martedì 19 luglio 2016

Curiosità tra le righe #6 - Accordi del diavolo

Rubrica inventata da me in cui, a cadenza casuale, condividerò con voi le curiosità che scoverò tra le righe dei libri. 
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Buonasera lettori! Oggi, dopo parecchio tempo, torno con una curiosità trovata tra uno dei miei meravigliosi libri!


L'argomento è tutto musicale, in particolare si fa riferimento agli Accordi del diavolo.
Pochi sanno che in gioventù ho suonato il sassofono contralto in una banda di paese e in diverse orchestre di liscio quindi quando si parla di musica resto sempre affascinata. Ho trovato questa curiosità nel libro Il battito del sangue di Tess Gerritsen edito da Longanesi - recensione qui - un thriller che ha come argomento base la musica, uno spartito, una suonatrice di violino.

Ecco il passaggio che ho sottolineato:
«Accordi del diavolo? Cosa sono?»
«Sono accordi, detti anche tritoni o intervalli di quarta aumentata, che nel Medioevo erano chiamati diabolus in musica e venivano evitati nella musica sacra perché troppo dissonanti e fastidiosi. »
Diabolus in musica è la locuzione con cui i teorici musicali del Medioevo indicavano il tritono (intervallo di quarta aumentata, detto anche di quarta eccedente, o di quinta diminuita), a causa della sua difficoltà d’intonazione. Formato esattamente da tre toni interi - per es.  fa-si naturale - è uno degli intervalli più dissonanti della scala diatonica. Per la singolarità del suo effetto melodico fu considerato da evitare nella musica medievale.
Una quarta aumentata fa-si. Foto da Wikipedia
Ci sono diverse teorie secondo cui al tritono sia stato affibiato proprio il nome di accordo del diavolo; una delle più accreditate è che il tritono divide un'ottava in due - il tritono è infatti una semi ottava, cioè la metà esatta di un'ottava - ed etimologicamente diavolo - che deriva dal greco diaballo - significa dividere.
Un'altra tesi diffusa è che effettivamente, almeno per il nostro orecchio occidentale, suonare ad esempio Do-Fa# insieme, o una nota dopo l’altra, produce un suono “stonato” o comunque instabile. E nel medioevo non si poteva tollerare che la musica, scritta per celebrare e lodare Dio, contenesse una simile dissonanza.
Nonostante questo accordo abbia un chiaro riferimento al diavolo, nella storia della musica è stato utilizzato ampiamente anche da compositori importantissimi come Monteverdi, Bach e Beethoven. Ai giorni nostri viene utilizzato moltissimo nei film horror, nella musica gotica e anche per le sirene della polizia e dei vigili del fuoco. È inoltre presente nella sigla del famosissmo cartone animato The Simpsons composta da Danny Elfman (il tritone è presente nella distanza tra le sillabe "The" e "Sim"),
A quanto pare, se nel Medioevo questo accordo non era tollerato, nei tempi moderni è utilizzato molto più di frequente di quanto possiamo immaginare.

venerdì 15 luglio 2016

Chi ben comincia #109 - La ragazza senza ricordi di C.L. Taylor

Buongiorno carissimi, buon venerdì! Mi sono messa a preparare questo post e mi sono resa conto che è da un'eternità che non pubblico una puntata di questa rubrica che da sempre è una delle mie preferite. Ultimamente l'ho un po' accantonata per mancanza di tempo ma eccola di nuovo qui. Torna Chi ben comincia, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri.
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Ho scelto di condividere con voi l'incipit di un libro nuovissimo che ho ricevuto in omaggio dalla casa editrice Longanesi nei giorni scorsi (Tommaso ti ho mai detto pubblicamente che ti adoro??? Bè ti A-D-O-R-O!!!). Come dicevo, libro nuovissimo, thriller, con una cover secondo me meravigliosa; si tratta di La ragazza senza ricordi di C.L. Taylor edito da Longanesi. 
REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti



Oggi
 
So già che è un piantagrane, ancora prima che entri. Lo capisco da come sbatte la portiera del SUV e attraversa di furia il parcheggio, senza preoccuparsi di aspettare la moglie, una donna bassina con gli occhiali. Quando arriva alla porta a vetri della reception, mi giro verso lo schermo del computer: meglio non gurdare negli occhi un aggressore. Passando dodici ore al giorno con cani pericolosi, s'impara parecchio a proposito di scontri, paura e ostilità, e non solo in merito agli animali.
L'uomo entra e il campanello sospeso sopra l'ingresso suona, ma io continuo a inserire nel database gli esiti di una perizia durata sette giorni. Una settimana fa, un ispettore ci ha portato Tyson, un pastore alsaziano di razza mista, che da allora è sotto osservazione. Ho riscontrato problemi comportamentali nei confronti degli umani, gatti e altri cani, ma la cosa non mi sorprende, considerato che faceva la guardia a un covo di spacciatori di droga. Secondo alcuni, un cane come Tyson dovrebbe essere abbattuto per il suo bene, ma io so che è possibile riabilitarlo. Non è detto che il passato debba condizionare il futuro.
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Quando leggo un incipit la prima cosa che mi chiedo è che ruolo avranno nel libro i personaggi che incontriamo in poche righe, ed nche in questo caso non posso farne a meno. Vorrei conoscere tutto sulla narratrice - dal comportamento credo sia donna - e sul piantagrane che la stessa vede arrivare. Anche su Tyson vorrei saperne di più! Non si capisce molto della storia da queste poche righe ma per il momento continuerei a leggerlo... Chissà, magari sarà la mia prossima lettura!!!
Voi cosa ne pensate? Vi ispira? Lo leggerete?
Vi auguro un buon week end!

mercoledì 13 luglio 2016

Recensione #139 - Luna di Julie Anne Peters

Buon pomeriggio lettori, come state? Eccomi finalmente!!! Scusate la latitanza ma questo è un periodo incasinato, ed è solo mercoledì... chissà come mai il week end vola mentre la settimana bisogna prenderla a calci perché passi. È da lunedì che voglio postare questa recensione ma lavorativamente parlando è un periodo di fuoco ed il tempo libero si riduce veramente al minimo necessario per sopravvivere.
Arriverà agosto e potrò finalemente ricaricare le pile…
Ma non voglio annoiarvi oltre quindi vi lascio il mio pensiero sul libro Luna di Julie Anne Peters edito da Giunti pag. 383.

Sinossi: Regan, fin da piccola, ha sempre saputo che suo fratello Liam era diverso dagli altri. Liam ha sedici anni. È alto, bello, muscoloso e corteggiatissimo ma la verità è che si sente una ragazza intrappolata dentro un corpo da ragazzo. Regan è l'unica condividere questo segreto con Liam - o Luna come preferisce farsi chiamare - che ogni notte in camera della sorella si trasforma con trucchi e vestiti da ragazza nel suo alterego femminile. All'insaputa dei genitori, una madre troppo occupata nella sua professione di wedding planner e un padre frustrato da un lavoro rutinario, Regan si trova da sola a dover aiutare e sostenere il fratello (quasi una sorella) nel difficile percorso verso la trasformazione. Ma anche per Regan è il momento del cambiamento e quando, durante una lezione di chimica, un ragazzo appena trasferito nella sua scuola, si accorge di lei, insieme ai primi turbamenti del cuore arrivano anche le complicazioni che l'avere un fratello trans comporta...

Non è semplice parlare di questa lettura perché mi è successa una cosa strana, che mi capita pochissime volte: ho letto in modo molto vorace ma poi, arrivando alla fine, non sapevo se questo libro mi fosse piaciuto, né quanto. Vi capita mai? Rimanere così, senza un pensiero ben definito, senza trovare le giuste parole per tirare insieme un’opinione.
Quando mi succede – come vi dicevo molto raramente – resto amareggiata, perché a quella sensazione preferirei provare un odio profondo. Probabilmente aver letto quest’anno The Danish girl, che parla dello stesso tema – il mondo Transgender – ma con una maturità ed una carica emotiva importante mi ha portato a vedere in questo young adult un bel libro, piacevole, sicuramente da far leggere ai più giovani, ma un po’ meno toccante. Cerco però di scostarmi da questo e di dare al libro un voto consono, sperando di riuscirci.
Liam e Regan sono fratello e sorella, anzi sorella e sorella, perché Liam, nato nel corpo di un ragazzo è in tutto e per tutto una ragazza. Transgender appunto, transessuale. Un amore fraterno unico quello provato tra i due ragazzi. Liam – che la notte si trasforma in Luna – e Regan sono complici in uno dei più importanti segreti che due fratelli possano avere. Regan sa tutto. Regan, quando sono in solitudine, chiama il fratello Luna. Regan annulla da anni i suoi sentimenti, i suoi sogni, i suoi desideri, per compiacere il fratello che giornalmente, ogni notte, compie incursioni nella stanza della sorella, travestito da Luna. In famiglia nessuno sembra vedere quello che per Regan è chiaro: Liam è nato in un corpo sbagliato e non è felice. La sua tristezza e la sua solitudine traspare ma i genitori sembrano ignari di tutto ed occupati solo alla propria vita. Due genitori che a malapena si parlano; una madre troppo occupata ad organizzare matrimoni e prendere tranquillanti – gli stessi con cui Liam cerca spesso di togliersi la vita - ed un padre con l’unico scopo di spingere Liam a giocare a baseball o football.
È Regan la narratrice della storia, è lei che racconta al lettore la loro vita, i pigiama party tra ragazze a cui il fratello bramava di partecipare, il reggiseno che da bambino chiedeva come regalo di compleanno, il suo scrigno magico in cui ora, da adolescente, racchiude le sue parrucche di tutti i colori ed i suoi acquisti femminili. Una storia raccontata principalmente al presente con dei flashback inseriti qua e là per permettere al lettore di conoscere meglio i due ragazzi, il loro rapporto e soprattutto per raccontare Liam nella sua interezza.
Il bene che Regan vuole al fratello le permette di stargli accanto senza riserve, di vegliare su di lui, sulle sue crisi, sulle sue difficoltà, non senza dubitare a volte di lui e delle sue scelte.
Eh sì, le volevo bene. Non poteva che essere così.
Lei era mio fratello
Regan al contrario è un vero maschiaccio, non le interessa la moda, non è particolarmente attratta dai trucchi, dai vestitini femminili, dalle uscite con le amiche; lei cerca solo di essere invisibile.
Una contrapposizione questa che viene sottolineata in tutto il libro: mentre Luna fa di tutto per emergere da un corpo che le sta stretto, la sorella fa di tutto per rimanere nell’ombra forse proprio per contrapposizione a quello che da sempre vive.
Nel libro – non adatto a chi ancora nel 2016 non accetta che si possa essere gay o transessuali – viene in più punti spiegata la differenza di genere, viene più volte sottolineato che Liam non è gay – ossia un ragazzo a cui piacciono i ragazzi – ma trans – ossia una donna nata nel corpo sbagliato.
Assisteremo pian piano all’avvicinamento di Liam alla transizione, conosceremo attraverso Regan i sentimenti che lei stessa prova verso quel fratello troppo spesso incline a pensare solamente alle sue necessità, senza rendersi conto di quanto lei sia condizionata da quel segreto sia in casa che nella vita di tutti i giorni. Un argomento importante, necessario, trattato in modo delicato e con un linguaggio semplice adatto perfettamente al pubblico cui si rivolge. Io, quasi quarantenne (mancano ancora due anni eh!!!), avrei preferito che mi arrivasse maggiormente il lato emotivo della storia invece ho fatto un po’ fatica a lasciarmi andare da quel punto di vista.
Un libro che consiglio sicuramente agli adolescenti – ma anche ad educatori e genitori – perché di questi argomenti è sempre utile parlare, parlare e ancora parlare! Senza paura, con atteggiamento maturo e rispettoso.

VOTO: 


venerdì 8 luglio 2016

Ti consiglio un libro #25 - Un libro da mettere in valigia

Buongiorno lettori, eccoci ad una nuova puntata di Ti consiglio un libro, la rubrica in collaborazione con Laura de La Biblioteca di Eliza, Salvia di Desperate Bookswife e Laura de La Libridinosa. Le vacanze sono dietro l'angolo, c'è chi è partito nei giorni scorsi, chi partirà nelle prossime settimane e chi magari si accontenterà di qualche gita fuori porta giornaliera o del weekend quindi oggi vi consigliamo Un libro da mettere in valigia. Come sempre cliccando sul titolo sarete rimandati alla recensione.



IL MIO CONSIGLIO 


Autore:Salvatore Basile
Casa editrice: Garzanti
Pagine: 302
Prezzo:  Cartaceo 16.90 euro - ebook 9.99 euro

Oggi è stato molto semplice scegliere il libro da consigliarvi, sicuramente perchè l'ho letto da poco quindi la sua memoria è ancora molto vivida in me, ma soprattutto perchè mi ha molto colpito per la sua dolcezza. È un libro che parla di un viaggio - quindi perfetto per una valigia - ma che parla anche di una mancanza, di un grande amore, di famiglia. Un libro che ha saputo conquistarmi con il suo protagonista Michele che da subito mi ha rubato il cuore perchè Michele è un adulto ancora bambino, che a causa di una mancanza non è riuscito a lasciarsi andare alla vita e che trova pace solamente collezionando oggetti smarriti, quegli oggetti che ogni giorno trova sul suo treno e che non possono deluderlo.
So che normalmente, per molti, vacanza vuol dire letture frivole e leggere; per me vacanza vuol dire tantissimo tempo per leggere e voglia di libri profondi che sappiano restarmi dentro ed è per questo che tra tanti ho scelto questo libro! E voi, quale libro mi consigliereste di mettere in valigia?
Chissà cosa metteanno in valigia Laura , Salvia e  Laura. Correte a scoprirlo!!!

mercoledì 6 luglio 2016

Recensione #138 - Il mio splendido migliore amico di A.G. Howard


Buonasera lettori, come state? Io ho mille cose da fare ma amo l’estate quindi non mi lamento, il sole e la voglia di vacanze rendono la sveglia mattutina molto più accettabile e la luce del sole che mi accompagna fino alle nove di sera mi migliora l'umore!
Oggi sono qui con una recensione di un libro fantasy che, come sapete, non è uno dei generi che normalmente prediligo. Se mi seguite costantemente sapete però che sono aperta a tutto quindi quando in una delle challenge cui sto partecipando mi è capitato di dover leggere un fantasy, dopo lo scoramento iniziale, mi sono buttata. Possedevo già il libro in questione perché mi aveva incuriosito la cover quindi ho colto l’attimo. Vi parlo de Il mio splendido migliore amico di A.G. Howard edito da Newton Compton pag. 406, primo volume della serie Splintered

Sinossi: Alyssa Gardner riesce a sentire i sussurri dei fiori e degli insetti. Peccato che per lo stesso dono sua madre sia finita in un ospedale psichiatrico. Questa maledizione affligge la famiglia di Alyssa fin dai tempi della sua antenata Alice Liddell, colei che ha ispirato a Lewis Carroll il suo "Alice nel Paese delle Meraviglie". Chissà, forse anche Alyssa è pazza, ma niente sembra ancora compromesso, almeno per ora, almeno fin quando riuscirà a ignorare quei sussurri. Quando la malattia mentale della madre peggiora improvvisamente, però, Alyssa scopre che quello che lei pensava fosse solo finzione è un'incredibile verità: il Paese delle Meraviglie esiste davvero, è molto più oscuro di come l'abbia dipinto Carroll e quasi tutti i personaggi sono in realtà perfidi e mostruosi. Per sopravvivere e per salvare sua madre da un crudele destino che non merita, Alyssa dovrà rimediare ai guai provocati da Alice e superare una serie di prove: prosciugare un oceano di lacrime, risvegliare i partecipanti a un tè soporifero, domare un feroce Serpente. Di chi potrà fidarsi? Di Jeb, il suo migliore amico, di cui è segretamente innamorata? Oppure dell'ambiguo e attraente Morpheus, la sua guida nel Paese delle Meraviglie?

Ho cominciato questo libro con molto timore perché non sapevo cosa aspettarmi e più di 406 pagine sono tanta roba; se non mi fosse piaciuto, per come sono fatta, lo avrei finito in ogni caso quindi non sarebbe stato per niente una passeggiata. Fortunatamente da subito mi sono resa conto che la lettura scorreva bene ed anche la storia non era malaccio.
Non ho avuto tantissimo tempo per leggere la scorsa settimana quindi in alcuni momenti ho sentito il peso della lettura ma solamente perché per stare dietro a questa storia credo sia necessaria tutta l’attenzione possibile.
Il libro è una rivisitazione del famosissimo Alice nel paese delle meraviglie, una lettura che ho sempre amato e di cui ho anche adorato le trasposizioni cinematografiche e televisive; questo ha sicuramente aiutato perché credo che stare dietro al libro senza conoscere la storia di Alice possa essere tremendamente difficile.
La protagonista del libro è Alyssa, pronipote di Alice Liddell, colei che ispirò il famoso romanzo di Lewis Carroll. Sulla famiglia di Alyssa - o meglio, sulle donne della famiglia – pende una maledizione che permette loro di sentire i sussurri di fiori ed insetti, caratteristica che negli anni ha portato i più a ritenerle delle pazze. Lo stesso è successo alla madre di Alyssa e solo la ragazza potrà provare a salvarla da una fine terribile. Per farlo dovrà riuscire a tornare nel Paese delle Meraviglie e rimediare ai danni provocati dalla sua antenata ripercorrendone i passi. È su questo che verte il romanzo che la Howard ha tessuto per noi.
Per gran parte della lettura ho pensato che, forse, ripercorrere un intero romanzo come Alice nel Paese delle Meraviglie ed usarlo come espediente per cucirgli intorno qualcosa di molto simile, anche se diverso, potesse aiutare l’autrice e fosse anche fin troppo facile; poi però man mano che la lettura procedeva mi sono anche spesso detta che potesse essere un’arma a doppio taglio per incorrere in un flop mostruoso e fare una figuraccia, quindi sicuramente l’autrice in questo ha avuto moltissimo fegato.
È riuscita nel suo intento? Credo di sì perché in ogni caso il libro mi sembra ben costruito, con un filo logico convincente; i personaggi riadattati ed inseriti ad arte per rendere questa storia più interessante mi sono sembrati azzeccati ed anche l’espediente di stravolgere un po’ il mondo fatato cui siamo abituati a pensare quando pensiamo a Carroll trasformando i suoi abitanti in figure molto più malvagie e paurose non è male!
Protagonisti indiscussi della storia insieme ad Alyssa sono Jeb, il suo migliore amico, quello di cui lei è segretamente innamorata da sempre ma che ha scelto un’altra, e Morpheus, l’amico che per anni, ogni notte attraverso i suoi sogni l’ha istruita per poter un giorno affrontare quella incredibile avventura. Ecco, forse avrei apprezzato un’originalità maggiore nel raccontare l’intreccio tra questi tre personaggi, che ho trovato un po’ banale e facilmente intuibile. Ho amato moltissimo la figura di Morpheus, un caronte dalla doppia faccia che ha saputo accompagnare Alyssa nel suo viaggio, senza svelare fino alla fine quali fossero le sue vere intenzioni e mettendo in crisi la ragazza in moltissime occasioni.
Se in generale il libro appare parecchio sviluppato e articolato, ho trovato invece un po’ affrettato e non particolarmente originale il finale che credo avrebbe potuto essere realizzato un po’ meglio ma nell’insieme è stata una lettura piacevole, con una parte fantasy non eccessivamente assurda e con un buon equilibrio tra le parti descrittive e quelle di azione. In entrambe le parti la Howard è stata molto brava nella caratterizzazione; ho immaginato in modo nitido sia i personaggi che le battaglie e le avventure cui Alyssa prende parte.
Quello che ora mi dico è: ok, questa volta le è andata bene e l’esperimento è riuscito ma cosa avrà potuto scrivere nei libri successivi? Quanto sarà stata in grado di sganciarsi dal libro di Carroll per creare qualcosa di originale e credibile? Dalle trame pare che il secondo volume sia proprio dedicato a Morpheus e quello successivo alla Regina Rossa; la prova del nove credo siano proprio questi ulteriori due libri ed io devo dire che sono parecchio curiosa di leggerli per capire. 
Un libro che sicuramente piacerà agli amanti del genere e che credo possa essere amato dagli estimatori di Alice.

VOTO: