Oggi torno con una recensione, quella del thriller storico K. I guardiani della storia di Elisabetta Cametti, edito da Cairo, pag. 635, primo libro della trilogia di K.
Sinossi: Katherine Sinclaire è una donna che ama le sfide. Il suo talento l'ha
portata a diventare direttore generale della 9Sense Publishing, una
delle più potenti case editrici mondiali. È abituata ad avere tutto
sotto controllo, ma quando entra nell'ufficio del suo amministratore
delegato e lo trova morto, il mondo le crolla addosso. Bruce Aron si è
suicidato, decretando la fine dell'impero della 9Sense, ma prima di
premere il grilletto ha lasciato un messaggio che contiene un codice
segreto. Un messaggio che è destinato solo a lei. L'indizio trascinerà
Katherine in un labirinto di conoscenze antichissime, verità
inconfessate e riti esoterici legati a una delle civiltà più misteriose
della Storia: gli Etruschi. In un tumultuoso viaggio da Londra alle
viscere dell'isola Bisentina, Katherine si troverà a lottare contro un
destino implacabile e scoprirà di essere la protagonista di una storia
millenaria.Prima di parlarvi del libro, una premessa è d'obbligo.
C'è stato un tempo in cui, anni fa, leggevo solo thriller storici, passando da Dan Brown a James Rollins, da Falcones a Glenn Cooper. Poi, come spesso accade quando ci si fissa con un determinato genere, mi sono stancata ed ho cominciato a variare ma, come è normale, il primo amore non si scorda mai e ciclicamente mi piace tornarci.
Non conoscevo questa autrice e non conoscevo i suoi libri finchè non è stata inserita nella sestina finalista del Premio Bancarella. Dopo aver presenziato con il blog - grazie a Nadia - alla rivelazione della sestina, sono stata contattata dall'ufficio stampa dell'autrice che mi ha proposto di leggere i suoi libri. Ho accettato senza pensarci due volte, nonostante la mole, ed ho cominciato a leggere con, devo ammetterlo, non poco timore visto che l'autrice in questione è stata paragonata a Dan Brown. Paragone azzardato? Forse sì, perchè io più che a Dan Brown la paragonerei a James Rollins, che mica è poco!!!
Ma parliamo finalmente del libro.

