lunedì 28 maggio 2018

Recensione #242 - Un altro giorno ancora di Bianca Marconero

Buongiorno lettori, come va? Io con la testa piena di nuovi progetti e, finchè è così, direi che va benissimo! Oggi torno con la recensione del libro Un altro giorno ancora di Bianca Marconero edito da Newton Compton, 381 pagine.

Sinossi: Elisa Hoffman ha imparato presto a cavarsela da sola. Ultima di cinque fratelli, vive per la famiglia e per l’equitazione. L’esclusivo maneggio in cui lavora, alle porte di Milano, è il posto che ama di più al mondo, e mette da parte tutti i risparmi per riuscire a comprarsi Sparkle, un cavallo che ha addestrato per mesi. Tutti i suoi sogni, però, si infrangono alla notizia che Andrea, un ragazzo terribilmente bello e ricco, ha offerto più soldi e ha acquistato il cavallo che le era stato promesso. Elisa non si dà pace e riversa su di lui tutto il suo risentimento. Ma Andrea è davvero così freddo come sembra, o sotto il ghiaccio si nasconde qualcosa di diverso? Un imprevisto, un accordo e un’inattesa amicizia con il nemico permettono a Elisa di scoprire che il ragazzo, in realtà, possiede delle qualità inaspettate… Una storia sull’amore in tutte le sue declinazioni, e sui sentimenti che, come fiori selvatici, crescono in silenzio, senza che nessuno li annaffi.

Bianca Marconero, la conoscete? Se la rispostaa è no dovete rimediare, se invece la risposta è sì immaginerete già che questo libro non potrà deludervi. Perchè Bianca è così: sa far amare un romance a chi, come me, la maggior parte delle volte con i romance scappa a gambe levate, sa far amare a me una storia che gira attorno ai cavalli, alle gare dei cavalli, ai maneggi, nonostante sia un argomento che non mi interessa più di tanto. Come fa? Vi chiederete? Semplicemente raccontando storie che vanno oltre al genere in cui vengono collocate, storie in cui è facile immedesimarsi, con cui è facile sognare ma che non sono per niente banali. E, per quanto mi riguarda e non capisco come faccia, i suoi libri arrivano sempre al momento giusto, toccando corde nei momenti in cui è necessario che vengano toccate. Una maga? Forse... di certo una scrittrice che sa il fatto suo, che fa sognare amori grandi ma che fa anche ridere, che fa emozionare e che, per quanto mi riguarda è sempre capace di farci immergere nei suoi mondi.

giovedì 24 maggio 2018

Recensione #241 - Di niente e di nessuno di Dario Levantino

Ciao a tutti, come state? Io sto ancora assaporando le emozioni che l'evento Libri al Leu, organizzato da me e Baba Desperate Bookswife, mi hanno lasciato. Ma i giorni passano ed il blog deve tornare alla normalità. Lo facciamo con la recensione del libro Di niente e di nessuno di Dario Levantino edito da Fazi, che ringrazio per la copia, 160 pagine.

Sinossi: Brancaccio, periferia di Palermo. Rosario è un adolescente solitario con la passione per la mitologia classica e il mare. Il padre, cinico e bugiardo, ha un negozio di integratori per sportivi in cui gestisce lo smercio illecito di sostanze stupefacenti; la madre, accudente e remissiva, dedica tutto il proprio tempo alla cura della casa e della famiglia. Solo di tanto in tanto, la donna si concede una pausa per lucidare il trofeo vinto come miglior portiere da nonno Rosario, morto prematuramente nel terremoto del Belice del 1968. Quando, per accontentare un inconfessato desiderio della madre, il ragazzo decide di giocare in quello stesso ruolo con la squadra di quartiere, il percorso che lo condurrà all’età adulta ha inizio: tra i pestaggi, la scoperta dell’amore e il disincanto, Rosario troverà la forza di emanciparsi dalla violenza e dalla menzogna che da sempre hanno oppresso la sua vita.
Un’intensa storia di formazione condotta con la voce, spietata e dolcissima, di un adolescente che lotta per sovvertire i morbosi equilibri di una famiglia infelice. Un giovane autore dalla scrittura agile e peculiare capace di raccontare la paura e l’audacia di un ragazzo che, nel Sud passionale e violento delle periferie, ha il coraggio di diventare un uomo.


Sono ritornata a Brancaccio. Eh già, perchè ci sono già stata - narrativamente parlando - ormai quattro anni fa. Mi ci aveva portato Alessandro D'Avenia con il suo Ciò che inferno non è - se ve la siete persa trovate la recensione qui - anche se in realtà non sono mai veramente tornata a casa. 
Mi ci ha riportato Dario Levantino, con il suo Di niente e di nessuno, esordio letterario con i fiocchi. Impossibile non ripensare alla mia prima visita in quel quartiere, impossibile non fare paragoni con il mio precedente viaggio. Direi che Dario regge egregiamente il confronto per essere alla sua prima opera ed ora provo a spiegarvi il perchè.

mercoledì 23 maggio 2018

LIBRI AL LEU - Ringraziamenti che nascono dal cuore

Buongiorno a tutti, sono trascorsi tre giorni, Libri al Leu 2018 è giunto al termine, ed io son qui a fantasticare su tutto quello che è accaduto.
Penso a due giorni intensi, in cui con la mia famiglia mi sono trasferita a Casalborgone, in quella stanza che, a casa di Baba, è sempre pronta per noi, penso a tutto questo e ancora mi emoziono. Mi emoziona pensare ai sorrisi, ai complimenti ricevuti, alle belle parole spese per noi, alle 4 ore di sonno, alle risate cucinando torte nel cuore della notte. Mi emoziona pensare agli autori che ci sono stati, con l'entusiasmo verso questa nostra follia credendoci forse più di quanto ci credessimo noi. Penso all'ansia per il tempo novembrino, ai piedi gelati, a Baba che camminava per il centro storico sui tacchi a spillo come fosse una gran diva, penso ai cambi di outfit dell'ultimo minuto, alle dirette, alle domande da fare agli autori segnate su foglietti volanti che, diciamolo, alla fine non servivano neanche. Penso a tutto questo ma a penso anche alla grande macchina organizzativa che c'è stata dietro al nostro evento quindi, questo non vuole essere un post di considerazioni, ma vuole essere un post di ringraziamenti, perchè quando le cose riescono bene non è solo merito di chi ha deciso di organizzarle ma si crea una rete di persone che lavorano per un unico scopo e allora c'è come un filo magico che cuce tanti pezzettini di stoffa che messi insieme vanno a formare un vestito meraviglioso, da principessa, da favola.


Il nostro GRAZIE è rivolto a:

domenica 20 maggio 2018

Rassegna letteraria: Libri al Leu - Giorno 2

Eccomi di nuovo qui per parlarvi di "Libri al Leu", la rassegna letteraria che Baba del blog Desperate Bookswife ed io abbiamo organizzato questo weekend a Casalborgone (TO).


Ecco gli appuntamenti di oggi:








Tutti gli eventi odierni si terranno presso la Chiesa sconsacrata Santissima Trinità in piazza Statuto, nel centro storico di Casalborgone. Cercheremo ancora una volta di riprendere tutto in diretta per permettere di seguirci anche a chi non riuscirà ad essere presente fisicamente.
Ovviamente siete tutti invitati!




sabato 19 maggio 2018

Rassegna letteraria: Libri al Leu - Giorno 1

Ci siamo, il grande giorno è arrivato. Comincia oggi "Libri al Leu", la rassegna letteraria che Baba del blog Desperate Bookswife ed io abbiamo organizzato a Casalborgone (TO) per oggi 19 e domani 20 maggio.


Inutile dire che l'emozione e l'ansia sono alle stelle. Tanti gli appuntamenti e gli autori che prenderanno parte a questo nostro evento. Un grazie infinito va a coloro grazie ai quali tutto questo è possibile. Ecco il volantino completo:


Tutti gli eventi saranno ripresi in diretta facebook su una o su entrambe le nostre pagine facebook (sperando che la connessione ci assista!) quindi chi volesse partecipare ma non avesse la possibilità di farlo dal vivo potrà mettersi comodo comodo e seguirci da casa! 
Ma veniamo all'appuntamento odierno.
Si comincia con un unico evento che avrà luogo alle ore 18:00 presso l'affittacamere VIAVAI in via Valfrè 7, nel centro storico di Casalborgone.
Monica Coppola e Carlotta Borasio parleranno del libro di racconti culinari "Dai un morso a chi vuoi tu" edito da Booksalad. A fare da contorno alla presentazione uno Show Cooking di una delle ricette inserite nella raccolta.
Modera l'incontro Baba del blog Desperate Bookswife.


Siete tutti invitati! Abbiamo bisogno di tutto il vostro sostegno affinchè questa nostra follia sia un successo! Domani troverete un altro post con gli appuntamenti della giornata.




venerdì 18 maggio 2018

Letture con Marina #37

Buongiorno carissimi, un nuovo venerdì è arrivato, un venerdì importante per me perchè domani parte l'evento "Libri al Leu" organizzato con Baba Desperate Bookswife a Casalborgone. Inutile dire che l'ansia aumenta man mano che le ore passano. Ma non è ancora il momento di parlarvi di questo. Sono qui per lasciare la parola a Marina e alla sua rubrica Letture con Marina.


Avete bisogno di evadere dalla vostra routine? Allora Vi consiglio una vacanza a…
 

MIDEN

Autore: Veronica Raimo
Casa editrice: Mondadori, 2018
Genere: Narrativa
Pagine: 200

Descrizione: È un mattino cristallino come tanti a Miden. Una ragazza bussa alla porta di una coppia con un'accusa di abuso sessuale. L'accusato è il suo ex professore di filosofia. La compagna del professore aspetta un figlio. Sono entrambi approdati a Miden da un paese straniero, sprofondato nel Crollo: una devastante crisi economica. Miden è la società ideale che li ha accolti, un nuovo Eden di eguaglianza e benessere, una piccola comunità laica e razionalista, tanto solidale quanto inflessibile. Il professore e la studentessa hanno avuto una storia in passato. Ma è solo a due anni di distanza che la ragazza si rende conto di aver riportato un trauma da quel rapporto. La denuncia scuote la felice comunità di Miden, dove ogni anomalia che ne alteri il candore viene dibattuta e corretta, ogni trauma riconosciuto e risolto per il bene comune. I tre protagonisti si ritrovano al centro di un'indagine. Amici e colleghi si trasformano in un tribunale che deciderà delle loro vite. E, nell'attesa del verdetto, tutte le certezze della coppia si corrompono, così come il futuro che sognavano per il loro figlio.

RECENSIONE:


Spesso la storia di una coppia finisce per diventare l’aderenza a dei ruoli, come dice l’autrice durante un intervista a “Il Libraio”. E da questa considerazione secondo me bisogna partire, come lettura per questo romanzo, insistito nei vari capitoli nel rimando tra ciò che pensa lei, la compagna del professore, il “perpetratore” (il potere delle parole!) - e lui, il compagno, il perpetratore stesso, tra l’altro insegnante di filosofia, accusato da una sua ex studentessa di averla stuprata. Rapporti violenti e particolari, ma consenzienti, almeno fino al ripensamento di un paio di anni dopo. La cosa strana è che il tutto avviene quietamente e freddamente, senza scene isteriche o di energica rabbia ed emozione.

La vicenda si svolge a Miden, l’utopica città creata proprio dal padre della ragazza che avrebbe subito violenza dal professore. Una città creata per contrastare il Vecchio Mondo dopo il Crollo, l’estrema crisi economica che ha “distrutto” il mondo come lo conosciamo noi oggi – e anche qui, niente drammi e cataclismi, per lo meno non raccontatici. Miden è una città con una sua propria lingua, a cui si può sperare di accedere dopo aver superato delle selezioni ed essere stati ritenuti idonei. Il professore abitava già a Miden quando quella che ora è la sua compagna era arrivata a Miden per una vacanza. Si sono incontrati casualmente, si sono innamorati e subito lei ha fatto richiesta per poter vivere in questa città da sogno, verso cui tutti tenderebbero. Una città meravigliosa dal punto di vista paesaggistico e climatico, una società egalitaria ed un po’ hippie o naif volta al bene dei suoi cittadini, ma al contempo piatta, dove tutto è già stato stabilito, preordinato, organizzato. Dove gli abitanti sono monitorati e dove la diversità non può e non deve esistere. Non resta che adeguarsi per vivere una vita quietamente felice, senza scossoni, senza povertà, senza decisioni da prendere e con tutti i criteri di una moderna città del futuro per la salvaguardia della salute dei cittadini.

Lungo tutto il romanzo Vi sono ironiche e raffinate prese in giro che l’autrice porta all’attenzione dei lettori, tipo il problema del trolley da viaggio, le sigarette che anche a Miden si fumano, ma a base di fiori od affini, il vino o qualsiasi tipo di cibo che qui viene bilanciato perché non crei problemi. O ai tremila tipi di miscele di tea che si possono trovare al mercato, ai maglioni di lana fatti a mano, o ancora agli zoccoli caratteristici che vengono calzati – e che sottostanno ad una sorta di vendita sotto-banco visto che sono molto richiesti nel Vecchio Mondo…

Un mondo che dovrebbe essere superlativamente migliore rispetto ai Paesi da cui molti abitanti di Miden provengono, ma che porta in sé il seme stesso di quelle vecchie “mancanze”, come a dire che l’uomo sempre uomo rimane – e che le caratteristiche insite o vissute per migliaia di anni non si possono sradicare. Tenere sotto controllo, forse…

Avevamo accennato all’aderenza dei ruoli: i due protagonisti incarnano ciascuno il proprio genere, che come dicevamo poc’anzi è difficile da cambiare. L’uomo che si occupa economicamente della sua famiglia e che ha in mente sempre il sesso. La moglie casalinga e che al momento è incinta, alla quale si richiede solo di andare al mercato ed occuparsi della spesa. E che per passare il tempo diventa improvvisamente un’estimatrice delle miscele di tea. Tenta di acculturarsi leggendo libri, ma solo e sempre come svago riempitivo della giornata solitaria. Una moglie che in sintesi è una figura subalterna, in certo senso bambina, piena di dubbi e insicurezze ma storditamente felice, almeno fino all’arrivo dell’ex studentessa, che parla in primis proprio con la compagna del professore, avvisandola che ha inoltrato accusa formale di stupro alla Commissione, che con una serie di questionari dati alle persone vicine al professore, stabilirà se l’uomo è ancora degno di abitare a Miden.

Ci sono altre particolarità che fanno riflettere. Ad esempio quando il padre della ragazza accusatrice scrive al professore, dicendogli che come uomo (e quindi padre) lo odia, naturalmente, ma come “costruttore” di Miden vorrebbe assolverlo dal fatto, perché non vuole che l’immagine di Miden venga in qualche modo insozzata dalla sua condotta, perché lui è convinto del “sogno Miden”.

Sono convinta che uno studioso di filosofia si perderebbe nei giochi e nei rimandi che l’autrice crea e ne godrebbe più di quanto possa aver fatto io. Il romanzo è sicuramente bello, ma la storia in esso contenuta, al di là dell’ironia e della svolta finale geniale che Veronica Raimo ha ricamato, mi ha lasciata distaccata e a disagio, come credo fosse l’intento dell’autrice, proprio per calcare la mano sulla differenza tra Miden ed il Vecchio Mondo, tra l’uomo e la donna come genere. Mi sono quasi commossa quando tra un botta e risposta dei pensieri dei due protagonisti, soprattutto il professore ricorda quanto faceva da ragazzo, la vita che conduceva, le abitudini, il rimpianto del padre e la speranza che il figlio che sta per arrivare possa nel futuro provare e rimpiangere quanto lui sta facendo ora per lui, se mai ne sarà realmente consapevole.

Per ritornare a quanto detto in precedenza e chiudere il discorso, dalla chiusa del romanzo scelto dalla Raimo si presume il desiderio di un rapporto paritetico nella coppia, che è società nella società. Di qui la scelta per un finale particolare ed inatteso, che riscatta dal mio punto di vista la figura femminile, rendendola nuovamente padrona del suo destino, senza dipendere in tutto e per tutto dall’altra metà della coppia. Una scelta finalmente consapevole che la fa assurgere nuovamente al ruolo di donna.

Non nego di essere stata attratta dalla trama di questo romanzo di Veronica Raimo per l’assonanza con “L’ancella” della Atwood – che sto leggendo ora. Del resto, nella stessa intervista su Il Libraio, Veronica Raimo elenca gli ultimi libri interessanti che ha letto – e fra questi c’è anche l’Ancella. Altri titoli molto particolari sono I love Dick di Chris Kraus (di sui non farò qui la traduzione del titolo!!), I giorni di scuola di Gesù di J. M. Coetzee e Le risposte di Catherine Lacey (titoli che finiscono nella mia lista dei libri che leggerò).

E voi? Partireste per Altroquando, un mondo utopico, a prima vista perfetto, dove sembra che la vita possa offrire più di quanto vi spetti nella vs vita, a patto che vi dimostriate docili e ligi alle regole, senza alcuna discussione?
Un arrivederci a presto, se deciderete di restare qui…




Contributi:

06/04/2018 IL LIBRAIO: intervista all’autrice a cura di NOEMI MILANI
                              

mercoledì 16 maggio 2018

Aperitivo con Mirko Zilahy parlando di Così crudele è la fine

Buongiorno lettori, oggi sono qui per parlarvi di una serata speciale. Quante volte negli ultimi cinque anni vi ho parlato di quanto io sia fortunata ad avere l'occasione grazie al blog di conoscere autori, editori e lettori? Tantissime, ma non per questo smetterò di ricordarlo!
Proprio di una di queste fortune ho voglia di raccontarvi.


Lunedì sera scorso ho avuto il piacere e l'onore di essere tra i pochissimi blogger invitati, dalla casa editrice Longanesi, all'aperitivo con Mirko Zilahy per chiacchierare dell'uscita del suo ultimo libro: Così crudele è la fine, ultimo capitolo della trilogia dedicata al commissario Enrico Mancini.
Se state leggendo queste parole con aria interrogativa di chi non ha mai sentito nominare questo strepitoso autore allora dovete rimediare cliccando prima qui.
Ho avuto l'onore di intervistare Mirko lo scorso anno a Tempo di Libri a Milano ed è stato un piacere ritrovarlo lunedì, con la stessa disponibilità e allegria di sempre. La sensazione della serata è stata quella di essere tra amici, in intimità, chiacchierando di libri, accompagnati da un calice di vino e dei taglieri di salumi. Come potete vedere dalla foto mi sono data al prosecco, eh già, a furia di aperitivi letterari sono diventata alcolica!
Mirko ci ha parlato del suo essere scrittore, di quanto la sua vita abbia influito su questa trilogia, di quanto i cambiamenti apportati al suo protagonista siano un po' anche i suoi.
Tre grandi temi sono il fulcro dei tre libri: il primo il senso di giustizia, il secondo il rapporto con la realtà, il terzo è il tema dell'identità; tre temi che toccano tutti i personaggi nonostante ruotino attorno al commissario Enrico Mancini.
Più di 1200 pagine scritte in due anni in cui Mirko non si è limitato a creare una storia ma in cui lo zoccolo duro sono le parole, utilizzate con maestria e con attenzione, così da creare uno gruppo di personaggi che potrebbero avere ognuno una storia a se (e chissà se prima o poi Mirko le scriverà).
Roma è ancora l'ambientazione di questa storia perchè nei luoghi di Roma - dice Mirko - c'è stata tanta morte, e nella sua storia ci sono bellezza e sangue insieme.
Un terzo capitolo che chiude il cerchio di una trilogia che i lettori hanno imparato ad amare tanto da aver portato Così crudele è la fine al primo posto della classfica IBS in pochissimi giorni dalla sua uscita. Una casa editrice - Longanesi - che non sbaglia un colpo e che ha creduto tanto in lui, degli editori stranieri che hanno acquistato i diritti della trilogia leggendo pochi capitoli del volume d'esordio, i diritti cinematografici venduti; insomma un'ascesa meritata e veloce quella di un autore che ha fatto delle parole il su tratto distintivo. Il suo passato di insegnante in Irlanda prima, traduttore ed editor qui in Italia poi, ha sicuramente contribuito al suo modo di scrivere e di approcciarsi alla scrittura. I lettori lo apprezzano per questo.


Qualche curiosità sull'autore:
  • Scrive ancora al buio con una bottiglia di Whisky a portata di mano; 
  • Quando viaggia trae spesso ispirazione da ciò che lo circonda;
  • È incredibilmente simpatico e di compagnia;
  • Non ha mai riletto il primo libro perchè gli fa ancora molto male a causa del coinvolgimento emotivo che lo lega alla storia;
  • Il secondo libro è quello che tecnicamente ritiene il migliore;
  • Sta già scrivendo una nuova storia completamente slegata da questa trilogia;
  • Ha fatto diverse domande a noi blogger per capire quale sia il nostro approccio a libri come il suo;
  • Uno dei personaggi del libro è ispirato ad una persona reale della sua vita;
  • È il traduttore del colosso letterario Il cardellino;
  • Io ti troverò di Shane Stevens è un libro che ci ha consigliato di leggere;
  • Fa ancora fatica a vedersi con i capelli corti.

Una persona splendida oltre che un autore meraviglioso. Leggetelo, compratelo, andate alle sue presentazioni e non ne resterete delusi!