenta giorni, lontano dai condizionamenti di Londra e dalla sua formalissima society, per dare libero sfogo alla creatività. E invece, alla fine di quel mese, la tragedia ha stravolto le loro esistenze: una donna è stata uccisa, un'altra è sparita nel nulla e un prezioso gioiello è scomparso. Più di centocinquanta anni dopo, Elodie Winslow, una giovane archivista di Londra, scopre per caso una borsa di cuoio nella quale si trovano due oggetti che la colpiscono profondamente: la fotografia sbiadita di una bellissima giovane donna in abiti vittoriani e l'album da disegno di un artista. Nel quale spicca lo schizzo di una grande casa protetta dall'ansa di un fiume, che a Elodie pare stranamente famigliare. Quali segreti nasconde Birchwood Manor? Chi è la ragazza? Per scoprirlo, Elodie dovrà seguire una voce fuori dal tempo, dimenticata dalla storia eppure testimone di tutto: Birdie Bell, la donna del ritratto.


Quando prendete in mano un libro di Kate Morton dovete necessariamente avere bene in mente una cosa: vi troverete davanti ad una lettura impegnativa, intricata, complessa. Attenzione non lo dico con accezione negativa anzi, queste sono proprio le caratteristiche che amo dello stile narrativo di questa straordinaria autrice. Ma, ecco, se cercate una lettura leggera a cui dedicare i ritagli di tempo, girate al largo dai suoi libri perchè, con grande probabilità, non li apprezzereste.

lunedì 10 dicembre 2018

BibliOmaggi #31

Buongiorno lettori, come va? Oggi torno mostrandovi gli omaggi ricevuti la scorsa settimana. Siete pronti?


  • L'emporio dei piccoli miracoli di Keigo Higashino, edito da Sperling & Kupfer, che ringrazio per la copia, 340 pagine. Data pubblicazione: 20 novembre 2018. Un libro arrivato a sorpresa che però mi intriga tantissimo!
Sinossi: Tre giovani ladri un po' pasticcioni - Shota, Kohei e Atsuya - hanno appena svaligiato una casa in una piccola cittadina di campagna, quando vengono lasciati a piedi dall'auto con cui sarebbero dovuti scappare. Decidono allora di nascondersi in un vecchio negozietto che sembra abbandonato, l'Emporio Namiya. Nel cuore della notte, però, succede qualcosa di strano: una lettera viene infilata sotto la serranda abbassata del negozio. È una richiesta di aiuto, indirizzata all'anziano proprietario dell'Emporio, che anni addietro era diventato celebre perché dispensava massime di saggezza e consigli di vita a chiunque gli chiedesse una mano. I tre, così, decidono di fare le sue veci e depositano una risposta scritta fuori dalla porta. Shota, Kohei e Atsuya, pensando di aver risolto la questione, tornano a discutere della fuga all'alba, ma dopo qualche istante giunge la replica, e questa volta capiscono che incredibilmente quelle lettere sono inviate da qualcuno che vive nel 1979, più di trent'anni indietro rispetto al loro presente. Da quel momento, le lettere di aiuto si moltiplicano, inviate da nuovi mittenti, ognuno con i propri problemi, tutti diversi e tutti complicati. Coinvolti in quella bizzarra macchina del tempo, i tre ladri decideranno di prestare il proprio aiuto a tutti quelli che lo richiedono, provando con le loro risposte a cambiare, in meglio, il passato. Scegliendo il miglior destino possibile per quei perfetti sconosciuti.


venerdì 7 dicembre 2018

Chi ben comincia #118 - La donna del ritratto di Kate Morton

Buongiorno lettori, buon sant'Ambrogio per chi è di Milano!!! Io non faccio festa perchè lavoro in provincia ma da sempre, per me milanese di città, questo è il giorno dell'avvio ufficiale delle festività natalizie, quindi giorno super speciale!
Ma torniamo al blog. Eccoci di nuovo qui a parlare di incipit. Oggi vi voglio regalare quello di un libro ricevuto questa settimana da Sperling & Kupfer - per questo ringrazio la cara Elisa - che non vedevo l'ora di avere tra le mani e che probabilmente sarà il protagonistra delle mie vacanze natalizie. Mettetevi comodi!!!
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REGOLE:


- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria

- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)

- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato

- Aspettate i commenti



Titolo: La donna del ritratto
Autore: Kate Morton
Pre-ordine: 30 ottobre 2018 - Sperling & Kupfer
Pag.: 478
Costo: 19.90 € cartaceo- 9.99 € ebook

Descrizione: Nell'estate del 1862, un gruppo di giovani artisti si riunisce a Birchwood Manor, una grande casa nella campagna dell'Oxfordshire, quasi protetta dentro un'ansa del Tamigi. A guidare il gruppo è Edward Radcliffe, il più appassionato e promettente di loro, un ragazzo di vent'anni, che non conosce limiti. A lui è venuta l'idea di immergersi nella natura per i successivi trenta giorni, lontano dai condizionamenti di Londra e dalla sua formalissima society, per dare libero sfogo alla creatività. E invece, alla fine di quel mese, la tragedia ha stravolto le loro esistenze: una donna è stata uccisa, un'altra è sparita nel nulla e un prezioso gioiello è scomparso. Più di centocinquanta anni dopo, Elodie Winslow, una giovane archivista di Londra, scopre per caso una borsa di cuoio nella quale si trovano due oggetti che la colpiscono profondamente: la fotografia sbiadita di una bellissima giovane donna in abiti vittoriani e l'album da disegno di un artista. Nel quale spicca lo schizzo di una grande casa protetta dall'ansa di un fiume, che a Elodie pare stranamente famigliare. Quali segreti nasconde Birchwood Manor? Chi è la ragazza? Per scoprirlo, Elodie dovrà seguire una voce fuori dal tempo, dimenticata dalla storia eppure testimone di tutto: Birdie Bell, la donna del ritratto.

L'autrice: Kate Morton, australiana, si è laureata con una tesi sulla tragedia nella letteratura vittoriana e si è a lungo dedicata al tema del gotico nel romanzo contemporaneo. A ventinove anni ha scritto il suo primo romanzo, che ha ottenuto subito grande successo in tutto il mondo. I suoi libri - tutti ai vertici delle classifice dei bestseller internazionali - sono pubblicati in 42 Paesu e hanno venduto dieci milioni di copie. L'autrice vive con la famiglia tra Londra e Brisbane.
 
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INCIPIT

Ci eravamo trasferiti a Birchwood Manor perchè, a detta di Edward, era infestata dagli spettri. Non era vero, non ancora, ma solo gli sciocchi permettono alla verità di guastare una bella storia, e Edward era tutt'altro che sciocco. La sua passione, la fede cieca nelle sue convinzioni, era uno dei motivi per cui mi ero innamorata di lui. Aveva il furore di un predicatore: qualunque opinione esprimesse diventava una verità assoluta. Attiraca le persone come una calamita, accendendo in loro entusiasmi che non sapevano nemmeno di possedere e facendo sbiadire tutto sullo sfondo, tranne lui e le sue certezze.

Ma Edward non era un predicatore.

Mi ricordo di lui. Ricordo ogni cosa.

L'atelier con il lucernario nel giardino londinese di sua madre, l'odore dei pigmenti appena mescolati, il fruscio del pennello sulla tela, il suo sguardo che mi accarezzava la pelle. Ero nervosa, quel giorno. Volevo fare buona impressione, apparire diversa da ciò che ero, mentre i suoi occhi scorrevano sul mio corpo e l'avvertimento della signora Mack mi risuonava nelle orecchie: 
«Tua madre era una vera signora, non dimenticarlo mai, e tu discendi da una famiglia altolocata. Gioca bene le tue carte e tutto andrà a buon fine».

Così raddrizzai le spalle, sedendo composta sulla poltroncina di palissandro nella stanza intonacata di bianco, dietro la siepe fiorita di cicerchia odorosa.

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Kate Morton, un'autrice che per me è una garanzia, una di quelle che leggo senza neanche sbirciare la trama del romanzo perchè - lo so già - è un porto sicuro. Di questo libro mi ha immediatamente colpito la cover, così equilibrata da saltare subito all'occhio. Ed ora questo incipit che mi fa subito venire voglia di saperne di più di questa casa infestata dagli spettri, di questo carismatico Edward e di questa donna che ci sta narrando la storia.
Cosa ne pensate? Non vi verrebbe voglia di continuare a leggerlo immediatamente?
Vi lascio e vi auguro un buon week end festivo.
A presto,


lunedì 24 luglio 2017

Shopping letterario #43

Ciao a tutti, come va? State ancora boccheggiando in città o siete tra quei fortunati che sono già in vacanza? Io ne avrò ancora per un paio di settimane mi consolo ripensando ai miei acquisti dell'ultimo mese dai quali attingerò ache per scegliere i libri che, poi, mi porterò in vacanza! 
Questi acquisti sono frutto di due incursioni diverse in libreria. I primi recuperati usati da Libraccio, i secondi comprati grazie all'utilizzo di un buono Vodafone di 10 euro da Mondadori!

Acquisti Libraccio
  • Milioni di farfalle di Eben Alexander edito da Mondadori, 204 pagine. Me lo sono ritrovato tra le mani per caso e mi ha incuriosito. Peccato che poi non mi abbia entusiasmato. Già letto e recensito qui.
Sinossi: "Mi ritrovai in un mondo completamente nuovo. Il mondo più bello e più strano che avessi mai visto... Luminoso, vibrante, estatico, stupefacente. C'era qualcuno vicino a me: una bella fanciulla dagli zigomi alti e dagli occhi intensi. Eravamo circondati da milioni di farfalle, ampi ventagli svolazzanti che si immergevano nel paesaggio verdeggiante per poi tornare a volteggiare intorno a noi. Non fu un'unica farfalla ad apparire, ma tutte insieme, come un fiume di vita e colori che si muoveva nell'aria." Queste sono alcune delle parole usate da Eben Alexander, neurochirurgo e professore alla Medicai School dell'università di Harvard per descrivere il Paradiso. Il dottor Alexander è uno scienziato che non ha mai creduto alla vita dopo la morte eppure è toccato a lui esserne testimone. Nel 2008 ha contratto una rara forma di meningite e per sette giorni è entrato in coma profondo che ha azzerato completamente l'attività della sua corteccia cerebrale. In pratica il suo cervello si è completamente spento, eppure una parte di lui era ancora vigile e ha intrapreso uno straordinario viaggio verso il Paradiso. Al suo risveglio il dottor Alexander era un uomo diverso, costretto a rivedere le sue posizioni profondamente razionali sulla vita e sulla morte: esiste una vita oltre la vita, esiste il Paradiso ed è un luogo d'amore e meraviglia. "Milioni di farfalle" è la testimonianza di questa esperienza.
 
  • Grazie dei ricordi di Cecelia Ahern edito da Sonzogno, 413 pagine. Ho già letto altro della Ahern in passato e visto che questo libro costava pochissimo mi sono lasciata tentare!
Sinossi: Joyce è una giovane donna il cui matrimonio sta andando in pezzi. Dopo un terribile incidente, dal quale si salva solo grazie a una trasfusione di sangue, decide di tagliare il fragile filo che ancora la tiene legata al marito e di tornare nella casa paterna, e qui cominciano ad accaderle cose stranissime: ricorda fatti che non dovrebbe ricordare, ha visioni di un passato che non è il suo, scopre di saper parlare latino, francese, italiano e di essere esperta d'arte, e ogni notte sogna una bambina bionda che non conosce. Justin è un professore americano studioso d'arte e del Rinascimento italiano. È a Dublino per tenere dei corsi all'università, e per stare vicino alla figlia che, dopo il divorzio dei genitori, si è trasferita a vivere con la madre. Si è fatto convincere da una collega a dare il suo contributo alla Giornata del Donatore di Sangue: è la prima volta in vita sua che prende una decisione d'impulso. Quando, giorni dopo, comincia a ricevere dolci, fiori e piccoli doni sempre accompagnati da bigliettini anonimi su cui c'è scritto solo "Grazie", è più che mai determinato a trovare chi glieli manda. Joyce e Justin, l'una indipendentemente dall'altro, iniziano un viaggio alla scoperta di se stessi. Si rincorrono. Si riconoscono senza conoscersi. Si sfiorano senza incontrarsi tra la folla di una splendida Dublino che fa da cornice alla loro avventura.

  • Che la festa cominci di Niccolò Ammaniti edito da Einaudi, 358 pagine. Anche di Ammaniti ho letto diversi libri che mi hanno sempre soddisfatto quindi mi ci sono buttata senza riflettere più di tanto.
Sinossi: Nel cuore di Roma, il palazzinaro Sasà Chiatti organizza nella sua nuova residenza di Villa Ada una festa che dovrà essere ricordata come il più grande evento mondano nella storia della nostra Repubblica. Tra cuochi bulgari, battitori neri reclutati alla stazione Termini, chirurghi estetici, attricette, calciatori, tigri, elefanti, il grande evento vedrà il noto scrittore Fabrizio Ciba e le Belve di Abaddon, una sgangherata setta satanica di Oriolo Romano, inghiottiti in un'avventura dove eroi e comparse daranno vita a una grandiosa e scatenata commedia umana. Ammaniti sa cogliere i vizi e le poche virtù della nostra epoca. E nel sorriso che non ci abbandona nel corso di tutta la lettura annegano ideali e sentimenti. E soli, alla fine, galleggiano i resti di una civiltà fatua e sfiancata. Incapace di prendere sul serio anche la propria rovina.

Acquisti Mondadori
  • Sei come sei di Meliania G. Mazzucco edito da Einaudi, 235 pagine. Con questa autrice ho avuto un percorso un po' altalenante. Ho letto e adorato Il bassotto e la regina - recensione qui - e sono invece rimasta delusa da Un giorno perfetto - recensione qui - quindi questo sarà il libro che magari potrà farmi fare pace con questa autrice oppure al contrario mi farà decidere che non fa per me! Da notare che con i due Einaudi ho ricevuto in regalo il telo mare, che ha più la consistenza di uno strofinaccio da cucina ma che comunque è carino!
Sinossi: Sul treno per Roma c'è una ragazzina. Sola e in fuga, dopo un violento litigio con i compagni di classe. Fiera e orgogliosa, Eva legge tanti libri e ha il dono di saper raccontare storie: ha appena undici anni, ma già conosce il dolore e l'abbandono. Giose è stato una meteora della musica punk-rock degli anni Ottanta, poi si è innamorato di Christian, giovane professore di latino: Eva è la loro figlia. Padre esuberante e affettuoso, ha rinunciato a cantare per starle accanto, ma la morte improvvisa di Christian ha mandato in frantumi la loro famiglia. Giose non è stato ritenuto un tutore adeguato, e si è rintanato in un casale sugli Appennini. Eva è stata affidata allo zio e si è trasferita a Milano. Non si vedono da tempo. Non hanno mai smesso di cercarsi. Con Giose, Eva risalirà l'Italia in un viaggio nel quale scoprirà molto su se stessa, sui suoi due padri, sui sentimenti che uniscono le persone al di là dei ruoli e delle leggi, e sulla storia meravigliosa cui deve la vita. Drammatico e divertente, veloce come un romanzo d'avventura, "Sei come sei" narra con grazia, commozione e tenerezza l'amore tra un padre e una figlia, diversi da tutti e a tutti uguali, in cui ciascuno di noi potrà riconoscersi.

  • Maschio bianco etero di John Niven edito da Einaudi, 362 pagine. Un autore che ho adorato nel suo A volte ritorno - recensione qui - e che non vedo l'ora di leggere in questo libro che mi ispira da sempre!
Sinossi: Kennedy Marr è un donnaiolo, un egocentrico, un narciso. Un uomo baciato dal successo, uno di quei bastardi a cui la vita ha servito le carte migliori. E ha scoperto che Hollywood è un posto formidabile per praticare gli eccessi. Nulla al mondo lo convincerebbe a lasciare la California per tornare nello sprofondo inglese. Ma non ha fatto i conti con l'Agenzia delle entrate. Così, quando inopinatamente viene insignito di un prestigioso - e ricco - premio letterario è costretto ad accettare. Anche se ciò significa passare un anno in un college inglese a insegnare scrittura creativa a dei pivelli senza talento. E soprattutto ritrovarsi faccia a faccia coi fantasmi del passato.

  • Il segreto della casa sul lago di Kate Morton edito da Pickwick, 520 pagine. Era l'unico libro di questa autrice che mi mancava e, anche se ancora non li ho letti tutti, non potevo assolutamente non prenderlo, approfittando per di più di uno sconto del 25%!
Sinossi: Cornovaglia, giugno 1933. La casa di campagna della famiglia Edevane è pronta per la festa del Solstizio. Ma quando arriva mezzanotte, mentre i fuochi d'artificio illuminano il cielo, il piccolo Theo scompare senza lasciare traccia. Settant'anni più tardi, una giovane donna alle prese con i propri demoni scopre l'antica casa abbandonata e decide di risolvere il mistero che la circonda. Porterà alla luce un segreto del passato più presente che mai.



E con questo è tutto! Cosa ne dite? Vi piacciono? Quali leggereste e quali invece non prendereste neanche in considerazione?



mercoledì 30 novembre 2016

Recensione #160 - Ritorno a Riverton Manor di Kate Morton

Ciao a tutti! Eccomi di nuovo qui.  Super settimana questa, carica di post! Sono molto felice di essere riuscita a riprendere le redini del blog. Ultimamente sto riuscendo a stare dietro alle letture e di conseguenza alle recensioni, in più tantissime idee bollono in pentola e si stanno concretizzando quindi non perdete di vista il blog!!!
Come state? Il Natale si avvicina; siete già in modalità festaiola o, come me, aspetterete il week end dell'Immacolata? In quel caso manca comunque pochissimo!!!
Oggi ritorno con una recensione, quella di un libro che è stato protagonista del gruppo di lettura qui sul blog e che ho adorato. Si tratta di Ritorno a Riverton Manor di Kate Morton edito da Sonzogno, pag. 528.

Sinossi: Inghilterra 1924. È la festa di inaugurazione della sontuosa dimora degli Hartford, e il fragore di uno sparo si confonde con i botti dei fuochi d'artificio che illuminano il cielo. Il poeta Robert Hunter giace senza vita nei pressi del laghetto della tenuta, con la pistola ancora fumante in mano. È suicidio? Di sicuro è uno scandalo che scuote fin dalle fondamenta l'aristocratica casata, perché le uniche testimoni del fatto sono le sorelle Hannah ed Emmeline Hartford. Che da allora non si parleranno mai più. Inverno 1999. Sono passati più di settant'anni da quella notte, e la quasi centenaria Grace Bradley, nella casa di riposo in cui trascorre i suoi ultimi giorni, è convinta di essersi lasciata per sempre alle spalle i fantasmi del passato e i tristi ricordi. Ma una giovane regista americana, che vuole realizzare un film sulle sorelle Hartford e su quel misterioso suicidio, chiede la sua consulenza. Grace, infatti, oltre che testimone di tempi ormai remoti, è stata anche direttamente coinvolta nella vita della famiglia: cameriera personale di Hannah, fin da bambina aveva servito come domestica a Riverton Manor. Dapprima riluttante, accetta poi di collaborare e comincia a rievocare le vicende dei giovani Hartford, destinati a un'esistenza tanto fulgida quanto breve: il promettente David, partito giovanissimo per il fronte e mai più tornato; la sensuale e intelligente Hannah; la gaia e capricciosa Emmeline; e soprattutto l'enigmatico Robert Hunter, del quale entrambe le sorelle erano innamorate...

Quando si dice che la Morton è una garanzia non ci si sbaglia, di conseguenza non si sbaglia leggendo i suoi libri che ritengo delle perle inestimabili!
Ritorno a Riverton Manor è il libro d’esordio di questa scrittrice ma nessuno lo direbbe mai, se non ne fosse a conoscenza.
Uno stile meraviglioso, ricercato, ricco di particolari; una narrazione che scorre impetuosa senza mai lasciare al lettore la possibilità di incorrere in momenti di noia o di disattenzione; moltissimi personaggi caratterizzati nel dettaglio, con i loro pregi ed i loro difetti e in ultimo ma non in base all’importanza un’ambientazione da mozzare il fiato, degna dei più importanti classici della letteratura di tutti i tempi. Questo libro è tutto questo ed anche molto di più.

Con una maestria da scrittrice navigata la Morton riesce a portarci subito indietro nel tempo insieme a Grace, la narratrice ultra novantenne di questa storia; lei è ormai vicina alla fine della sua vita e sente il bisogno di liberarsi dei suoi segreti prima che sia troppo tardi. Soprattutto da quando Ursula, una regista, la contatta perché sta per realizzare un film che riporterà in vita i suoi fantasmi del passato.
Da ragazzina infatti, all’età di quattordici anni, Grace arrivò a Riverton Manor per lavorare come domestica. Trascorse lì moltissimi anni, poi si trasferì a Londra come domestica personale di una delle figlie di Frederick Hartford, e infine ritornò a Riverton dove si ritrovò ad essere testimone di un tremendo avvenimento: il suicidio del poeta Robert Hunter, un episodio che cambiò per sempre gli equilibri di una famiglia già allo sbando.
Due sorelle - Hannah ed Emmeline – furono testimoni insieme a Grace di quella tremenda disgrazia e niente fu più come prima. Sin dalle prime righe del romanzo Grace ci fa intendere di essere portatrice di un segreto e ci prende per mano per accompagnarci a scoprirlo; un viaggio nel tempo meraviglioso, che attraverso i suoi ricordi ci fa rivivere lo sfarzo dei party dell’aristocrazia londinese degli anni Venti; ci fa visitare le stanze della servitù, con le luci soffuse, le parole sussurrate, le pietanze sul fuoco; ci fa diventare testimoni di amori, amicizie, matrimoni, segreti, decessi. In tutto lo scorrere del romanzo ci si sente protagonisti e mai spettatori delle vicende che ci vengono narrate.
Moltissimi i personaggi – principali e non – che riescono a far breccia nel cuore del lettore, moltissimi quelli che ci si ritroverà ad amare o a disprezzare; nessuno potrà comunque essere considerato una macchietta, un personaggio inserito per allungare il brodo anzi, ognuno avrà uno scopo, una personalità, un passato ed un futuro. Ovviamente le protagoniste indiscusse sono le sorelle Hartford ed il loro amore per lo stesso uomo, due sorelle apparentemente diversissime ma ognuna con il bisogno estremo di trovare un rifugio contro l’insoddisfazione; ma come rimanere indifferenti di fronte ad Alfred? Un domestico della tenuta che si arruola in guerra per cercare una svolta nella vita e che trova invece un baratro - in cui cade - che cambia radicalmente il suo modo di essere e di vivere la vita. Come rimanere indifferenti verso Ursula e la sua dolcezza nei confronti di Grace? Come non attendere impazientemente il ritorno di Marcus, nipote di Grace, cui lei registra cassette rivelandogli tutti i suoi segreti?
Un’autrice dalle mille risorse la Morton, che anche in questo suo primo lavoro non manca di finire la sua storia col botto, regalandoci un colpo di scena da urlo che ribalterà ogni possibile aspettativa!

Un’unica cosa non riesco proprio a mandare giù: un fatto riguardante la vita di Grace che ci viene rivelato ma che resta un po’ in sospeso, che avrei voluto fosse maggiormente approfondito o reso più essenziale nella storia. Per il resto promozione assoluta e la voglia di leggere tutto di questa autrice!!!

 VOTO: 












lunedì 14 novembre 2016

Gruppo di Lettura: Ritorno a Riverton Manor di Kate Morton - Tappa 3


Buongiorno lettori! Siamo già giunti alla terza tappa di questo gruppo di lettura organizzato in collaborazione con Baba del blog Desperate Bookswife dedicato al libro Ritorno a Riverton Manor di Kate Morton. Abbiamo notato che nelle scorse settimane vi siete molto appassionati al libro e ne siamo contantissime.
Oggi commenteremo insieme la terza parte del libro.

Prima di entrare nel vivo del libro facciamo un piccolo riepilogo del calendario:

SPIEGAZIONI E TAPPE

  • Dal 17 ottobre al 31 ottobre: Lettura Parte 1 - 12 capitoli per un totale di  154 pagine
  • Dal 31 ottobre al  7 novembre: Lettura Parte 2 - 10 capitoli per un totale di 146 pagine
  •  Dal 7 novembre al 14 novembre: Lettura Parte 3 - 6 capitoli per un totale di 94 pagine
  • Dal 14 novembre al 21 novembre: Lettura Parte 4 - 8 capitoli per un totale di 112 pagine


   LE MIE IMPRESSIONI

Anche in questa parte, come nelle precedenti, l’ambientazione la fa da padrona; l’autrice ha un dono meraviglioso, che è quello di portarci in epoche ed in luoghi talmente lontani senza la minima difficoltà, facendoci immergere completamente nell’atmosfera che intende ricreare.
Avevamo lasciato Hannah appena sposata con Teddy Luxton, in procinto di lasciare Riverton Manor e di trasferirsi a Londra, con Grace al suo seguito in veste di cameriera personale. La ritroviamo in luna di miele, a Parigi, ad assaporare quella libertà che lei crede di aver ottenuto con il matrimonio; scopriremo presto infatti, che la donna si sposa con Teddy solo per la necessità di libertà che il matrimonio sembra prometterle. In realtà i tanto sognati viaggi si rivelano presto una bufala. Il marito perde le elezioni e lei si ritrova a dover rinunciare ai viaggi promessi per passare il tuo tempo a tenersi buone le mogli degli uomini d’affari con cui Teddy si intrattiene. Nel frattempo cerca sempre di conversare con il marito di politica, discorsi che lui tende a spegnere immediatamente.
Per Grace l’arrivo nella nuova residenza con la padrona non è proprio come se l’aspettava. I domestici non sono particolarmente cordiali con lei e spesso si ritrova anche a dover svolgere mansioni che non le competono a causa della mancanza di personale. Ma il rapporto di confidenza tra lei e Hannah continua a crescere e questo le basta; compagna fedele della donna, anche nelle situazioni più pericolose, tiene fede alla sua promessa di non lasciarla mai. Anche la corrispondenza con Alfred diventa sempre più frequente ed intima, ritornando ai livelli del primo periodo della guerra. Il ragazzo sembra aprirsi sempre di più anche se comunque il suo atteggiamento verso la vita dopo il conflitto è cambiato radicalmente.
A Riverton le cose vanno sempre peggio: Emmeline subisce la mancanza della sorella e reagisce facendo scelte azzardate in fatto di uomini, mentre Frederick sembra non riprendersi dalla decisione di Hannah di sposarsi e dalla perdita della fabbrica di automobili.
Il segreto che Grace serba da decenni continua ad aleggiare in tutte le pagine ma in questa parte del libro ancora non si assiste al ritorno di Robby, quindi da quel punto di vista non facciamo nessun passo avanti. Un enorme passo viene invece fatto nella storia personale della cameriera che finalmente avrà modo di capire che Frederick potrebbe essere il suo vero padre. In poche righe la
Morton sgancia quella che dovrebbe essere la bomba ma che tutte noi immaginavamo dopo poche righe… ora mi chiedo se la questione finirà lì o se avrà un seguito particolare. Grace deciderà di parlarne con Hannah? Il loro rapporto cambierà? E cosa farà per avere la sicurezza della sua intuizione?
Nello stesso punto del romanzo un altro fatto importante viene narrato: Alfred chiede a Grace di sposarlo e lo fa il giorno del funerale della madre della donna. Assistiamo ad un primo bacio molto dolce e subito dopo alla risposta affermativa di Grace che però cambia idea immediatamente quando l’uomo le comunica che non sarà più necessario che lei lavori per Hannah. Finisce così questa parte molto importante del libro, con Grace che sceglie Hannah e torna dalla sua padrona con la consapevolezza che questa in realtà potrebbe essere sua sorella e con un marito mancato lasciato a Riverton.

Nelle pagine che abbiamo letto questa settimana ci vengono svelate parecchie cose ed i personaggi prendono sempre più forma nella nostra mente. È proprio sui personaggi che vorrei soffermarmi in questo post. 

GRACE continua a raccontarci la sua vita attraverso i ricordi ma in questa parte la troviamo più stanca, desiderosa di concludere il suo racconto prima che il tempo per lei scada. Mentre la Grace del passato compie il suo viaggio abbandonando Riverton, la Grace del presente chiede ad Ursula di accompagnarla proprio là, in quel luogo che tanto la assilla. Un personaggio che amo ogni giorno di più e lo amo in entrambe le versioni: sia in versione cameriera fedele di quella padrona verso cui da sempre sente un affetto particolare, sia in versione anziana che fa i conti con i suoi rimpianti e con una vita che sembra volerle chiedere il conto prima di lasciarla.
Compresi che non avrei potuto averli tutti e due. Hannah e Alfred. Dovevo scegliere.
Il gelo mi penetrò sotto la pelle, spargendosi come un liquido. Mi sciolsi dall'abbraccio. Gli chiesi perdono. Avevo commesso un errore, dissi. Un terribile errore.
Istanti. Quante volte li ho revocati in tutti questi anni. Talvolta, nella mia mente, io e Alfred entriamo in casa, brindiamo alla nostra salute. Poco dopo ci sposiamo e viviamo felici per il resto dei nostri giorni, invecchiando insieme.
Ma non è così che andò, e tu lo sai bene.
ALFRED è un personaggio di minore importanza ma che si ritaglia prepotentemente un posticino nel cuore dei lettori. Desideroso di una vita migliore, grande lavoratore e servitore della patria, aspetta a chiedere a Grace di sposarlo perché desidera darle una vita decorosa. Burbero in superficie ma capace di gesti molto importanti come andare a trovare la mamma di Grace per non lasciarla sola.
"Me ne vado Grace. Ne ho abbastanza dei signorsì!" [...] "Se ho aspettato così tanto, è solo perchè volevo avere qualcosa da offrirti. Qualcosa di più di quello che sono oggi..."
HANNAH è forse il personaggio che continuo a capire meno. Non mi ha sconvolto tanto il suo matrimonio di non amore – in quegli anni ci poteva anche stare – ma il suo voler apparire quello che in realtà non è. Questo anticonformismo che alla fine non porta per ora a nulla mi sembra tutto fumo e niente arrosto ma magari mi sbaglio… Resta il fatto che non sia un personaggio cui io mi sia particolarmente affezionata. Mi aspetto di vedere la vera Hannah nel suo rapporto con Robby.
Non ne era innamorata, ma che importanza aveva? Hannah non sentiva la mancanza dell'amore, non ancora. Che bisogno poteva avere dell'amore, con tante altre cose da cui attingere a piene mani?
EMMELINE ha la freschezza e la spregiudicatezza della sua età. È invidiosa della sorella, è arrabbiata con il padre e compie veri e propri colpi di testa come quello di fare l’attricetta seminuda per un uomo che la illude di amarla. Mi fa tenerezza anche perché, dopo che la sorella va via da Riverton, lei resta irrimediabilmente sola ma a nessuno sembra importare.
Emmeline è sparita e la lettera dovrebbe rivelarci dove si trova. La cosa minaccia di trasformarsi in uno scandalo. Io sono fra i pochi a esserne al corrente. [...] È un regista, un francese, e ha il doppio dei suoi anni. Peggio ancora: è sposato.

TEDDY, che dire di lui? In realtà lo incontriamo così poco che non riesco a giudicarlo più di tanto. Tipico uomo aristocratico di quegli anni, forse un po’ troppo succube della sorella. Come molti sposa una donna conoscendo la sua evidente reticenza verso la vita matrimoniale; è attratto proprio dal fatto che Hannah non sia una donna come le altre ma purtroppo poi pretende che lei nel matrimonio si comporti proprio come tutte le altre, spegnando sul nascere ogni qualsiasi interesse della donna. Attendo che il suo personaggio emerga con l’avvicinarsi del termine del romanzo, più che altro lo spero! 
Hannah era per Teddy una sorta di specchio, al suo cospetto non si sentiva più un giovanotto posato e un po' noioso, succube del padre, bensì un uomo fiero di quella moglie seducente e imprevedibile.
MAMMA di Grace appare pochissimo nel romanzo ma ha un ruolo fondamentale nell’evolversi della storia. Le sue frasi dette e non dette, il suo attaccamento a Riverton, la sua rabbia evidente anche se mai espressa fino in fondo ci danno un quadro completo del suo personaggio. Si porta nella tomba un segreto inconfessabile che avrebbe potuto cambiare le sorti della vita di sua figlia se rivelato.
Mi sembra passato un secolo dal giorno che la seppellimmo. Una mattinata d'inverno del 1922, con la terra indurita dal gelo e la gonna che mi sbatteva ghiacciata contro le gambe, e una figura, un uomo a malapena riconoscibile, in cima alla collina. La mamma aveva portato i suoi segreti con sé, nella terra fredda, io però finii per scoprirli ugualmente.
FREDERICK è veramente il padre di Grace? Amava veramente sua madre? Perché non vivere apertamente un amore apparentemente così profondo (visto che si presenta anche al funerale e visto che comunque tutti sembrano sapere)? Per un uomo non sarebbe stato poi così difficile, soprattutto in età adulta. In Frederick vedo molto una personalità tipo quella di Hannah: figlio ribelle in gioventù ma piegato davanti ad un’etichetta da seguire. Mi chiedo se ci sia dell’altro dietro quella paternità, dalla Morton non mi stupirebbe!!
"Il signore Frederick?" Avevo appreso dall'ultima lettera di Nancy che il padrone non stava affatto bene.
Alfred scosse il capo. "Ha sempre il muso lungo da quando te ne sei andata. Doveva avere un debole per te!" scherzò dandomi una gomitata. Non potei fare a meno di sorridere.
Queste sono le mie impressioni sulla terza parte del romanzo e sui personaggi; direi che anche per oggi mi sono dilungata fin troppo quindi vi lascio ed aspetto il vostro pensiero!
Vi diamo appuntamento a lunedì prossimo con la quarta ed ultima tappa sul blog Desperate Bookswife.




lunedì 31 ottobre 2016

Gruppo di Lettura: Ritorno a Riverton Manor di Kate Morton - Tappa 1



Buogiorno carissimi, eccocia alla prima tappa del gruppo di lettura organizzato in collaborazione con Baba del blog Desperate Bookswifededicato al libro Ritorno a Riverton Manor di Kate Morton.
Vi ricordo che potete iscrivervi in qualsiasi momento e potete commentare anche se avete letto il libro tempo fa e volete dire la vostra opinione relativa alla prima parte del libro. Mi raccomando solo di non fare spoiler sulle parti successive del libro.



Prima di entrare nel vivo del libro facciamo un piccolo riepilogo del calendario:

SPIEGAZIONI E TAPPE

  • Dal 17 ottobre al 31 ottobre: Lettura Parte 1 - 12 capitoli per un totale di  154 pagine
  • Dal 31 ottobre al  7 novembre: Lettura Parte 2 - 10 capitoli per un totale di 146 pagine
  •  Dal 7 novembre al 14 novembre: Lettura Parte 3 - 6 capitoli per un totale di 94 pagine
  • Dal 14 novembre al 21 novembre: Lettura Parte 4 - 8 capitoli per un totale di 112 pagine

IL LIBRO

Titolo: Ritorno a Riverton Manor
Autore: Kate Morton
Casa editrice: Sonzogno
Pag.: 515

Trama:  Inghilterra 1924. È la festa di inaugurazione della sontuosa dimora degli Hartford, e il fragore di uno sparo si confonde con i botti dei fuochi d'artificio che illuminano il cielo. Il poeta Robert Hunter giace senza vita nei pressi del laghetto della tenuta, con la pistola ancora fumante in mano. È suicidio? Di sicuro è uno scandalo che scuote fin dalle fondamenta l'aristocratica casata, perché le uniche testimoni del fatto sono le sorelle Hannah ed Emmeline Hartford. Che da allora non si parleranno mai più. Inverno 1999. Sono passati più di settant'anni da quella notte, e la quasi centenaria Grace Bradley, nella casa di riposo in cui trascorre i suoi ultimi giorni, è convinta di essersi lasciata per sempre alle spalle i fantasmi del passato e i tristi ricordi. Ma una giovane regista americana, che vuole realizzare un film sulle sorelle Hartford e su quel misterioso suicidio, chiede la sua consulenza. Grace, infatti, oltre che testimone di tempi ormai remoti, è stata anche direttamente coinvolta nella vita della famiglia: cameriera personale di Hannah, fin da bambina aveva servito come domestica a Riverton Manor. Dapprima riluttante, accetta poi di collaborare e comincia a rievocare le vicende dei giovani Hartford, destinati a un'esistenza tanto fulgida quanto breve: il promettente David, partito giovanissimo per il fronte e mai più tornato; la sensuale e intelligente Hannah; la gaia e capricciosa Emmeline; e soprattutto l'enigmatico Robert Hunter, del quale entrambe le sorelle erano innamorate...


   LE MIE IMPRESSIONI


Una prima parte che, per quanto mi riguarda, si è fatta amare. Una parte conoscitiva, dove vengono gettate le basi per entrare in sintonia con i personaggi e per iniziare a comprendere la storia.
Ho ritrovato da subito lo stile ricercato di questa autrice e una narrazione capace di portarmi indietro nel tempo, in luoghi e tempi del passato. Una ricerca evidente dell’autrice sul periodo storico, tanto da riuscire a ricrearne perfettamente le ambientazioni.
Siamo in Inghilterra, intorno al 1990. La narratrice di questa storia è Grace, una ultra novantenne ormai residente in una casa di riposo: una lunga treccia bianca, le giornate che scorrono tra un tè, una boccata d’aria in giardino, quattro chiacchiere con l’inserviente della residenza per anziani, qualche passeggiata ogni tanto con la figlia Ruth. È in uno di quei giorni tutti uguali che Ursula Ryan scrive a Grace perché sta per realizzare un film; le riprese inizieranno a giorni, e vorrebbe sincerarsi che la ricostruzione degli ambienti della residenza degli Ashbury a Riverton Manor sia impeccabile. Chi meglio di Grace, che ha lavorato in quella casa come domestica potrà darle la conferma di fare un buon lavoro?
È così che Grace ritorna a fare i conti con il passato, con un suicidio che ci viene svelato nelle primissime pagine proprio dal copione di quel film. Da subito l’attenzione del lettore viene incuriosita dalle parole di Grace che spesso accennano ad un grandissimo segreto che non ha mai svelato a nessuno, un mistero che aleggia nell’aria per tutta questa prima parte del libro.
La narrazione ha dei continui flashback in cui Grace alterna momenti del presente con momenti del passato. Oltre a qualche accenno alla donna che è diventata, alla vita che ha vissuto, al rapporto con sua figlia ormai sessantenne, Grace ci racconta dei suoi anni trascorsi a Riverton Manor, dal suo arrivo in quella casa nel 1914 – quando aveva solo quattordici anni - fino allo scoppio della guerra. I suoi occhi sono i nostri occhi. Da domestica, durante il suo servizio, ha potuto assistere a molte conversazioni di famiglia; una testimone diretta dei principali avvenimenti e delle interazioni tra i personaggi.
La scelta dell’autrice di far lasciare a Grace novantenne la testimonianza vocale attraverso un registratore mi è molto piaciuta; il suo voler confessare il segreto che la accompagna da decenni a suo nipote Marcus è un espediente che le permette di ricapitolare la questione con lui e con i lettori proprio come se fossero essi stessi i destinatari di quel messaggio.
Moltissimi i personaggi con un ruolo importante che già in questa parte ci vengono presentati: dai fratelli Hartford – Hannah, la figlia maggiore, Emmeline, la minore e David, unico figlio maschio – a Robert Hunter – spesso chiamato Robbie che, dai racconti di Grace sappiamo essersi tolto la vita - a Marcus – nipote di Grace, scrittore, a cui l’autrice sembra preparare un ruolo di primo piano per le parti future del libro - .
Ci sono inoltre tantissimi personaggi secondari ma non meno importanti a livello di storia come Nancy, il signor Hamilton, la signora Townsend, Ruth, e moltissimi membri della famiglia. 
Molti sono anche i riferimenti alla letteratura e all’arte. Due gli argomenti che più mi hanno colpito. Il primo è la passione di Grace per Sherlock Holmes; in più passaggi questo dettaglio viene inserito nel racconto come il momento in cui Grace ragazza, da grandissima amante di Sherlock Holmes al suo arrivo a Riverton Manor per lavorare come domestica nasconde i suoi libri in uno scialle per paura che le vengano confiscati dal maggiordomo o più avanti il momento in cui va proprio a comprare l’ultimo libro di Doyle da un ambulante spendendo praticamente tutta la sua paga.

Poi diedi un’occhiata alla porta e con il cuore che batteva forte aprii il mio bagaglio segreto.
Conteneva solamente tre libri, le copertine arricciate con i titoli a lettere dorate un po’ sbiadite. Li riposi in fondo al cassetto, nascondendoli bene dentro lo scialle. Il signor Hamilton era stato chiaro: la Sacra Bibbia era consentita ma qualunque altra lettura, quasi sicuramente di natura pregiudizievole, doveva essere sottoposta alla sua approvazione, pena la confisca. Io non ero certo una ribelle, anzi allora nutrivo un profondo senso del dovere, ma era impossibile per me vivere senza Holmes e Watson. […]
Inoltre un motivo personale e segreto mi spingeva verso il villaggio. Era da poco uscito il quarto romanzo di Arthur Conan Doyle basato sulle inchieste di Sherlock Holmes, e io mi ero accordata con un ambulante perché me ne procurasse una copia. Mi sarebbe costato i risparmi di sei mesi, ma per la prima volta avrei acquistato un libro nuovo. La valle della paura. Il titolo bastava già a mandarmi in solluchero. […]
Gli avevo dato appena un’occhiata a casa dell’ambulante, solo per accertarmi che fosse il libro giusto. Ora potevo finalmente studiarne la copertina, passare le dita sulla rilegatura di cuoio, sfiorando i caratteri incisi sul dorso, La valle della paura. Sussurrai quelle parole così suggestive e mi avvicinai il libro al naso, inebriata dall’odore dell’inchiostro. Il profumo delle possibilità.
Il secondo in realtà è solo un passaggio che però mi ha conquistata ed è quello che rappresenta il nostro primo incontro – ed anche quello di Hannah - con Robert, in biblioteca, mentre si incanta ad osservare un quadro di Picasso.
Alla fine il suo sguardo si fermò su un dipinto. Una figura nera su fondo blu: una donna accovacciata che dava le spalle all’osservatore. Il quadro era quasi nascosto nella parete più lontana della biblioteca. fra due panciuti vasi cinesi, bianchi e azzurri.
Si avvicinò al dipinto per osservarlo meglio. […]
“Dire così tanto con così poco”, mormorò invece il giovane dopo qualche istante.
Hannah non fece commenti anche perché le spalle del ragazzo le impedivano di vedere il quadro. Sospirò, sempre più confusa.
“È incredibile”, proseguì lui. “Non vi pare?”
Davanti a tanta impertinenza, Hannah non potè fare altro che capitolare e andò a mettersi accanto all’ospite. “Al nonno non è mai piaciuto”, disse, sforzandosi di apparire disinvolta. “Lo trova triste e indecente. Ecco perché lo tiene nascosto qui.”
“Anche voi lo trovate triste e indecente?”
Hannah guardò il quadro come se non lo avesse mai visto.
“Triste sì. Ma non indecente.”
Robbie annuì. “Un’espressione così spontanea non può mai essere indecente.”
Ma vogliamo parlare di quanto debba essere meravigliosa quella biblioteca? Non vorrei mai doverla pulire come tocca fare a Grace ma perdermi in quella quantità spropositata di libri mi piacerebbe eccome!
Tirando le somme questa prima parte mi ha lasciato addosso una voglia irrefrenabile di sapere quale sia il grande segreto che la nostra protagonista ha mantenuto per anni, insieme alla voglia di capire che ruolo avrà Marcus nella storia. Se in più aggiungiamo che proprio sul finale di questa parte mentre gli uomini di casa partono per il fronte accade qualcosa che ci lascia a bocca aperta…bè, non so proprio come ho fatto a resistere tutto questo tempo prima di andare avanti. Quindi se non vi dispiace io andrei a continuare la lettura!!!

Ci vediamo lunedì 7 novembre sul blog di Baba - Desperate Bookswife - in cui si chiacchiererà della seconda parte del libro.