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lunedì 3 agosto 2015

Recensione #76 - I misteri di Chalk Hill di Susanne Goga

Buongiorno carissimi, come va?  Primo giorno effettivo di ferie per me quindi morale alle stelle! Non so ancora di preciso quando e dove andrò in vacanza ma già non dovermi fare 100 km al giorno in macchina per andare in ufficio rende le mie giornate assolutamente perfette. In più per un mese intero mi godrò il mio piccolino oltre che - spero tante - le mie adorate letture!
Oggi sono qui per parlarvi di un libro che ho ormai finito di leggere da qualche settimana ma di cui fino ad ora non avevo ancora avuto il tempo di scrivere. Sto parlando de I misteri di Chalk Hill di Susanne Goga, edito da Giunti, 416 pagine. Se mi seguite con costanza sapete che è già stato il protagonista delle Letture Geograficamente Sparpagliate di luglio; se vi siete persi il post potete vedere i 5 mini pensieri qui.

Trama: Un romanzo storico pieno di mistero e romanticismo. Atmosfere vittoriane per una storia ambientata nella campagna inglese che unisce brivido e sentimento in un crescendo di suspense e colpi di scena. I misteri di Chalk Hill Susanne Goga riesce a fondere due generi letterari, il thriller e il romanzo storico collocando l'intera vicenda sulle colline del Surrey alla fine dell'Ottocento. Quando Charlotte vi approda per la prima volta e si trova davanti alla splendida tenuta di Chalk Hill rimane senza fiato: l’imponente villa, sormontata da una torretta e circondata da alberi secolari, è il luogo più affascinante che abbia mai visto. Qui potrà finalmente iniziare una nuova vita, dopo aver lasciato Berlino a causa di uno scandalo che ha compromesso la sua reputazione di istitutrice.
Chiamata a occuparsi della piccola Emily, Charlotte si rende subito conto che una strana atmosfera di mistero aleggia sulla casa: la quiete è quasi irreale, il papà di Emily è gelido e altezzoso, la bambina è tormentata ogni notte da terribili incubi e dice di vedere la madre, scomparsa un anno prima in circostanze misteriose.
L’affetto per Emily spinge Charlotte a voler capire cosa stia succedendo a Chalk Hill, ma nessuno dei domestici osa rompere il silenzio imposto dal vedovo sulla morte di Lady Ellen. Solo con l’aiuto dell’affascinante giornalista Thomas Ashdown, Charlotte si avvicina alla verità, una verità sconvolgente, ben sepolta tra il mistero e il romanticismo di quelle antiche mura.

Una cover che ammalia, una trama che intriga, un periodo storico che amo... non potevo volere di più da un libro no? E invece purtroppo sì, qualcosa in più la avrei voluta eccome.
Charlotte arriva in Inghilterra dalla Germania per fare l'istitutrice di una bambina. E' il suo primo impiego lontano da casa ed ha tutte le paure che una situazione del genere potrebbero creare su chiunque: giovane, in un paese straniero, lontana da casa.
Da subito le somiglianze - troppe - con Jane Eyre saltano all'occhio. Una grande tenuta nelle campagne inglesi, una padrone solitario e riservato che però colpisce subito la ragazza, un mistero legato alla morte della moglie. Insomma spesso, spessissimo mi sono ritrovata a fare dei paragoni con il colosso letterario di Charlotte Bronte e purtroppo questo e sicuramente andato a scapito di questa lettura.
Seppure il periodo storico, gli avvenimenti, i paesaggi ed i personaggi siano scritti con uno stile che rende e che risulta molto piacevole e scorrevole, quello che manca in questa storia è l'originalità.
Un libro strano, iniziato con slancio, piaciuto durante tutta la lettura ma ma non ha mai spiccato il volo; non ha mai tirato fuori quel particolare in pi che lo facesse diventare IL libro.
Vi capita mai? Per tutto il libro ho veramente pensato che fosse una lettura piacevole, con un mistero da svelare, un mondo - quello del padrone di casa e di sua figlia - tutto da scoprire ma arrivata alla fine sono rimasta un po' a bocca asciutta.
Anche il filone delle sedute spiriche l'ho trovato in alcuni punti un po' forzato, inutile quasi.
Interessanti invece i personaggi, se cerchiamo di non paragonarli a Jane Eyre. Charlotte, incapace di non indagare sulla misteriosa scomparsa di Lady Ellen si tira addosso gli sguardi e le chiacchiere del paese arrivando a volte anche ad urtare il lettore - spero volontariamente - per la troppa curiosità; Emily, la bambina, con i suoi misteriosi stati di trance, le sue visioni notturne, la sua capacità di cambiare atteggiamento ed umore nel giro di pochi minuti; Thomas Ashdown, forse il personaggio più riuscito, giornalista, critico teatrale e membro della Società per la ricerca psichica che entrerà nelle vite di Charlotte e della famiglia Clayworth per cercare di capire gli strani atteggiamenti della bambina; Nora, la tata di Emily, con il suo atteggiamento da subito competitivo nei confronti della nuova istitutrice.
La maggior parte del libro si svolge nella grande tenuta, con le sue torrette circolari, il suo immenso giardino, la sua porticina misteriosa di accesso al bosco. La casa è così importante all'interno del romanzo che diventa uno dei punti focali su cui l'attenzione del lettore viene proiettata per tutta la lettura. E' vero che assisteremo a giri in carrozza sulle rive del fiume Mole, a momenti in pastecceria per sorseggiare un ottimo tè inglese, a camminate nel villaggio ma è anche vero che tutti quei momenti risulteranno assolutamente secondari rispetto a quelli nella grande e inquietante casa.
Le cose che più mi hanno portato ad abbassare il voto - a parte la somiglianza con Jane Eyre di cui ho già ampiamente parlato - sono i salti improvvisi di luogo, argomento, tempo che non so se sono frutto della traduzione o se è una scelta dell'autrice che personalmente mi hanno diturbato durante la lettura e la fine del libro infatto il mistero che aleggia nell'aria dalla prima pagina, poi tanto mistero non è ed io mi sono ritrovata a capire quale ne fosse l'epilogo da molto prima di far scorrere sul mio kindle l'ultima pagina.
Insomma niente di speciale ma neanche un libro che sconsiglio. Una lettura piacevole senza troppe pretese!
Che ne pensate? Voi lo avete letto?

VOTO: 



lunedì 20 luglio 2015

Letture Geograficamente Sparpagliate #3 - I misteri di Chalk Hill di Susanne Goga

Buongiorno, come state? Dopo un mese siamo tornate attive e vi proponiamo un'altra puntata della nostra rubrica condivisa. Cosa sono le "Letture Geograficamente Sparpagliate"? Una volta al mese scegliamo - estraiamo un libro che più o meno potrebbe interessare tutte o quasi, scriviamo una piccola recensione e la pubblichiamo in un unico post, in modo che voi lettori possiate avere tanti pareri al prezzo di uno.


Anche questo mese abbiamo una comunicazione di servizio da darvi prima di cominciare: Stefania del blog "La ragazza che annusava i libri" per motivi personali non parteciperà più a questa iniziativa ed è per questo che da oggi in avanti non troverete più il suo parere nei post delle Letture geograficamente sparpagliate.
Ma torniamo al nostro libro: "I Misteri di Chalk Hill".
Abbiamo fatto una lista ( si, si ho scritto lista, siamo malate, almeno due di noi ne scrivono come se non ci fosse un domani), scegliendo due libri a testa, abbiamo democraticamente votato e...ta daaaaa!!!! E' uscito questo titolo, il secondo romanzo storico della rubrica.
Non è stato un successone, nessuna blogger ha assegnato il voto più alto, qualcuna l'ha apprezzato di più mentre un'altra l'ha proprio detestato. Insomma, il libro della vita è un'altra cosa.
Ah, dimenticavo, questa è l'ultima puntata prima della pausa estiva, perchè ad agosto andiamo in vacanza anche noi! A settembre torniamo, tranquilli, ma ci sarà qualche piccolo cambiamento, così strada facendo vi daremo degli indizi, fino a svelarvi la novità.
Adesso però vi lasciamo leggere in santa pace, ma sopratutto siamo curiose di scoprire che effetto vi ha fatto questo libro oppure se avete intenzione di leggerlo durante questa afosa estate.


Titolo: I Misteri di Chalk Hill
Autore: Susanne Goga
Casa Editrice: Giunti
Pagine: 416
Prezzo: 12,00€
Anno: 2015

Sinossi: Un romanzo storico pieno di mistero e romanticismo. Atmosfere vittoriane per una storia ambientata nella campagna inglese che unisce brivido e sentimento in un crescendo di suspense e colpi di scena. I misteri di Chalk Hill Susanne Goga riesce a fondere due generi letterari, il thriller e il romanzo storico collocando l'intera vicenda sulle colline del Surrey alla fine dell'Ottocento. Quando Charlotte vi approda per la prima volta e si trova davanti alla splendida tenuta di Chalk Hill rimane senza fiato: l’imponente villa, sormontata da una torretta e circondata da alberi secolari, è il luogo più affascinante che abbia mai visto. Qui potrà finalmente iniziare una nuova vita, dopo aver lasciato Berlino a causa di uno scandalo che ha compromesso la sua reputazione di istitutrice.
Chiamata a occuparsi della piccola Emily, Charlotte si rende subito conto che una strana atmosfera di mistero aleggia sulla casa: la quiete è quasi irreale, il papà di Emily è gelido e altezzoso, la bambina è tormentata ogni notte da terribili incubi e dice di vedere la madre, scomparsa un anno prima in circostanze misteriose.
L’affetto per Emily spinge Charlotte a voler capire cosa stia succedendo a Chalk Hill, ma nessuno dei domestici osa rompere il silenzio imposto dal vedovo sulla morte di Lady Ellen. Solo con l’aiuto dell’affascinante giornalista Thomas Ashdown, Charlotte si avvicina alla verità, una verità sconvolgente, ben sepolta tra il mistero e il romanticismo di quelle antiche mura.

IL COMMENTO DI SALVIA (Desperate Bookswife) :
Cosa dire...che mi vergogno? Certamente. Non per il voto, ma per non essere riuscita a portare a termine questa lettura. Partiamo da un punto fermo: io adoro Jane Austen. Ecco, vi ho detto tutto. L'autrice sembra aver preso spunto dai grandi classici britannici , forse però si è fatta prendere troppo la mano. La Goga non scrive male, però le consiglierei di lasciar stare, magari di dedicarsi ad un argomento contemporaneo, perchè le capacità di scrittura ci sono, almeno quelle. Ho trovato tutto molto forzato, argomenti e situazioni già lette, tutti i personaggi mi hanno infastidita, l'istitutrice tedesca poi, non ne parliamo, impicciona, autoritaria, convinta di conoscere il mondo e tutte le sue sfaccettature. Voi potreste rimproverarmi per il fatto di non averlo terminato, ma non l'ho abbandonato al 20% ma bensì al 76%, e credo che sia ancora più grave arrivare quasi alla fine di una storia e non aver voglia di scoprirne l'epilogo. E' un sintomo molto molto grave, se fossimo in pronto soccorso, sarebbe un codice rosso!
Detto questo...mi dispiace, ma questa lettura non posso proprio consigliarvela.

IL COMMENTO DI DANY ( Un libro per amico):


Un libro strano questo, iniziato con lo slancio di una trama intrigante, piaciuto durante tutta la lettura ma ma non ha mai spiccato il volo; non ha mai tirato fuori quel particolare in pi che lo facesse diventare IL libro.
Ottimo lo stile di scrittura di questa autrice che non conoscevo anche se diversi sono stati i difetti che hanno purtroppo portato ad abbassare il mio giudizio.
Troppe volte durante la lettura - ma troppe, troppe, troppe - ho pensato ci fossero moltissime somiglianze con Jane Eyre, un classico intramontabile che ho adorato e che credo sia difficile superare. Questo mi ha portato a fare paragoni che di sicuro non hanno aiutato.
Altra nota negativa è il finale, che avevo già capito da molto prima di far scorrere sul mio kindle l'ultima pagina.
Inoltre spesso, durante la lettura, ho notato dei salti improvvisi di luogo, argomento, tempo che non so se sono frutto della traduzione o se è una scelta dell'autrice - scelta che personalmente non condivido.
Dalla sua però ha dei personaggi molto ben delineati, un'ambientazione storica impeccabile e uno stile scorrevole e mai pesante.
Insomma niente di speciale ma neanche un libro che sconsiglio. Una lettura piacevole senza troppe pretese!
IL COMMENTO DI LAURA (La Libridinosa):



La pesantezza! Ecco se dovessi attribuire un titolo alternativo a questo romanzo, direi proprio "la pesantezza".
Me lo sono trascinata dietro per quasi una settimana, ogni alternativa alla lettura era presa come un barlume di luce. 
I personaggi sono odiosi, non sono mai riusciti a suscitare in me un minimo di empatia o di solidarietà.
Per una buona metà, sembra di leggere una scopiazzatura (fatta male) di Jane Austen.
L'unica nota positiva, se tale vogliamo definirla, è che l'autrice sa scrivere bene.
Ma da qui a dire che si tratti di un bel libro, sinceramente, ce ne passa.
Io diffido quasi sempre dei titoli editi da Giunti e mi sono lasciata tentare solo perché si trattava del libro scelto per la Lettura Sparpagliata. 
Sinceramente, dopo l'ennesima cantonata, non credo che mi riavvicinerò più a qualcosa di loro.

IL COMMENTO DI CUORE (Il cuore in un libro) :

Io che non amo i romanzi storici, nelle votazioni di gruppo, per decidere la nuova lettura sparpagliata, con una furbizia che mi contraddistingue, per la seconda volta ho dato il mio voto proprio a questo genere...non ridete per favore, mi sono già picchiata sulle mani da sola!
Però devo dire che  I misteri di Chalk Hill, mi rimarrà nel cuore a modo suo, non per lo stile, né per il mistero, ma perché mi sono innamorata dell'affascinante Thomas Ashdown, il critico teatrale che con ironia e padronanza infligge con la sua "penna-stiletto", un giudizio ad opere e libri.
Mi sono affezionata subito anche a Charlotte, l'istitutrice tedesca che vuole subito imporsi e curiosare tra le faccende della famiglia Clayworth; bella l'ambientazione, descritta in modo semplice ma preciso, che mette a proprio agio anche il lettore più moderno.
Discreto lo stile scorrevole, anche se, troppo di questa epoca per il genere.
E il mistero? Anche io che non sono una svegliona, ho intuito troppo presto dove la storia andava a parare, ma l'ho trovata comunque una lettura piacevole anche se abbastanza scontata.
Alla prossima lettori!

IL COMMENTO DI LAURA (La biblioteca di Eliza):


I Misteri di Chalk Hill non è un romanzo particolarmente romantico o inquietante, come invece la fascetta ci dice. E’ un bel romanzo, con una trama che mi ha intrattenuta e un’atmosfera che mi ha conquistato. Datemi una dimora inglese, misteriosa, cupa, un mistero e mi farete felice. Ma proprio qui sta il problema di questo libro. Se l’ambientazione e il clima che si respira in ogni pagina mi hanno fatto venire gli occhi a cuoricino, il mistero un po’ delude. Diciamocelo: si intuisce a metà libro cosa c’è dietro a questi strani eventi. E questo non è bene. 
Ma la grossa pecca di questo romanzo è per me quella saputella della sua protagonista, Charlotte-so-tutto-io. Proprio antipatica sta donna! E anche un bel po’ impicciona, o almeno questa è la sensazione che mi ha dato.
Lo consiglierei? Si, ma attenzione, vi devono piacere le atmosfere un po’ decadenti, il boschi oscuri e intricati, le regole di una società d’altri tempi. Insomma vi deve piacere il genere, altrimenti diventa un incubo!

Alla prossima Lettura Sparpagliata, ma sopratutto non dimenticate di farci conoscere il vostro parere!

Salvia, Dany, Laura, Cuore e Laura

lunedì 29 giugno 2015

Recensione #70 - Il mercante di stoffe di Coia Valls

Buongiorno lettori, come state? Oggi sono qui per lasciarli la recensione completa del libro che ho letto per le Letture Geograficamente Sparpagliate e che avevo comprato a Natale: Il mercante di stoffe di Coia Valls edito da Pickwick, pag. 456.

Trama: Nel 1320 Barcellona è in fermento: sorgono palazzi, fioriscono commerci, le strade si riempiono di viaggiatori provenienti da tutto il mondo. Le vie traboccano di profumi esotici e spezie, di stupendi tessuti e di scintillanti gioielli cesellati dagli orafi di tutta Europa. Una città così nuova e attiva offre mille occasioni a un giovane intelligente e pronto a tutto. Come Jaume Miravall. Che vuole diventare un ricco mercante e fondare una grande famiglia. Due imprese ambiziose, due obiettivi che richiedono coraggio, lavoro, astuzia e fortuna. E che possono essere messi in pericolo dai segreti e dai peccati di un uomo. Quando arriva a Barcellona, insieme con la dolcissima moglie Elvira, Jaume deve accontentarsi di vivere in un miserabile quartiere dove tradimento, malvagità e morte fanno parte indissolubile del paesaggio. Ma non si lascia scoraggiare e, mentre Elvira dà alla luce l'attesissimo primo erede, Jaume si avventura nella città alla ricerca della sua occasione. La troverà commerciando in stoffe: prima raccogliendo gli scarti degli altri, poi solcando il Mediterraneo infestato dai pirati saraceni con un manipolo di amici fedeli, e infine stabilendo una florida impresa. Sul suo cammino, però, inaspettata, trova anche la grande passione: l'aristocratica Bianca, bellissima e altera, che gli potrà concedere solo sporadici e infuocati incontri clandestini. Diviso tra l'affetto di moglie e figli e l'amore per Bianca, Jaume resta invischiato nel segreto del suo peccato. 

Coia Valls con questo libro ci fa fare un viaggio: ci prende per mano e ci porta nel Medioevo, esattamente nel 1320, a Barcellona e ci racconta la storia di un mercante - Jaume Miravall - e della sua famiglia.
Assistiamo alle sue imprese per diventare un mercante influente, alle sue scelte - giuste o sbagliate - per proteggere la sua famiglia e renderla importante.
Un romanzo storico che porta a navigare per mari verso rotte sconosciute mercanteggiando merci, ma anche vite umane ed il futuro delle persone.
Con uno stile che permette di entrare a pieno nel periodo storico in cui le vicende sono narrate l'autrice ha saputo creare un intreccio di vite ed avvenimenti capaci di far leggere queste più di 450 pagine senza mai un attimo di noia, tenendo l'attensione del lettore sempre alta, grazie anche ai diversi colpi di scena che vengono disseminati qua e là.
Facilissimo affezionarsi ai personaggi di questo romanzo. Personaggi che credo siano lo zoccolo duro di questo libro; tutti, dal più importante uomo di chiesa, al più misero ed umile servo sono cararatterizzati in modo splendido, ognuno con una propria connotazione, con le proprie caratteristiche, con la propria storia.
Jaume Miravall, mercante, partito dal nulla, che con la sua tenacia riesce a diventare una figura influente nella città di Barcellona ma anche altrove. La sua personalità è sicuramente ben delineata e lo porta, nel romanzo, ad esserne spesso condizionato. Scelte d'impeto, come la passione prorompente per Blanca, figlia di una delle più importanti famiglie della città, saranno spesso mezzi con cui verrà manovrato e che lo porteranno ad un passo dal perdere tutto.
Elvira, moglie di Jaume, la conosciamo incinta del suo primo figlio e spaventata, come tutte le neomamme ad un passo da quello che sarà il momento più importante della propria vita. Da sempre dovrà convivere con la consapevolezza di non essere l'unica nel cuore del marito e lo farà con una forza che solo le donne hanno, dedicando tutta se stessa alla famiglia, ai figli, ed anche ad un'attività tutta sua che il marito le consente di intraprendere.
Narcis, primo figlio della coppia; un fisico debole già dalla nascita ed un animo da artista che lo porterà a guardare il mondo che lo circonda con un occhio diverso ed attento.
Abelard, quel fagottino che conosciamo nella primissima pagina del romanzo, quando Jaume varca la soglia di casa portandolo tra le braccia e facendolo così entrare ufficialmente a far parte della sua famiglia. Un fisico forte il suo - esattamente il contrario di quello del fratello - ed un animo avventuruoso, guerragliero ed impetuoso.
Alexia, l'ultima nata, la più piccola della famiglia. Un rapporto conflittuale con la madre che non le permette di conoscere gli affari importanti della famiglia perchè donna. Ma lei non è come Narcis. In lei alberga il fuoco della conoscenza, quella che la rende curiosa verso il lavoro del padre, verso le terre lontane, verso fli affari della famiglia.
Blanca - l'amante - una donna intraprendente ed affascinante cui Jaume non riesce a resistere. Un'animo da ribelle il suo che però non le permetterà di avere quello che più desidera dalla vita.
E poi ci sono i tantissimi personaggi di contorno: Margarida, sorella di Elvira;  Mateu, proprietario del forno della città; Bernat, fabbro ed amico fidato di Jaume; lo Zoppo di Blanes, uno dei migliori aituanti del mercante capace di aiutarlo a fare fortuna e infine gli accattoni, coloro che lavorano per Jaume permettendogli di crescere e diventare competitivo nel suo lavoro.
La bravura dell'autrice ci permette di conoscere a fondo ognuno di loro, di immaginarceli nell'aspetto e nelle caratteristiche umane.
Un intreccio di vite e situazioni creato in modo perfetto, capace di dare un quadro completo di un pezzo di storia, di un tipo di società che solo grazie ad opere così magistrali - seppur romanzate - possiamo immaginare provando ad immedesimarci.
Un romanzo che mi ha affascinato senza riserve.
Unico appunto che mi sento di fare sono alcune situazoni importanti che avrei preferito vedere approfondite ed altre meno importanti in cui invece ho avuto l'impressione che siano state un po' trascinate.
Un libro che mi porterò nel cuore per molto tempo, un po' come mi porto I pilastri della terra di Ken Follett.
Ovviamente è un romanzo storico, adatto quindi a chi questo genere lo apprezza; non ci troverete ovviamente suspance o brividi. Immaginate invece di prendere in mano un album fotografico di una famiglia del 1300 - immaginate anche che la fotografia fosse già esistita eheheh - e di sfogliare qull'album sentendone anche raccontare magistralmente la storia da qualcuno che quella famiglia l'ha conosciuta veramente; perchè è questa la sensazione che se ne ha!
Solo in questo modo non ne rimarrete delusi.
Cosa ve ne pare? Vi piacciono i romanzi storici? Avete letto questo libro?

VOTO: 



venerdì 19 giugno 2015

Letture geograficamente sparpagliate #2 - Il mercante di stoffe di Coia Valls

Buongiorno, come state? Dopo un mese e mezzo siamo tornate attive e vi proponiamo un'altra puntata della nostra rubrica condivisa. Cosa sono le "Letture Geograficamente Sparpagliate"? Una volta al mese scegliamo - estraiamo un libro che più o meno potrebbe interessare tutte o quasi, scriviamo una piccola recensione e la pubblichiamo in un unico post, in modo che voi lettori possiate avere tanti pareri al prezzo di uno. 

Questo mese abbiamo un sacco di novità da comunicarvi: è entrata a far parte di questo pazzo gruppo un'altra Laura, (perché two...is mei che uan!!!) che ha subito accettato la sfida, nonostante questa lettura non fosse proprio nelle sue corde; e la nostra adorata Cuore Zingaro ha deciso di "emanciparsi", aprendo un blog tutto suo (non troverete più quindi "Il venerdì di Cuore" ospitato dal blog la Libridinosa).
Salvia e Stefania hanno gettato la spugna, la prima perché lo scorso mese era in piena "crisi del lettore", mentre l'Annusatrice di libri, a causa di impegni di forza maggiore non ha avuto proprio il tempo materiale. Speriamo che non ci abbandonino anche il mese prossimo.

Questo libro è stata una scelta combattuta, ma alla fine, dopo qualche scambio di opinioni, ha avuto la meglio sugli altri.

Sono certa che questo post vi divertirà: il voto più basso è un 1 e mezzo e quello più alto è un bel 5, insomma ce n'è per tutti i gusti!! Qui sotto potrete trovare la scheda del libro con la sinossi e a seguire i commenti delle LGS.
  
Titolo: Il mercante di stoffe
Autore: Coia Valls
Casa Editrice: Sperling & Kupfer
Pagine: 457
Prezzo: 18,90€ - 10,90€ Pickwick
Pubblicazione: 2013

SINOSSI: Nel 1320 Barcellona è in fermento: sorgono palazzi, fioriscono commerci, le strade si riempiono di viaggiatori provenienti da tutto il mondo. Le vie traboccano di profumi esotici e spezie, di stupendi tessuti e di scintillanti gioielli cesellati dagli orafi di tutta Europa. Una città così nuova e attiva offre mille occasioni a un giovane intelligente e pronto a tutto. Come Jaume Miravall. Che vuole diventare un ricco mercante e fondare una grande famiglia. Due imprese ambiziose, due obiettivi che richiedono coraggio, lavoro, astuzia e fortuna. E che possono essere messi in pericolo dai segreti e dai peccati di un uomo. Quando arriva a Barcellona, insieme con la dolcissima moglie Elvira, Jaume deve accontentarsi di vivere in un miserabile quartiere dove tradimento, malvagità e morte fanno parte indissolubile del paesaggio. Ma non si lascia scoraggiare e, mentre Elvira dà alla luce l'attesissimo primo erede, Jaume si avventura nella città alla ricerca della sua occasione. La troverà commerciando in stoffe: prima raccogliendo gli scarti degli altri, poi solcando il Mediterraneo infestato dai pirati saraceni con un manipolo di amici fedeli, e infine stabilendo una florida impresa. Sul suo cammino, però, inaspettata, trova anche la grande passione: l'aristocratica Bianca, bellissima e altera, che gli potrà concedere solo sporadici e infuocati incontri clandestini. Diviso tra l'affetto di moglie e figli e l'amore per Bianca, Jaume resta invischiato nel segreto del suo peccato.

IL COMMENTO DI CUORE (Il cuore in un libro) :

 
Che onore partecipare al secondo appuntamento con le Letture Sparpagliate, è un piacere avervi qui a  condividere con noi i pensieri sul libro votato e scelto dalle LGS: Il Mercante di stoffe di Coia Valls.
Premetto che il romanzo storico non rientra tra i generi che prediligo, ma essendo una lettura condivisa, l'ho affrontata positivamente.
Il romanzo ha suscitato in me emozioni contrastanti: ho trovato alcune parti prolisse, che sembravano essere messe li per allungare il numero delle pagine, che mi hanno annoiata, d'altro canto ho apprezzato lo stile scorrevole dell'autrice, l'ambientazione, l'affascinante Barcellona del 1300, i personaggi così ben definiti da prendere vita, ho adorato quelli femminili, l'ambizioso mercante e le sue conquiste mi hanno colpita.
Qualche colpo di scena in più non mi sarebbe dispiaciuto, ma forse questo è un genere che non lo richiede, posso comunque affermare che questa lettura è perfetta per gli amanti dei romanzi storici.
La mia recensione completa sarà sul blog il 26 giugno.
IL COMMENTO DI DANIELA ( Un libro per amico):

 
Un romanzo storico che porta a navigare per mari verso rotte sconosciute mercanteggiando merci, m anche vite umane ed il futuro delle persone.
Con uno stile che permette di entrare a pieno nel periodo storico in cui le vicende sono narrate l'autrice ha saputo creare un intreccio di vite ed avvenimenti capaci di far leggere queste più di 450 pagine senza mai un attimo di noia, tenendo l'attensione del lettore sempre alta, grazie anche ai diversi colpi di scena che vengono disseminati qua e là.
Facilissimo affezionarsi ai personaggi di questo romanzo. Personaggi che credo siano lo zoccolo duro di questo libro; tutti, dal più importante uomo di chiesa, al più misero ed umile servo sono cararatterizzati in modo splendido, ognuno con una propria connotazione, con le proprie caratteristiche, con la propria storia.
La bravura dell'autrice ci permette di conoscere a fondo ognuno di loro, di immaginarceli nell'aspetto e nelle caratteristiche umane.
Un intreccio di vite e situazioni creato in modo perfetto, capace di dare un quadro completo di un pezzo di storia, di un tipo di società che solo grazie ad opere così magistrali - seppur romanzate - possiamo immaginare provando ad immedesimarci.
Un romanzo che mi ha affascinato senza riserve.
Unico appunto che mi sento di fare sono alcune situazoni importanti che avrei preferito vedere approfondite ed altre meno importanti in cui invece ho avuto l'impressione che siano state un po' trascinate.

 
IL COMMENTO DI LAURA (La biblioteca di Eliza):


Non mi tiro indietro davanti ad un nuovo autore/autrice o un genere diverso da quelli che di solito leggo, anzi mi piace buttarmi nella mischia e scoprire qualche novità. E così è stato per Il mercante di stoffe. Letta la trama immaginavo non fosse il mio genere, tuttavia… non si sa mai! Ecco, ora è ufficiale, non è il mio genere. Il libro mi ha annoiato a morte. La storia è interessante ma troppo piatta per i miei gusti. I vari eventi che costellano la vita del mercante Jaume e della sua famiglia non mi ha coinvolta. Ogni pagina che giravo speravo in qualcosa che mi stupisse… ma niente. Se a questo aggiungiamo un’ambientazione, geografica e temporale, che mi piace poco ecco… diciamo che non è il libro che fa per me!


IL COMMENTO DI LAURA (La Libridinosa):


Quello che mi ha maggiormente colpito di questo romanzo è la capacità con cui l'autrice riesce a descrivere luoghi e personaggi in maniera talmente veritiera che si ha la sensazione, durante la lettura, di poter toccare tutto con mano, di percepire gli odori delle spezie, i colori delle stoffe; sembra quasi che i personaggi interagiscano con noi, raccontandoci le loro vite, le loro emozioni, le loro sensazioni.
Ambientato in un'epoca talmente lontana che la lettura potrebbe quasi spaventare, questo romanzo riesce a penetrare nell'anima del lettore e si fatica davvero a staccarsene.
I personaggi sono perfetti: pregi e difetti contraddistinguono ognuno di loro e, durante la lettura, ci si trova a parteggiare per l'uno o per l'altra a seconda degli eventi.
La scrittura di Coia Valls è davvero scorrevole, piacevole, precisa, ma mai noiosa. 
Una storia che scorre veloce e che si legge davvero volentieri!
Allora che ne pensate? A chi di noi va la vostra simpatia? Siamo curiose di conoscere il vostro pensiero, proprio perché questo libro è stato odiato oppure amato alla follia! De gustibus...non disputandum est.
Alla prossima,

Alla prossima,
Salvia, Cuore, Dany, Laura, Laura, Stefania

sabato 2 maggio 2015

Letture Geograficamente Sparpagliate #1 - Se mi vuoi bene di Fausto Brizzi

Buongiorno lettori adorati come state? Siete in giro approfittando del ponte del primo maggio oppure a casa in tolale relax? Beh, spero che in ogni caso possiate trovare il tempo per dara un'occhiata a questo post, il primo in assoluto della rubrica Letture Geograficamente Sparpagliate
 

Vi ricordate che qualche tempo fa io e le mie amiche blogger LGS abbiamo pubblicato un post per presentarvi questa nuova rubrica condivisa? Nel caso l'abbiate perso, oppure, per tante ragioni non rammentiate più di cosa si tratti, cliccate qui .
Oggi uscirà contemporaneamente sui nostri quattro blog il medesimo articolo: ovvero una raccolta di mini-recensioni della lettura comune di questo mese.

Vi ricordo i blog che aderiscono all'iniziativa:
Dunque stavamo parlando proprio del libro del mese, ovvero "Se mi vuoi bene" di Fausto Brizzi. Se proprio dobbiamo essere oneste, qualcuno ha obbligato consigliato caldamente di leggere questo libro come prima lettura per la rubrica. Non abbiamo avuto molta scelta, quindi, a orecchie basse abbiamo accettato questo consiglio. Adesso scoprirete se abbiamo "strangolato" le dittatrici oppure se le abbiamo ringraziate per averci fatto scoprire un romanzo interessante!
Titolo: Se mi vuoi bene
Autore: Fausto Brizzi
Casa Editrice: Einaudi
Pagine: 256
Prezzo: 18,00€
Pubblicazione: 6 marzo 2015


IL COMMENTO DI SALVIA (Desperate Bookswife) :  

Ammetto di non aver mai desiderato leggere "Cento giorni di felicità", sarò un po' razzista, ma le copertine bianche troppo minimal mi incutono timore. E' stato così per Bianchini e il suo peperoncino (che però poi ho amato) e la mia presa di posizione è continuata con Brizzi e la Ciambella. Ho dovuto ricredermi, per l'ennesima volta il mio sesto senso femminile ha fatto cilecca (che io, in fondo non sia donna?????). L'autore si è fatto amare dai primi capitoli, facendomi sorridere, nonostante il tema non fosse dei più allegri. E' riuscito a farmi immedesimare nel protagonista e nei suoi problemi, inconcepibili per la maggior parte del mondo. La depressione è al centro di tutta la storia, perchè è ancora oggi un argomento delicato, per tanti non è nemmeno considerata una malattia, e andare dallo psicologo è quasi imbarazzante: se sei ai primi stadi, sei solo giù di morale, se arrivi a tentare il suicidio o addirittura a toglierti la vita sei un esibizionista o proprio un pazzo. Come lo stesso Brizzi dice: "Se mi fossi rotto il femore avrei avuto tutti al mio capezzale, ma sono depresso e nessuno sembra avere del tempo da dedicarmi". Questa storia mi ha regalato speranza e buon umore, perchè Diego, come la Fenice, è rinato praticamente dalle sue ceneri. Una lode speciale all'autore che ha saputo trattare un argomento delicato con la giusta ironia in modo da renderlo appetibile a tutti senza cadere nel patetico e nello scontato. Amore a prima vista.


IL COMMENTO DI LAURA (La Libridinosa):

La recensione completa di Laura la trovate qui


Fausto Brizzi, che ho scoperto ed amato con il suo primo romanzo, Cento giorni di felicità, è riuscito, anche questa volta, a sorprendermi.
Con una grande delicatezza, con la sua solita ironia, Brizzi riesce a trattare un argomento delicato come la depressione, con la giusta prospettiva. 
Un uomo di mezza età che, improvvisamente, si rende conto di aver perso tutto: un divorzio, un rapporto blando con i due figli, gli amici che hanno le loro vite, i loro impegni e non si accorgono di quanto tu stia male. E così la depressione avanza, si vede tutto sempre più nero, non si ha voglia di alzarsi da letto, figuriamoci di uscire e vedere gente. Finché, al culmine, nonostante uno psicoterapeuta che dovrebbe essere d'aiuto, si tenta il suicidio.
Ecco, questo è ciò che mi ha colpito di questo libro. Perché la depressione, anche se pare che certa gente proprio non lo capisca, è una MALATTIA. E come tale Brizzi ce la presenta. E come da quasi tutte le malattie, è vero, si può guarire. Ma non si guarisce da soli e avere accanto gente che ti ripete "ma dai, sei solo giù di morale, tutto passa", non fa altro che spingerti sempre più in fondo al baratro.
Il punto di svolta di questa storia arriva nel momento in cui, toccato il fondo, il protagonista si trova, per sua fortuna, ad avere a che fare con due estranei che lo aiuteranno a fare del bene. Perché c'è una grande differenza tra voler bene e fare del bene!


IL COMMENTO DI DANIELA ( Un libro per amico):




Fausto Brizzi, un nome che mi veniva consigliato allo sfinimento e da cui io mi tenevo alla larga come il diavolo con l'acqua santa. Non so perchè, ma già dal suo Cento giorni di felicità con quella ciambellona smangiucchiata in copertina mi sembrava non adatto a me; in più tutti questi sentimentalismi nei titoli tendono normalmente a farmi scappare a gambe levate perchè è facile cascare nella banalità. Ma quanto mi sbagliavo??????
Ho trovato in questo libro sia i sentimentalismi che mi aspettavo - che sono una minimissima parte e per niente fastidiosi anche per chi come me preferisce libri più noir - sia una profondità nell'affrontare  determinati temi che mi ha decisamente sorpreso.
La protagonista indiscussa è la depressione, un tema difficile che necessita una sensibilità tale da non far cadere un libro nella superficialità e nella banalità. Sensibilità che Brizzi, senza ombra di dubbio, ha. Una scrittura scorrevole, fresca, capace di toccare le corde più profonde del cuore con una storia per niente banale e ricca di spunti di riflessione. Che dire? A questo punto mi sa che mi toccherà fare la conoscenza anche della ciambellona smangiucchiata leggendo il libro precedente di questo autore! Un grazie di cuore alle mie LGS che mi hanno obbligato caldamente consigliato di intraprendere questa lettura!


IL COMMENTO DI STEFANIA (La ragazza che annusava i libri):

La recensione completa di Stefy la trovate qui



Dopo aver letto, e amato, Cento giorni di felicità aspettavo con impazienza il secondo libro di Fausto Brizzi che, per quanto mi riguarda, si è rivelato una conferma.
Brizzi ha una capacità straordinaria: affrontare tematiche forti e dolorose suscitando lacrime ma soprattutto sorrisi. I dolori di cui Brizzi ci parla non sono melodrammi, sono  sofferenze che si trasformano in occasioni, discese che diventano salite, buio oltre il quale si intravede sempre una flebile luce.
E con grande sensibilità riesce anche stavolta a trattare un tema delicato senza edulcorarlo né banalizzarlo.
Il protagonista di Se mi vuoi bene, Diego Anastasi, ha quarantasei anni, due figli e un divorzio alle spalle, quando nella sua vita sopraggiunge un’inquilina inaspettata: la depressione.
Diego inizierà a precipitare in un abisso senza fine e si accorgerà di poter tornare in superficie solo uscendo da se stesso per dedicarsi agli altri. Gli altri, gli affetti, gli amici, i suoi figli, diventeranno la sua ciambella di salvataggio. Perché in fondo esiste solo una medicina in grado di curare tutti i mali. Senza di lei, niente di quello che facciamo ha senso per davvero. Si chiama amore.



IL COMMENTO DI CUORE (Il venerdì di Cuore)




Fausto Brizzi è un autore molto speciale, perché oltre ad avere la capacità di scrivere con uno stile scorrevole e piacevole, ha il dono di saper trattare argomenti importanti con quel pizzico d’ironia che non fa deprimere il lettore, ma lo fa commuovere con il sorriso sulle labbra.
Cento giorni di felicità è il suo primo lavoro, letto in un periodo particolare, mi sono sentita molto vicina al protagonista che tutt’ora ricordo con affetto e intensità, quindi entusiasta, mi sono gettata a capofitto nella lettura di “Se mi vuoi bene”, con altissime aspettative e convinta che Faustino non mi avrebbe deluso.
Questo romanzo non è all’altezza del primo senza dubbio, ma anche qui l’autore ha saputo trovare la chiave per aprire il mio cuore, nonostante abbia suscitato in me reazioni diverse: l’ho apprezzato nella prima parte, odiato nella seconda, e amato nell’epilogo.
Bellissimo l’incipit, dove il protagonista Diego, ci porta ironicamente al fulcro della storia, ricordando quanto era bello essere bambini e stare a casa da scuola coccolati dalla mamma, mangiando la mela grattugiata, dopo che il termometro, appoggiato delicatamente sulla lampadina calda della abat jour, segnava 38 di febbre.
Toccante è la parte che parla dei nonni, presenti a 360° nella vita di Diego, maestri di vita e dispensatori di amore incondizionato.
Poi ci si ritrova adulti e i problemi diventano la causa di una tristezza cronica, la depressione.
Questa parte del libro mi ha procurato una certa insofferenza: non sopporto le persone che si piangono addosso, che non reagiscono, che ogni scusa è buona per farsi compatire e per non lottare, che arrivano al suicidio.
Io faccio parte di quella cerchia di persone che non sopporta i depressi, che ignora le cause di questa malattia e che crede fermamente che stando con le mani in mano o sdraiati in un letto sia impossibile guarire.
Brizzi è stato bravissimo in questo, nel fare chiarezza su certi aspetti della malattia, confermando ciò che ho sempre saputo: dalla depressione si guarisce.
La terza parte l’ho amata, l’ho fatta mia ancor di più, ritrovando un Diego nuovo, aperto alla guarigione, la volontà di tornare a vivere lo spingono a mettere in atto un “piano” che comprende i suoi familiari ed amici; vuole far loro del bene e tenta di aiutarli nelle situazioni di difficoltà che incontrano nella loro quotidianità, chiedendo l’aiuto di Gianandrea e Massimiliano, gli amici del negozio di chiacchiere, un luogo dove chiunque può trovare conforto, comprensione e consigli.
Il finale è meraviglioso, e anche se in parte un po’ scontato, l’amicizia sincera e corrisposta hanno sempre un effetto positivo su di me, e ha colpito nel segno raccontando l’amore come la cura per ogni stato d’animo, pensiero affine al mio.
“Non è in pasticche, né in fiale, né in polvere, è diffusa nell’aria come l’ossigeno, a disposizione di chi la sa riconoscere. Senza di lei, niente di quello che facciamo ha senso per davvero. Si chiama amore.”
Ringrazio le mie amiche LGS per questa lettura comune, amo condividere i miei pensieri con voi e con i lettori, vi lascio con la certezza che ce ne saranno altre, perché la passione per i libri è il sigillo che racchiude la nostra amicizia.

Che cosa ne pensate di questa nuova Iniziativa? Siete soddisfatti dei nostri pareri? Direi  che siamo tutte felici di aver letto questo romanzo, che è stata una conferma per alcune, sulla capacità di scrittura dell'autore, e una piacevole scoperta per le altre, che molto probabilmente si butteranno a capofitto su "cento giorni di felicità".

Alla prossima,
LGS