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martedì 25 gennaio 2022

Recensione #423 - Le piume del Drago di Lorenzo Visconti

Buongiorno lettori come state? Io avevo tantissimi buoni propositi di cominciare l'anno seguendo il blog assiduamente ma, ahimè, in questo gennaio che sta quasi per concludersi ho letto molto ma non ho avuto una gran voglia di accendere il pc e scrivere quindi eccomi qui, nell'ultima settimana del mese, a riempirvi di recensioni che sto cercando di recuperare. 

Oggi torno con quella che è diventata una delle mie serie noir/poliziesche coccola; cosa significa? Che so che quando leggerò i libri di Lorenzo Visconti - pseudonimo di Paolo Roversi - per me saranno una coccola calda in una giornata grigia e nebbiosa! Vi parlo del secondo della serie e precisamente de Le piume del Drago di Lorenzo Visconti edito da Cairo, pag. 268. 

Primo libro della serie: La legge del Drago, recensione qui.


Trama:
Lorenzo Visconti detto il Drago continua a «non» essere un investigatore privato: non ha licenze ufficiali e nemmeno regole (tranne le sue). Ex sbirro che ha avuto qualche problema con la divisa e le istituzioni, il suo ufficio è un bar in via Gluck a Milano. Ed è lì che una mattina di luglio si presenta Valeria Zamperini chiedendogli di trovare la sorella scomparsa da cinque mesi. Iniziano così le indagini del Drago, aiutato dal socio Jamel, giovane francese mago dei computer, sulle tracce della ragazza. Nel frattempo un serial killer si aggira nella Bassa padana, lungo le sponde del Po, dove uccide le sue vittime con un macabro rituale. A indagare sugli omicidi ci sarà una vecchia conoscenza del Drago: il maresciallo Barillà, del Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente di Milano. Due casi in apparenza molto distanti, ma che si riveleranno intimamente collegati. Con "Le piume del Drago" Lorenzo Visconti ci riporta in una Milano rovente, violenta e sporca, alternando le luci della città ai paesaggi del grande fiume malato ― depredato e sfruttato dall'uomo ―e alle parole di un vecchio pescatore.

Secondo volume della serie dedicata a Lorenzo Visconti detto Drago. Che dire? Inizierò questa recensione in modo molto poco professionale e vi confesserò che in Drago ho trovato il mio uomo ideale letterario. Dimenticate i principi azzurri con cavallo bianco e immaginatevi un uomo che vive nell'illegalità ma solo per dare una lezione a chi se lo merita. Immaginate qualcuno che prova una grandissima gioia nel prendere a pugni delinquenti e sfruttatori ma che allo stesso modo cerca casa ad animali feriti. Immaginate un uomo che non è legato a nulla se non alla sua Ducati e al suo Fernet ma che allo stesso modo continua ad andare a trovare il padre malato di Alzheimer nella clinica dove è ricoverato perché è la persona più importante che gli sia rimasto (e, credetemi, non lo fa solo perché ha nascosto nell'armadietto della clinica la sua pistola!).
Ecco io LO AMO!

lunedì 17 giugno 2019

Recensione #305 - Dove il destino non muore di Elisabetta Cametti - #aspettandoilbancarella

Buongiorno amici, e buon lunedì. Eccomi di nuovo qui con una recensione. Una recensione speciale, questa, perché dà il via alle recensioni dei sei romanzi finalisti al Premio Bancarella 2019. Sarà facile riconoscerle grazie all'ashtag #aspettandoilBancarella.
Il mio intento è quello di postare le recensioni in ordine alfabetico, sperando di riuscire a rispettare l'ordine nella lettura! ;)
Dei sei romanzi finalisti, di cui avete potuto conoscere i titoli qui e che vi ho presentato qui, troverete prima la recensione e successivamente - anche se non immediatamente - un'intervista.
Oggi cominciamo con la vulcanica Elisabetta Cametti - chi ha assistito a una sua presentazione sa di cosa parlo! - ed il suo Dove il destino non muore, il terzo volume della serie di K, una serie di cui, se mi seguite, avete trovato la recensione dei libri precedenti poco tempo fa - per chi se li fosse persi si tratta de I guardiani della storia, recensione qui e di Nel mare del tempo, recensione qui - edito da Cairo, pag. 541.

Sinossi: Il guardiano dei Musei nazionali delle residenze napoleoniche sa che la sua vera identità è stata scoperta. Stanno venendo a prenderlo. Ma non si farà catturare vivo, perché quello è l'epilogo di un piano scritto anni prima. L'eredità di Napoleone è in pericolo, e lui è pronto a trasferirla nelle mani della bambina che ha visto crescere. Katherine Sinclaire, però, è all'oscuro di tutto. Sta presentando il suo ultimo bestseller a Roma, in un auditorium gremito di gente, e non può nemmeno immaginare che nei ricordi delle vacanze all'Isola d'Elba si nascondano le risposte ai più grandi interrogativi della storia. Sullo sfondo, due società segrete che da duecento anni si contendono la supremazia sulla verità. La prima, voluta da Napoleone stesso per proteggere le scoperte archeologiche che hanno costellato le sue imprese. L'altra è una delle organizzazioni più influenti al mondo. Al centro, il mistero della campagna d'Egitto. Katherine si lascerà coinvolgere in una cospirazione, i cui risvolti potrebbero mettere in discussione il corso della storia e le convinzioni acquisite sulle civiltà più antiche. E quando penserà di avere decifrato tutti gli enigmi che via via le si sono presentati, si troverà intrappolata in uno sconvolgente intrigo familiare: l'inizio di un nuovo viaggio che la porterà lontano, in un futuro senza segreti nel passato. Là dove il destino non muore.


Elisabetta Cametti riprende, come sempre, la storia dove l'aveva lasciata. 
Katherine è una scrittrice di successo e anche questa volta, così come nel secondo volume di questa serie, tutto comincia mentre lei sta presentando ad una platea gremita il suo ultimo bestseller. Nello stesso istante Theodore Sinclare, suo zio, guardiano dei Musei nazionali delle residenze napoleoniche, si toglie la vita.
Ci immergiamo così in un mondo che ci riporta ai guardiani della storia che abbiamo conosciuto nel primo volume ma che ci trascina anche in una nuova realtà, quella di Napoleone e delle sue gesta.
E se le imprese di Napoleone avessero avuto un fine che non fosse solo quello della conquista di nuovi territori? Tutta la storia assumerebbe un risvolto diverso, ogni cosa potrebbe essere vista da un'altra angolazione.
Partiamo da qui con questo nuovo libro e ci ritroviamo, grazie all'autrice, a rispondere a tutte le nostre domande!

lunedì 10 giugno 2019

Recensione #303 - K. Nel Mare del tempo di Elisabetta Cametti

Buongiorno amici, e buon lunedì. Eccomi di nuovo qui con una recensione. Come avrete capito vedendo la poca costanza sul blog, quando mi metto al PC programmo più recensioni perchè, credetemi, sedersi qui ed avere la tranquillità necessaria per scrivere con un bimbo di quasi tre mesi non è così facile. Se in più tenete conto che già spesso devo farlo obbligtoriamente per lavoro, il tempo per lo svago è veramente ridotto all'osso. Ma non dispero, sto comunque continuando a leggere - soprattutto di notte quando il royal baby s riaddormenta dopo la poppata ed io invece ho gli occhi a palla - quindi ho carne al fuoco per il blog sempre fresca!!! ;)
Oggi vi parlo di K. Nel mare del tempo, il secondo libro della serie di K, una serie di cui, se mi seguite, avete trovato la recensione poco tempo fa - per chi se la fosse persa si tratta de I guardiani della storia, recensione qui - edito da Cairo, pag. 573.

Sinossi: È passato un anno dalla tragica conclusione dell'intrigo archeologico in cui Katherine Sinclaire ha rischiato di perdere la vita. L'incubo al quale sperava di essere sfuggita torna ad assillarla per mano di un nemico insospettabile. Durante la presentazione del suo primo romanzo, un uomo si spara di fronte a lei dopo averle lanciato un anello antico con incisi due nomi. Tormentata da una catena di omicidi e da cinque libri enigmatici, Katherine sarà di nuovo risucchiata in una caccia al tesoro sanguinaria che la metterà sulle tracce di Angelica, una donna misteriosa vissuta nel Medioevo. Seguendo i dipinti che la ritraggono, finirà nei cunicoli sotterranei battuti dagli eretici in fuga, e creati da uno stratega per proteggere uno dei più straordinari segreti della storia. Avidità, coraggio, speranza, ira e passione si fondono in un'avventura che si snoda tra la Bretagna e i nascondigli prealpini di Fra Dolcino, dove Katherine capirà di essere legata ad Angelica da un filo invisibile... più forte del destino che sta per guidarla verso una scelta da cui non c'è ritorno.

Ho conosciuto questa autrice seguendo Il Premio Bancarella - trovate il post con la sestina completa qui - e devo dirvi che sono rimasta totalmente folgorata dai suoi lavori.
Secondo volume della serie, Nel mare del tempo non smentisce le aspettative anzi, le rafforza!

martedì 23 aprile 2019

Recensione #297 - K. I guardiani della storia di Elisabetta Cametti

Buongiorno lettori! Passati questi due giorni di festa si torna parzialmente alla normalità visto che tra due giorni sarà ancora festa...
Oggi torno con una recensione, quella del thriller storico K. I guardiani della storia di Elisabetta Cametti, edito da Cairo, pag. 635, primo libro della trilogia di K.

Sinossi: Katherine Sinclaire è una donna che ama le sfide. Il suo talento l'ha portata a diventare direttore generale della 9Sense Publishing, una delle più potenti case editrici mondiali. È abituata ad avere tutto sotto controllo, ma quando entra nell'ufficio del suo amministratore delegato e lo trova morto, il mondo le crolla addosso. Bruce Aron si è suicidato, decretando la fine dell'impero della 9Sense, ma prima di premere il grilletto ha lasciato un messaggio che contiene un codice segreto. Un messaggio che è destinato solo a lei. L'indizio trascinerà Katherine in un labirinto di conoscenze antichissime, verità inconfessate e riti esoterici legati a una delle civiltà più misteriose della Storia: gli Etruschi. In un tumultuoso viaggio da Londra alle viscere dell'isola Bisentina, Katherine si troverà a lottare contro un destino implacabile e scoprirà di essere la protagonista di una storia millenaria.

Prima di parlarvi del libro, una premessa è d'obbligo.
C'è stato un tempo in cui, anni fa, leggevo solo thriller storici, passando da Dan Brown a James Rollins, da Falcones a Glenn Cooper. Poi, come spesso accade quando ci si fissa con un determinato genere, mi sono stancata ed ho cominciato a variare ma, come è normale, il primo amore non si scorda mai e ciclicamente mi piace tornarci.
Non conoscevo questa autrice e non conoscevo i suoi libri finchè non è stata inserita nella sestina finalista del Premio Bancarella. Dopo aver presenziato con il blog - grazie a Nadia - alla rivelazione della sestina, sono stata contattata dall'ufficio stampa dell'autrice che mi ha proposto di leggere i suoi libri. Ho accettato senza pensarci due volte, nonostante la mole, ed ho cominciato a leggere con, devo ammetterlo, non poco timore visto che l'autrice in questione è stata paragonata a Dan Brown. Paragone azzardato? Forse sì, perchè io più che a Dan Brown la paragonerei a James Rollins, che mica è poco!!!
Ma parliamo finalmente del libro.

martedì 15 maggio 2018

BibliOmaggi #26


Buongiorno lettori, come va? Settimana impegnativa per me questa, tante cose da fare, tanti appuntamenti e poi il culmine sabato e domenica 19 e 20 maggio l'evento Libri al Leu che abbiamo organizzato a Casalborgone con Baba del blog Desperate Bookswife. Vi siete persi il volantino? Eccolo:


Se siete nei paraggi ma anche se siete lontani e volete farvi un bel giro nelle colline piemontesi non potete mancare!!!! Se volete qualche informazione in più non esistate a contattarci via mail.

Ma passiamo all'appuntamento di oggi. Maggio ricco, l'ho già detto, lo so, ma a me continuano ad arrivare libri ed io non posso non mostrarveli! 
   
  • Un altro giorno ancora di Bianca Marconero, edito da Newton Compton editori, 381 pagine. Data pubblicazione: 19 aprile 2018.
    Questo libro me lo ha mandato direttamente l'autrice, che ringrazio tantissimo. Un'autrice che amo molto e da cui mi aspetto sempre moltissimo.

Sinossi: Elisa Hoffman ha imparato presto a cavarsela da sola. Ultima di cinque fratelli, vive per la famiglia e per l'equitazione. L'esclusivo maneggio in cui lavora, alle porte di Milano, è il posto che ama di più al mondo, e mette da parte tutti i risparmi per riuscire a comprarsi Sparkle, un cavallo che ha addestrato per mesi. Tutti i suoi sogni, però, si infrangono alla notizia che Andrea, un ragazzo terribilmente bello e ricco, ha offerto più soldi e ha acquistato il cavallo che le era stato promesso. Elisa non si dà pace e riversa su di lui tutto il suo risentimento. Ma Andrea è davvero così freddo come sembra, o sotto il ghiaccio si nasconde qualcosa di diverso? Un imprevisto, un accordo e un'inattesa amicizia con il nemico permettono a Elisa di scoprire che il ragazzo, in realtà, possiede delle qualità inaspettate... Una storia sull'amore in tutte le sue declinazioni, e sui sentimenti che, come fiori selvatici, crescono in silenzio, senza che nessuno li annaffi.



  • Il tatuatore di Alison Belsham, edito da Newton Compton Editore, che ringrazio per la copia a sorpresa, 382 pagine. Data pubblicazione: 03 maggio 2018.
    Un libro che non conoscevo ma che mi ispira molto. Vedremo...

Sinossi: Brighton. L'ispettore Francis Sullivan, giovane e ambizioso, è stato appena promosso, e questo è il suo primo caso importante. Marni Mullins, una tatuatrice di Brighton, ha trovato un corpo orribilmente scuoiato. Dalle prime indagini sul cadavere risulta chiaro che non si tratta di un omicidio isolato ma dell'opera di un serial killer. Il modus operandi e la firma sono agghiaccianti: mentre la vittima era ancora in vita, l'assassino ha rimosso intere porzioni di pelle, presumibilmente tatuate. Questa pista porta Sullivan a credere che una come Marni, che conosce il mondo dei tatuaggi come le sue tasche, sia l'unica persona in grado di aiutarlo. Ma lei ha tante ragioni per non fidarsi della polizia. E quando riuscirà a identificare il prossimo bersaglio del killer, lo dirà a Sullivan o si metterà da sola alla ricerca del "Ladro di Tatuaggi"?



 
  • Quello che non sappiamo di Annarita Briganti, edito da Cairo, che ringrazio per la copia, 160 pagine. Data pubblicazione: 10 maggio 2018. Come potete vedere dal volantino sopra, Annarita è una delle autrici che abbiamo coinvolto nel nostro evento. Onorate che una delle prime presentazioni del suo tour passi da Casalborgone! Ho già letto e recensito questo libro qui.
Sinossi: Un giorno Ginger riceve un'email da Paulo. I due non si conoscono o, almeno, lei crede che non si conoscano. Nasce una relazione virtuale. Iniziano a scriversi email nelle quali si raccontano la loro vita, le loro giornate e, attraverso le parole, il loro legame in poco tempo si rafforza sempre più. Ma c'è dell'altro, non tutto è come sembra: Paulo conosce un segreto della vita di Ginger e deve consegnarle una cosa molto importante. Quello che non sappiamo si può leggere come una lunga chat, è un romanzo-chat, un colpo di fulmine virtuale. Un amore al tempo della mail, tra nevrosi e nuove tecnologie. Ma il mistero che nasconde renderà i protagonisti più forti e la storia sorprendente. Ambientato tra Italia e Germania - a Roma, Milano, Bologna, Berlino - ma c'è anche la Cina, il romanzo parla del mondo di oggi e di domani, di donne e di uomini, di amore e di sesso sul web, di amore e di sesso nella realtà, di rete, di social, di crisi economica, di famiglie, di razzismo, di verità, d'identità, di libri e di librai, di musica, di musei, di perdono, di rinascita, di spezie, di cocktail, di sogni e di speranze. Un libro per tutti quelli che credono nel potere della scrittura e delle relazioni. Reali o virtuali.

  • Così crudele è la fine di Mirko Zilhay, edito da Longanesi, che ringrazio per la copia, 418 pagine. Data pubblicazione: 03 maggio 2018. Che dire di Mirko? Un grande autore ed una bella persona. I suoi libri denotano un'attenzione particolare verso la lingua ed il suo utilizzo. Colpisce per il modo in cui le parole creano la storia. Io ho avuto l'onore di incontrarlo più volte e, credetemi, merita! Questo è il terzo volume della trilogia con protagonista il Commissario Mancini ed io non vedo l'ora di leggerlo. Se non conoscete i libri di Mirko dovete assolutamente recuperarli.

Sinossi: In una Roma attraversata da omicidi silenziosi ed enigmatici, che gettano una luce nera sulla città, il commissario Mancini per la prima volta dopo molto tempo accoglie la sfida con nuova determinazione. Perché ora Enrico Mancini non è più l'ombra di se stesso: supportato dalla psichiatra della polizia che l'ha in cura, e affiancato dalla fedele squadra di sempre, si lancia alla ricerca di indizi che gli permettano di elaborare il profilo del killer. Costretto a rincorrere l'assassino passo dopo passo, vittima dopo vittima, tra i vicoli e le rovine della Roma più antica e segreta, il commissario capisce ben presto che il killer è anomalo, sfuggente come un riflesso. E in un gioco di specchi tra presente e passato, tra realtà e illusione, la posta finale non è solo l'identità del serial killer, ma quella dello stesso Mancini.





  • E così, forse, sarai felice di Alessia Esse, che ringrazio per la copia, Self-published. Genere: Adult, Narrativa contemporanea, Romance. Pagine: circa 480. Data pubblicazione: 22 maggio 2018. Un'autrice che ho conosciuto grazie alla trilogia distopica di Lilac e di cui mi sono innamorata. La prossima settimana uscirà il suo prossimo libro e non potevo non accettare di leggerlo! Mi aspetto grandi cose.

Sinossi: Come si raggiunge la felicità?
Quanto bisogna soffrire, prima di essere felici?
E l’amore è sempre portatore di gioia, o a volte è solo causa di fallimento e dolore?

Dopo un anno passato ad evitare accuratamente la sua famiglia, Rebecca torna a casa. Il suo piano è semplice: occuparsi del padre malato, fuggire la freddezza di sua madre, respingere le critiche di sua sorella e di suo fratello.
A trentacinque anni, Rebecca non cerca la felicità. Non crede di meritarla, soprattutto quella amorosa. Troppi rischi da correre, troppe ferite subite. Il migliore amico di Rebecca è Tinder: il sesso occasionale è tutto ciò che il suo cuore può sopportare.
Ma una sera, quando Tinder fallisce, appare Augusto.
Passionale e brillante, Augusto vive una vita molto diversa da quella di Rebecca. Alla donna basta un suo sorriso per dubitare del muro dietro il quale ha nascosto il cuore. Tuttavia, il loro incontro è destinato a passare in secondo piano quando accade l’imprevedibile.
In poche ore, la vita di Rebecca viene stravolta da eventi e sorprese che la obbligano a fare i conti con più di settant’anni di segreti che riguardano suo padre, la sua famiglia, e un gruppo di innocenti.
Ricco di colpi di scena e di storie che si intrecciano con la Storia, E COSÌ, FORSE, SARAI FELICE, è un racconto di verità, coraggio, giustizia e amore.


Spero di non essermi dimenticata nulla... ultimament perdo il conto dei libri che ricevo! Passato l'avento mi metterò sotto per recuperare tutto l'arretrato. Ma adesso lascio la parola avoi, cosa ne pensate? Vi piacciono?
A presto


giovedì 10 maggio 2018

Recensione IN ANTEPRIMA #239 - Quello che non sappiamo di Annarita Briganti

Buongiorno! Sapete cosa succede oggi? Esce il nuovissimo libro di Annarita Briganti, sempre edito da Cairo - che ringrazio per la copia - intitolato Quello che non sappiamo, 160 pagine. Io ho avuto l'onore di leggerlo in anteprima e avrò l'onore di avere Annarita Briganti ospite dell'evento - Libri al Leu - che Baba del blog Desperate Bookswife ed io abbiamo organizzato a Casalborgone (TO) per il 20 maggio prossimo. Ovviamente siete tutti invitati perchè avremo bisogno di tutto il supporto possibile!

Sinossi:  Un giorno Ginger riceve un’email da Paulo. I due non si conoscono o, almeno, lei crede che non siconoscano. Nasce una relazione virtuale. Iniziano a scriversi email nelle quali si raccontano la loro vita, le loro giornate e, attraverso le parole, il loro legame in poco tempo si rafforza sempre più. Ma c’è dell’altro, non tutto è come sembra: Paulo conosce un segreto della vita di Ginger e deve consegnarle una cosa molto importante.
Quello che non sappiamo si può leggere come una lunga chat, è un romanzo-chat, un colpo di fulmine virtuale. Un amore al tempo della mail, tra nevrosi e nuove tecnologie. Ma il mistero che nasconde renderà i protagonisti più forti e la storia sorprendente.
Ambientato tra Italia e Germania – a Roma, Milano, Bologna, Berlino – ma c’è anche la Cina, il romanzo parla del mondo di oggi e di domani, di donne e di uomini, di amore e di sesso sul web, di amore e di sesso nella realtà, di rete, di social, di crisi economica, di famiglie, di razzismo, di verità, d’identità, di libri e di librai, di musica, di musei, di perdono, di rinascita, di spezie, di cocktail, di sogni e di speranze.
Un libro per tutti quelli che credono nel potere della scrittura e delle relazioni. Reali o virtuali.


Annarita è tornata. E lo ha fatto parlando d'amore ma arricchendo, come sempre, il suo romanzo con temi d'attualità che riguardano tutti noi.
Alla base del romanzo c'è una scelta nuova per l'Italia: il romanzo epistolare anche se in una veste moderna. Molti di voi avranno sicuramente letto romanzi epistolari ma, se farete mente locale, vi renderete conto che sono tutti romanzi tradotti. Annarita si butta e cade assolutamente in piedi raccontandoci una storia d'amore epistolare 2.0, ai tempi dei social, delle chat, in questi nostri tempi in cui sempre più spesso comunichiamo scrivendo un messaggio o una mail, nei tempi in cui la gente fa sesso online ma poi si vergogna a dirlo. Ecco, Annarita rompe gli indugi e ci racconta una storia d'amore nata così, via mail, tra due persone che non si conoscono e che, solo attraverso le parole, riescono ad innamorarsi. Perchè le parole - e Annarita lo ribadisce sempre - sono importanti!
Spesso non diamo peso a cosa e come lo scriviamo, spesso un messaggio può assumere - per chi lo riceve - un tono sbagliato, spesso un messaggio può rovinare un rapporto ma, come accade in questo libro, può anche far innamorare. In questo caso sono delle mail a fare breccia nel cuore dai Ginger, la nostra protagonista. All'inizio si sente presa in giro, crede di essere vittima di qualcuno che voglia poi prenderla in giro sui social. Troppe volte queste cose accadono nel mondo del virtuale e fidarsi non è facile. Ma Ginger nonostante tutto lascia scalfire la propria corazza e comincia ad incuriosirsi verso questa nuova conoscenza. Non avere idea di come sia fatto il viso di una persona non sempre è importante, almeno non nella prima fase della conoscenza, perchè il modo di scrivere può far capire moltissimo di come quella persona sia fatta veramente. Lo schermo - e questo noi blogger lo sappiamo bene - aiuta a lasciarsi andare, a scrivere di tutto senza freni, ad essere veramente noi stessi, nel bene e nel male, prendere o lasciare.
E Ginger prende tutto quello che la vita le riserva, anche quello che può far male. Ha una vita complicata alla spalle Ginger, uomini sbagliati, lutti, traslochi. Ci prova a resistere al richiamo di quell'uomo - Paulo - conosciuto grazie ad una mail inviata da lui per errore. Ci prova ma poi si ritrova ad aspettare quelle mail notturne, in cui la lontananza si annulla e sono solo loro due, fisicamente distanti ma emotivamente talmente vicini da poter avere quasi la sensazione di toccarsi.
Annarita non ci lascia descrizioni sui personaggi, il lettore li imparerà a conoscere strada facendo, così come si conosceranno loro durante lo scorrere delle mail. Impareremo a capire Ginger, il suo carattere, il suo atteggiamento per certi versi chiuso e schivo, impareremo a conoscere Paulo, attraverso la stranezza del suo atteggiamento, a volte estremamente scherzoso, altre reticente e riservato. Anche Paulo ha alle spalle una vita non propriamente facile e, in più, ha qualcosa da nascondere.
Ginger e Paulo, infatti, non dovrebbero sapere nulla l'uno dell'altro eppure man mano che i giorni passano e le mail aumentano Ginger inizia ad avere dei dubbi. Lui ogni tanto lancia qualche frecciatina, parla di lei come se sapesse chi sia e come sia fatta e lei non riuscirà a comprendere chi possa celarsi dietro quell'uomo così interessante. Il lettore leggerà avidamente, cercando di capire, restando attonito, emozionandosi ma anche arrabbiandosi per le frasi non dette, gli incontri non avvenuti, le possibilità mancate. Parteggerà per Ginger ma anche per Paulo perchè, si sa, in una storia, anche a distanza, la ragione sta sempre nel mezzo.
Una storia romantica, ma anche cruda, reale, moderna; una storia che può capitare a chiunque - sì anche a te che in questo momento stai pensando: "no, a me assolutamente no!" - una storia semplice ma complicata, che è una storia come tante ma speciale nella sua normalità.
Ma questo amore protagonista è, come sempre, un'occasione per Annarita per parlare di tanto altro, per parlare della vita vera: quella che a volte dà, ma troppo spesso toglie, quella che ti fa lo sgambetto appena ti distrai facendoti crollare nel baratro, quella che ti fa traslocare per seguire un amore che non se lo merita, che ti fa dormire poche ore per notte perchè se sei una freelance niente ti è regalato e se sei donna ancora peggio, quella che ti fa innamorare delle persone sbagliate, quella che ti fa vivere dei lutti inaspettati ma poi ti fa trovare un amore altrettanto inaspettato. Insomma tanti temi concentrati in questo romanzo che sapranno farvi riflettere ed appassionare.
Credetemi, è davvero dura parlarvi di questo libro senza dire troppo, senza svelarvi quello che Annarita ha in serbo per i suoi lettori; quindi vi chiedo solo di fidarvi quando vi dico che Annarita va letta, e andrebbe letta dal primo libro, per assaporarne ogni sfaccettatura. :)
Se siete dalle parti di Torino, ma anche se siete più lontani e avete voglia di farvi una bella gita all'insegna dei libri vi aspettiamo a Casalborgone il 20 maggio con la presentazione di questo romanzo - e di tanti altri - arricchita dalle coreografie eseguite delle Ginnaste dell'Eurogymnica Torino.


Libri precedenti di Annarita Briganti:

- Non chiedermi come sei nata - recensione qui
- L'amore è una favola - recensione qui

VOTO:




lunedì 22 maggio 2017

Chiacchiere chiacchiere bla, bla, bla... #20 - Annarita Briganti al Trentesimo Salone del libro di Torino. #SalTo30



Buongiorno lettori, come state? In questo lunedì che mi vede un po’ acciaccata in parte da un raffreddore improvviso e distruttivo, in parte dalla stanchezza per la trasferta torinese voglio condividere con voi il mio breve pensiero sulla presentazione cui, con Baba Desperate bookswife, ho assistito ieri alla mia giornata al Salone dei libri di Torino. 
A un anno e mezzo dall’uscita del suo secondo lavoro – L’amore è una favola edito da Cairo - Annarita Briganti lo ha presentato, in una sala gremita e attenta, tenendo banco magistralmente per più di un’ora. Si è parlato di amore ma anche di anaffettività; si è parlato di relazioni interpersonali, di stalking, di tradimenti ma anche di grandi rinascite. È un vulcano Annarita, ironica, divertente ma soprattutto competente. Nel suo lavoro di giornalista ha avuto l’onore di incontrare, negli anni, numerosi nomi noti della letteratura e da questi ha colto insegnamenti di vita – oltre che ovviamente insegnamenti lavorativi - che l’hanno segnata e che si sono poi riversati nel suo lavoro. È così che si è parlato di Tiziano Terzani e di Oriana Fallaci, due figure che vengono citate nei suoi libri. E Annarita ha parlato anche di arte - il suo primo amore bis insieme alla scrittura – perché L’amore è una favola ne è pregno. Insomma una chiacchierata a tutto tondo in cui gli occhi erano tutti puntati su di lei e sul moderatore – Andrea Munari – che ha saputo costruire le domande ricollegandosi a quello di cui Annarita parlava, rendendo il tutto fluido e assolutamente non costruito. Bellissimo anche l’intermezzo musicale di Giangilberto Monti che ha eseguito delle canzoni perfettamente in linea con i libri di Annarita e con i suoi protagonisti. 


È stato bello ritrovare Gioia, la sua protagonista, e mi è tornata la voglia di rileggere sia Non chiedermi come sei nata che L’amore è una favola perché nonostante siano memoir che prendono spunto dalla vita vera dell’autrice, che quindi è un po’ Gioia, Gioia è anche un po’ tutte noi. Perché a tutte è capitato di subire apprezzamenti non desiderati, a tutte è capitato di essere state lasciate senza una ragione, a tutte è capitato di sentirsi sminuite nel lavoro in quanto donne, a tutte è capitato di aspettare un messaggio che non arriva mai…
Ringrazio Annarita che, nonostante il suo prestigioso lavoro per Repubblica e per diverse testate importanti, è una che non se la tira, che accoglie i suoi lettori con un abbraccio, che preme per autografare i libri o farsi un selfie insieme ai suoi fan. 


Insomma una persona vera che, anche dopo centinaia di presentazioni in tutta Italia, ieri tremava come una foglia al pensiero di doversi sedere su quel palco a parlare del suo lavoro di cui, si vede, va tanto fiera.
Ora speriamo solo che la casa editrice Cairo pubblichi in fretta il terzo libro!

Prima di lasciarvi ecco i link alle recensioni dei libri che, ovviamente, vi consiglio di leggere se ancora non lo avete fatto:


lunedì 23 novembre 2015

Recensione #96 - L'amore è una favola di Annarita Briganti

Ciao amici, siamo già quasi alla fine di novembre ed il mio obiettivo è quello di non trascinarmi recensioni arretrate nel nuovo anno... Posso farcela? Io ci provo. Ovviamente darò precedenza ai libri che arrivano dalle case editrici e - al limite - lascerò indietro quelli di più vecchia pubblicazione. Oggi voglio parlarvi del libro L'amore è una favola di Annarita Briganti, pag. 192, edito da Cairo di cui vi avevo già parlato qui.

Trama: Tutti sanno cos’è l’amore, ma nessuno, forse, sa comprenderlo totalmente. Perché l’amore non accetta definizioni: è un’esperienza che va vissuta fino in fondo. Come fa #Gioia Lieve, la protagonista del nuovo romanzo di Annarita Briganti, che attraversa la vita e i sentimenti con la felicità e la leggerezza che il suo nome suggerisce, nei limiti del possibile. Gioia è una giornalista culturale freelance, ovvero precaria, e una scrittrice. Conosce Guido Giacometti, l’Artista, per un lavoro che inizialmente non voleva fare. Una delle sue più care amiche, Marcella, le chiede all’ultimo minuto di scrivere la prefazione al catalogo della mostra dell’Artista, Cuori Ribelli, che sarà inaugurata al Museo Madre di Napoli, il giorno di San Valentino. E così Gioia incontra Giacometti, enfant prodige della scena artistica, nonché seduttore seriale. È amore a prima vista, ma un amore difficile e contrastato, che lei cerca di far crescere contro tutto e contro tutti. Tra presentazioni di libri, festival, vernissage e pranzi in riva al mare, seguiamo la loro storia, fino all’inatteso epilogo. Ambientato tra Milano e Napoli, tra Arte e Editoria, L’amore è una favola contiene anche una dura condanna della violenza contro le donne, che irrompe nella complicata esistenza della protagonista. Un romanzo che parla della vita, per tutti quelli che hanno il coraggio di amare, lottare, sperare.

Gioia è tornata! Non sapete chi è Gioia? Male! Gioia è una giornalista freelance innamorata dell'amore. Il suo bagaglio è tutt'altro che spensierato: esce da relazioni devastanti, da tentativi di inseminazioni in Spagna, e convive con una situazione lavorativa precaria nonostante scriva da anni per numerosissime ed importanti testate e nonostante abbia pubbliacato un libro. Gioia è un po' Annarita. E Annarita è un po' Gioia. Chi conosce l'autrice farà fatica a distinguere quando la fantasia diventa realtà e viceversa.
L'amore è una favola è il suo secondo romanzo - dopo Non chiedermi come sei nata di cui trovate la recensione qui - ed anche in questo caso lei sceglie di affrontare temi forti - come la violenza sulle donne, lo stalking, l'amore, l'amicizia - e di fregarsene se questi temi generalmente non pagano in termini di vendite. Annarita sceglie di scrivere portando avanti le lotte che quotidianamente affronta nella realtà e lo fa attraverso due romanzi/memoir in cui mette dentro moltissimo delle sue esperienze.
Come dicevo Gioia è ancora alla ricerca dell'Amore con la A maiuscola, quello che non la faccia soffrire, quello che non la tradirà, quello che non la userà all'occorrenza e poi sposerà un'altra, quello che sappia dedicarsi totalmente alla loro relazione e che magari voglia anche quel famoso figlio che per Gioia è una ragione di vita. Ma, attenzione, non fatevi portare fuori strada dalle mie parole... questo non è un romanzo rosa ma un pezzo di vita, quella che tutte noi potremmo vivere. Ed anche il titolo può trarre in inganno: L'amore è un favola può infatti essere visto come un'affermazione positiva ma anche come un modo per dire che l'amore è una frottola, che il vero amore non esiste, almeno nella più rosa accezione del termine.
In questo nuovo romanzo l'amore Gioia sembra proprio averlo trovato; lui è Guido, artista famoso in fase di stallo creativo che grazie alla nostra protagonista ritrova la voglia di creare e - forse - anche di amare.
Una relazione in cui, come al solito, Gioia si butta immediatamente con tutta se stessa, come fa sempre, spesso senza riflettere. Chissà se almeno questa volta riceverà in cambio quello che si aspetta? Gioia è veramente cresciuta e saprà mettere da parte quella sua necessità di amore ad ogni costo?
Due giorni è il tempo che ci ho messo a divorare questo libro, due giorni in cui ho vissuto la vita di Gioia, ho fatto il tifo per lei, in alcuni momenti avrei anche voluto schiaffeggiarla, chiederle di aprire gli occhi, amarsi di più non sottovalutando la sua persona; due giorni in cui ho camminato per le strade di Milano e per quelle di Napoli, ma anche di Torino, di Parigi ed ho conosciuto dei mondi - quello dell'arte e quello dell'editoria - che ho sempre visto dall'esterno forse non rendendomi conto di cosa celino realmente. Due giorni in cui ho odiato con tutta me stessa lo/la stalker che riempie Gioia di telefonate anonime, di bigliettini spaventosi, di atti di intimidazione.
Ho usato una matita per tenere il segno e non un segnalibro, perchè troppe volte ho avuto la necessità di sottolineare per non lasciare andare alcuni pensieri.
Cosa ho apprezzato di più in questo romanzo, così come nel precedente? La schiettezza con cui Annarita parla di qualunque cosa: dal sesso all'amore; dall'amicizia alla persecuzione; dalla solitudine alla gioia. Non usa mezzi termini, non cerca di farsi piacere ad ogni costo; non utilizza parole smorzate per creare al lettore meno stordimento e più compiacimento; non ha paura di mostrare tutta se stessa nonostante la possibilità di essere criticata. Un ottimo lavoro, che consiglio! È assolutamente leggibile anche senza aver letto il precedente ma io consiglio comunque di andare con ordine per riuscire ad avere un quadro completo delle sfaccettature del personaggio Gioia.


VOTO: 


martedì 17 novembre 2015

BibliOmaggi #7

Buongiorno carissimi, buon martedì. Rieccomi qui con voi per mostrarvi i libri che ho ricevuto recentemente dalle Case Editrici o dagli autori.
  • Il segreto della crisalide di Denise Aronica autopubblicato, 230 pagine. Data pubblicazione: 09 ottobre 2015. Ringrazio Denise per avermene inviato una copia. 
Trama: Sono passati quasi nove mesi da quando i genitori di Olivia sono morti, ma lei non è ancora riuscita a farsene una ragione. Sa di non essere pronta a passare oltre e a lasciarli andare per sempre e non intende sforzarsi per farlo, così trascorre le sue giornate a tenere il conto del tempo che passa in modo maniacale, imbrattandosi il braccio con un pennarello, chiusa nella sua nuova camera a casa dei nonni, a leggere fino a dimenticarsi di tutto il resto.
Nemmeno per Max, il suo fratellino di otto anni, è semplice riuscire a fare breccia nella solida armatura che Olivia ha costruito tutto intorno a sé e anche i nonni, pur sforzandosi di non darlo a vedere, non potrebbero essere più preoccupati per lei, che si rifiuta persino di parlare con uno psicologo.
Sarà per via della sua reticenza e testardaggine a rifiutare qualsiasi tipo di sostegno che nonna Mar-gherita prenderà una decisione drastica. Olivia sarà costretta a frequentare per un paio di mesi una sorta di centro estivo molto particolare, gestito da un’amica di vecchia data di sua madre, in cui un’equipe di specialisti si occupa di aiutare adolescenti affetti da dipendenze comportamentali.
Proprio lì al centro, grazie alla compagnia di Daniel, un nerd dipendente dai videogiochi, e di Andrea, una ragazza viziata, volubile e misteriosa, Olivia riuscirà finalmente a lasciarsi andare e ad aprire un po’ il suo cuore. Il dolore per la sua terribile perdita però, continuerà ad assillarla, soffocando sul nascere ogni più piccolo sprazzo di felicità. Olivia sarà così costretta a rendersi conto che dovrà iniziare a lottare con tutte le sue forze per riuscire ad avere di nuovo il controllo sulla sua vita prima che sia troppo tardi.


  • Il vestito della sposa di Margherita Antonelli edito da La Memoria del Mondo, 224 pagine. Data pubblicazione: 20 marzo 2015. Ringrazio la case editrice per avermi omaggiato del cartaceo.
Trama: Il romanzo narra la storia di due donne e una bambina. Primi anni '90. Eleonora è una giovane donna milanese, attrice alle prime armi, in procinto di sposarsi con Giovanni, promettente medico in carriera. Il giorno del matrimonio, il suo vestito da sposa viene sporcato da un maldestro bacio della suocera. Il vestito da sposa non arriverà mai alla lavanderia sotto casa; partirà, involontariamente, per la Bosnia. Cosa riserverà il destino a Eleonora? Sull'altra sponda dell'Adriatico, nella ex Jugoslavia, c'è un conflitto in atto. Qui incontriamo Karin, una giovane donna la cui vita è scandita dai ritmi della guerra: dovrà scappare per rifugiarsi in un campo profughi in Albania, dove darà alla luce una bimba. Nata morta, a detta dell'ostetrica. Le vite delle donne sono intervallate dalle fiabe di Maria, una bimba di soli nove anni, che inventa per far addormentare la sua bambola. Chi è Maria? Cosa c'entra il vestito da sposa di Eleonora? Cosa c'entra la bionda Karin con lei? Il romanzo parla di conflitti fuori e dentro di noi; conflitti laceranti, sordi e inspiegabili; conflitti che lasciano rovine nel cuore e nelle città, negli animi e nei popoli.

  • L'amore è una favola di Annarita Briganti edito da Cairo, 192 pagine. Data pubblicazione: 22 ottobre 2015. Ringrazio la casa editrice per avermi omaggiato di una copia cartacea. Ho letto questo libro in due giorni. Adoro lo stile di Annarita. A breve spero di riuscire a scrivere la recensione.
Trama: Tutti sanno cos’è l’amore, ma nessuno, forse, sa comprenderlo totalmente. Perché l’amore non accetta definizioni: è un’esperienza che va vissuta fino in fondo. Come fa #Gioia Lieve, la protagonista del nuovo romanzo di Annarita Briganti, che attraversa la vita e i sentimenti con la felicità e la leggerezza che il suo nome suggerisce, nei limiti del possibile. Gioia è una giornalista culturale freelance, ovvero precaria, e una scrittrice. Conosce Guido Giacometti, l’Artista, per un lavoro che inizialmente non voleva fare. Una delle sue più care amiche, Marcella, le chiede all’ultimo minuto di scrivere la prefazione al catalogo della mostra dell’Artista, Cuori Ribelli, che sarà inaugurata al Museo Madre di Napoli, il giorno di San Valentino. E così Gioia incontra Giacometti, enfant prodige della scena artistica, nonché seduttore seriale. È amore a prima vista, ma un amore difficile e contrastato, che lei cerca di far crescere contro tutto e contro tutti. Tra presentazioni di libri, festival, vernissage e pranzi in riva al mare, seguiamo la loro storia, fino all’inatteso epilogo. Ambientato tra Milano e Napoli, tra Arte e Editoria, L’amore è una favola contiene anche una dura condanna della violenza contro le donne, che irrompe nella complicata esistenza della protagonista. Un romanzo che parla della vita, per tutti quelli che hanno il coraggio di amare, lottare, sperare.

Per il momento è tutto ma chissà, non è detto che prima della fine del mese io non torni con questa rubrica! Ce n'è qualcuno che vi ispira?

mercoledì 11 novembre 2015

Chiacchiere, chiacchiere bla, bla, bla... #11 - Incontro con Annarita Briganti



Buongiorno lettori, come state? Io riesco a trovare sempre meno tempo per il blog ultimamente e me ne scuso; spero che la situazione cambi presto!

In super ritardo, come purtroppo mi succede ormai sempre più spesso, sono qui per parlarvi di un incontro avvenuto la scorsa settimana – mercoledì 4 novembre per l’esattezza – a Milano, presso la sede della Casa Editrice Cairo. Un incontro riservato ai blogger che Annarita Briganti ha organizzato scegliendo lei stessa quelli che più ama. Un onore far parte di quella cerchia visto che il mio piccolo mondo virtuale era tra tutti il più piccolino e meno conosciuto! Lo scopo del pomeriggio era presentare il suo secondo romanzo – L’amore è una favola - pubblicato il 22 ottobre. Per l’occasione ci ha accolto nell’ufficio del Direttore Editoriale di Cairo – Marco Garavaglia, presente all’incontro – dove, più che una presentazione, si è svolta una chiacchierata informale e molto amichevole. In una location molto familiare nonostante fossimo in una redazione, o forse proprio grazie a quello, abbiamo assaporato il luogo dove i pensieri e le parole diventano carta.
Facile sentirsi a proprio agio con Annarita, una persona che crede nella forza dell’amore – nonostante tutto - e sa trattare con le persone con molta umanità. Facile anche farsi prendere dall’entusiasmo parlando di un libro – anzi due perché il precedente spingeva prepotentemente per far parlare di se – che mette in primo piano la donna, nelle sue fragilità ma anche nella sua forza e nella sua capacità di non perdere mai la fiducia.
Annarita si è aperta senza riserve, parlando di Gioia Lieve, la sua protagonista, una protagonista che le assomiglia moltissimo ma che, dice, è molto più forte di lei. A chi le sottolineava il fatto che il tono di questo secondo lavoro sembri diverso rispetto al primo Annarita ha risposto senza indugio che Gioia è cresciuta come personaggio e che lei come autrice ha deciso di utilizzare molti dialoghi dando così un taglio stilistico diverso. Novità di questo secondo romanzo anche le frasi - tratte da canzoni o da dialoghi di film - a chiusura dei capitoli. 
Partendo dal romanzo si è parlato di donne, di amicizia, di rapporti di lavoro e di rapporti di coppia, di sentimenti veri e di sentimenti falsati dall’utilizzo dei social, di violenza sulle donne, di arte, di giornalismo, e di molto, molto altro. Tutto in un solo pomeriggio? Ebbene sì, in un paio di ore in realtà; un paio d’ore che purtroppo sono volate e che hanno trovato partecipi tutti i blogger coinvolti.
Si è parlato di Milano come ambientazione del libro, una Milano che Annarita vede un po’ come New York, la città dove se ti impegni puoi realizzare i sogni; si è parlato di Napoli – Guido, il protagonista maschile del romanzo è napoletano come Annarita – e del tornare simbolicamente a casa per l’autrice che dice: “Noi napoletani nasciamo con la valigia.”
Insomma, un excursus a 360° su quello che è l’Italia oggi, con i suoi pregi e con i suoi difetti.
Un romanzo, questo, che parla d’amore, ma anche di sofferenza; un romanzo che non può essere etichettato come purtroppo si cerca di fare ultimamente con ogni pubblicazione che vede la luce; un lavoro – così come il precedente – che vuole anche essere una denuncia parlando di temi che troppo spesso vengono snobbati perché troppo forti e poco commerciali.
Non ho ancora letto il libro ma mi riprometto di farlo al più presto e di darvi come sempre il mio parere qui sul blog, anche perchè non vedo l'ora di scoprire come si evolve il personaggio di Gioia.
Intanto, se non conoscete ancora i lavori di questa autrice vi consiglio di recuperare, cominciando dal primo Non chiedermi come sei nata - che dal 23 novembre debutterà nella sua trasposizione teatrale al Teatro Alfieri di Torino - di cui trovate la recensione qui; i due libri sono legati nonostante siano leggibili separatamente.

mercoledì 28 gennaio 2015

Recensione #44 - Non chiedermi come sei nata di Annarita Briganti

Ciao carissimi, nonostante questo periodo di pura frenesia tra casa, impegni lavorativi ed impegni vari sono soddisfatta di come stanno andando le mie letture del nuovo anno. Fino ad ora sono riuscita ad essere abbastanza veloce e, cosa più importante ho avuto la fortuna di scegliere libri che hanno saputo conquistarmi, in un modo o nell'altro. Oggi ritorno con una recensione, quella di Non chiedermi come sei nata di Annarita Briganti edito da Cairo, 200 pagine. Vi avevo presentato questo libro qui e qui.

Trama: Questa storia comincia un mattino, al mare d'inverno. Gioia è andata a correre presto ed è sul lettino di una spiaggia francese quando tutto accade. Un incendio nel ventre e lei si ritrova in un ospedale straniero dove scopre di aver perso un bambino che non sapeva di aspettare. Da quel momento niente sarà più come prima. Giornalista culturale freelance di un importante quotidiano italiano, Gioia Lieve capisce di desiderare la maternità, di volere una figlia dal suo fidanzato storico Uto. Ma questa improvvisa consapevolezza si dovrà scontrare con un fatto ineluttabile: per diventare genitori Gioia e Uto possono sperare in un miracolo oppure rivolgersi alla scienza. Mentre, passo dopo passo, affronta in una crescente solitudine il difficile percorso della fecondazione assistita, la protagonista cerca punti di riferimento negli uomini della sua vita. Da Uto, utopia dell'amore perfetto, a Luca, amico e amante occasionale, al suo capo Eros che la distrae nei momenti più duri con articoli urgenti. Fino ad Alberto, il suo nuovo, grande futuro. Sullo sfondo, la presenza luminosa di Andrea, ginecologo padre putativo scienziato libero. La gemella Scilla e l'amica del cuore Clizia, con cui non servono le parole, la seguono a distanza, mentre lei supera il dolore dell'aborto, affronta le terapie per l'infertilità e non riconosce più il suo corpo.

Non sarà facile parlare di questo libro e del tema che affronta ma ci proverò.
Non chiedermi come sei nata è un  romanzo difficile che prende spunto da una storia vera.  
Gioia Lieve, è lei la protagonista di questa storia. 
Chi è Gioia? Una donna, giornalista freelance, un fidanzato storico Uto - che si rivelerà veramente un'utopia - una ricerca ossessiva di maternità. Tutto comincia con un aborto, la perdita di un bambino che Gioia non sapeva di aspettare. Una perdita che per Gioia è tutto e che invece per Uto è niente. Gioia perde il bambino da sola, soffre da sola, e da sola si ritrova ad affrontare gli strascichi di quello che un aborto provoca nell'animo di una donna.
Uto è un donnaiolo, uomo cinico ed egoista che reagisce nell'unico modo in cui un uomo così può reagire: non parlandone, scappando, facendo finta che non sia successo niente. 
Ed è a questo punto che la faccenda si complica: Gioia ed Uto non potranno avere figli in modo naturale, dovranno necessariamente rivolgersi alla scienza. 
Se per Gioia non ci sono dubbi - lei vuole un bambino - per Uto la faccenda sembra assolutamente diversa; pur facendosi carico di tutte le spese materiali necessarie lascia spesso Gioia da sola e si allontana irrimediabilmente da lei.
Cominciano le cure ormonali ma anche in questa occasione Gioia è sola; sola quando va dal medico per la prima visita, sola quando deve iniettarsi nella pancia la prima siringa di ormoni, sola quando il suo corpo comincia a trasformarsi a causa di quelle cure che potrebbero aiutarla da un lato ma che dall'altro potrebbero porvocarle tumori di ogni tipo e gravità. SOLA. Questo è l'aggettivo per definire la protagonista. Perchè nonostante sia sempre contorniata di moltissime persone alla fine è così che si ritrova sampre. 
Una rabbia infinita mi ha accompagnato durante tutta la lettura del libro, rabbia per la superficialità con cui Uto affronta la disgrazia, la stessa superficialità con cui affronta il suo rapporto. Ed anche quando Uto esce di scena le cose non migliorano. Gioia si comporta spesso in modo sprovveduto, pericoloso, non consono alla quarantenne che è ma questo è solo il risultato della sofferenza che si porta dentro. Perchè Gioia un figlio lo vuole, ad ogni costo, anche a costo di rischiare troppo, tutto. Di certo la nostra protagonista non ha incontrato gli uomini giusti, forse la sua fortissima voglia di maternità ha annebbiato quello che poteva essere il giudizio sugli uomini della sua vita.
E' con questa storia tragica che Annarita Briganti ci avvicina al mondo della fecondazione, una delle poche scelte possibili per una coppia che non può avere figli. Una tecnica che in Italia è quasi un miraggio - a parte qualche spiraglio che si è cominciato ad intravedere da pochi mesi a questa parte - lo è per una coppia e lo è ancora di più per una donna sola. Un miraggio che ha portato negli anni al turismo procreativo verso quei paesi - principalmente verso la Spagna - che a pagamento - ma si parla di decine di migliaia di euro, quindi non accessibile a tutti - ammettono la fecondazione .
Un libro che fa riflettere soprattutto chi, come me, un figlio ce l'ha, l'ha potuto avere naturalmente, senza  problemi. Perchè noi che tutti i giorni andiamo in giro con i nostri bambini per mano, spesso non pensiamo di quante donne si trovino davanti ad un problema insormontabile: l'impossibilità di procreare, cosa per cui una donna è stata creata. Annarita - con unno stile diretto, senza giri di parole, che ci porta subiro dentro la questione e che ci tocca il cuore - cerca di aprirci il suo animo facendoci capire cosa provi una donna che non può avere figli, davanti ad un pancione o davanti ai bambini al parco. Se tutti provassimo, anche solo una volta, a riflettere sul dolore che ognuna di queste donne prova allora, magari, il pensiero verso queste tecniche procreative potrebbe cambiare. Io ci spero! Non so voi!

VOTO:  


venerdì 28 novembre 2014

Chi ben comincia #63 - Non chiedermi come sei nata di Annarita Briganti

Ciao amici come state? Per me il venerdì è sempre il giorno più bello della settimana, ancora più del sabato o della domenica perchè c'è quella sensazione di euforica attesa che mi rende positiva! E come tutti i venerdì eccoci giunti il momento di una puntata della rubrica Chi ben comincia, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri. 
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Per scegliere l'incipit di questa settimana ho attinto dalle mie ultime entrate scegliendo un libro che vorrei leggere a breve perchè mi incuriosisce tantissimo: Non chiedermi come sei nata di Annarita Briganti edito da Cairo. Se seguite il blog sapete che ho seguito la presentazione del libro al bookcity, se vi siete persi il post lo trovate cliccando qui.

REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti




Ho abortito dieci giorni fa.

Ero andata a correre presto. Poi cerali e marmellata, doccia profumata e con il tablet a leggere i quotidiani sulla Plage Beau Rivage. Non c'era nessuno alle nove di una delle ultime mattine dell'anno, tranne un pescatore tozzo, in  piedi con una canna lunghissima a un centimetro dal mare.
"Bonjour."
Ci siamo detti, a quell'ora per me poteva bastare.
Sul lettino rosso e blu la salsedine si mescolava ai jeans Prada, che non tolgo mai. Guardavo le spalle dell'uomo, per un secondo ho invidiato la sua fiducia nel futuro. Non c'erano pesci e, se anche ci fossero stati, sarebbero già stati sterminati dai ristoranti della Costa Azzurra per il cenone di Capodanno.
Dopo venti minuti il ventre s'incendiava, ma nessuno mi aveva avvertito.
Il ragazzo del bar della spiaggia mi ha accompagnato alla toilette, chiedendomi, in francese, se stessi bene.
"I'm fine."
Lo provoco, i francesi ti odiano se non usi la loro lingua.
In realtà avevo paura, il mio famoso sesto senso. Nell'ansia di salvarmi ho dimenticato il tablet e la borsa sul lettino, alle spalle del pescatore speranzoso, che non si sarebbe accorto di nulla.
L'incendio nel ventre aveva prodotto un litro di sangue, che formava misteriosi disegni sullo slip di cotone rosa.
In questi casi è meglio non resistere. Sarei svenuta sul pavimento a righe del bagno, nella spiaggia fuori stagione di un albergo di lusso. Lì fuori, il Boulevard più celebrato del mondo era indifferente al mio dolore. Uto dormiva e non mi sentiva. La mia famiglia si trovava nel Sud del nostro scandaloso e volgare paese e non sapeva niente, come sempre. Perfino Scilla, sorella gemella, in quel momento ignorava la mia voce.
E' finita.
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Lo so, ho trascritto un po' più del solo incipit ma non me la sono sentita di fermarmi prima e spezzare la voce della protagonista a metà.
Già solo da queste poche righe so che questa sarà una lettura forte, che toccherà le corde del mio cuore di donna. Sono pronta ed anche assolutamente disposta a lasciarglielo fare! Un incipit coinvolgente, in cui traspare la sofferenza della protagonista e che ci rende subito spettatori impotenti davanti ad una tale sofferenza. E mi verrebbe da dirle..."non sei sola, ci sono io" ma lei è solo la voce narrante di un libro, o forse no!
Credo che leggerò questo libro a breve!
E voi, cosa ne pensate di questo incipit? 

mercoledì 19 novembre 2014

Shopping letterario #27

Buona pomeriggio amici, cosa mi raccontate di bello? Io sono qui per parlarvi dei miei nuovi arrivi libreschi di cui sono tremendamente felice! Quindi non mi perdo in chiacchiere e comincio!!!
  • E le stelle non stanno a guardare di Loredana Limone edito da Salani, 387 pagine. Questo libro mi è arrivato dalla casa editrice che ringrazio visto che è stata così gentile da farmelo avere non appena ne ho fatto richiesta. Lo desideravo da quando sono andata alla presentazione con l'autrice di cui vi avevo raccontato qui.
Trama: Tanti sono gli avvenimenti che scombussolano le giornate di Borgo Propizio e dei suoi numerosi abitanti, come la sempreverde zia Letizia, indaffarata a gestire la latteria insieme a Belinda, nipote acidina; le due sorelle Mariolina e Marietta, con il loro teatrino di litigi e riappacificazioni; l'amabile Ruggero, rozzo-che-piace; Dora, più pettegola che giornalaia; il maresciallo capo Bartolomeo Saltalamacchia... Con a capo il sindaco Rondinella, il paese sfoggia una nuova zelante giunta, il cui assessore alla Cultura, il nevrotico professor Tranquillo Conforti, incarica Ornella di organizzare un evento per l'inaugurazione della biblioteca. Sì, perché il paese ora vuole la sua biblioteca civica. E dovrà essere un evento speciale, o meglio spaziale, addirittura un festival letterario, sotto le luccicanti e propizie stelle del borgo. Be', non sempre propizie. Le chiacchiere ricominciano il giorno in cui giunge Antonia, una forestiera dai boccoli ramati, che porta un misterioso bagaglio interiore. Scappando da se stessa, è alla ricerca di un luogo dove curare l'anima, tanto da decidere che lì organizzerà la propria vendetta d'amore. Una vendetta contro chi? E perché? Quale che sia il motivo, è un piatto che andrà servito freddo. Ma Antonia non sa che Borgo Propizio ha il dono di cambiare la vita di coloro che varcano la sue mura merlate...

  • Non chiedermi come sei nata di Annarita Briganti edito da Cairo - che ho comprato alla presentazione al Bookcity e che quindi ha una meravigliosa dedica dell'autrice - 204 pagine. Voglio proprio fare la conoscenza della protagonista Gioia Lieve!!!!
Trama: Questa storia comincia un mattino, al mare d'inverno. Gioia è andata a correre presto ed è sul lettino di una spiaggia francese quando tutto accade. Un incendio nel ventre e lei si ritrova in un ospedale straniero dove scopre di aver perso un bambino che non sapeva di aspettare. Da quel momento niente sarà più come prima. Giornalista culturale freelance di un importante quotidiano italiano, Gioia Lieve capisce di desiderare la maternità, di volere una figlia dal suo fidanzato storico Uto. Ma questa improvvisa consapevolezza si dovrà scontrare con un fatto ineluttabile: per diventare genitori Gioia e Uto possono sperare in un miracolo oppure rivolgersi alla scienza. Mentre, passo dopo passo, affronta in una crescente solitudine il difficile percorso della fecondazione assistita, la protagonista cerca punti di riferimento negli uomini della sua vita. Da Uto, utopia dell'amore perfetto, a Luca, amico e amante occasionale, al suo capo Eros che la distrae nei momenti più duri con articoli urgenti. Fino ad Alberto, il suo nuovo, grande futuro. Sullo sfondo, la presenza luminosa di Andrea, ginecologo padre putativo scienziato libero. La gemella Scilla e l'amica del cuore Clizia, con cui non servono le parole, la seguono a distanza, mentre lei supera il dolore dell'aborto, affronta le terapie per l'infertilità e non riconosce più il suo corpo. 

  • L'ipotesi del male di Donato Carrisi edito da Tea - che ho comprato nell'incursione alla Mondadori di domenica con le mie amiche blogger LGS - 426 pagine. Un libro che non potevo non procurarmi dopo aver adorato il precedente Il suggeritore. In più fino a fine mese la Tea è al 25% di sconto quindi era proprio un'occasione da non perdere.
Trama:C'è una sensazione che tutti, prima o poi, abbiamo provato nella vita: il desiderio di sparire. Di fuggire da tutto. Di lasciarci ogni cosa alle spalle. Ma per alcuni non è solo un pensiero passeggero. Diviene un'ossessione che li divora e li inghiotte. Queste persone spariscono nel buio. Nessuno sa perché. Mila Vasquez invece è circondata dai loro sguardi. Ogni volta che mette piede nell'ufficio persone scomparse dove lavora, centinaia di occhi la fissano dalle pareti della stanza dei passi perduti, ricoperte di fotografie. Per lei, è impossibile dimenticare chi è svanito nel nulla. Forse per questo Mila è la migliore in ciò che fa: dare la caccia a quelli che il mondo ha dimenticato. Ma se d'improvviso alcuni scomparsi tornassero con intenzioni oscure? Sembrano identici a prima, questi scomparsi, ma il male li ha cambiati. Alla domanda su chi li ha presi, se ne aggiungono altre. Dove sono stati tutto questo tempo? E perché sono tornati? 
 
Ecco fatto, con questo è tutto! Cosa ne pensate dei miei nuovi arrivi? Ne avete letto qualcuno? Raccontatemi un po' anche i vostri di acquisti libreschi che sono curiosa!!! :)))