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lunedì 24 febbraio 2020

Recensione #344 - Il museo delle promesse infrante di Elizabeth Buchan

Buongiorno lettori e buon lunedì! Settimana strana questa, con allarme coranavirus in Lombardia. Come va dalle vostre parti? Siete preoccupati? Io più per il programma scolastico che mio figlio dovrà recuperare quando rientrerà a scuola che per il virus in sè...
Ma torniamo al blog, oggi torno con una nuova recensione, quella del libro Il museo delle promesse infrante di Elizabeth Buchan edito da Nord, pag. 396.

Trama: Esiste un museo, a Parigi, dove non sono custoditi né quadri né statue. In questo museo si conservano emozioni: ogni oggetto - un vecchio telefono, una scarpetta bianca, un biglietto del treno - è infatti il segno concreto di un amore perduto, di una fiducia svanita, di una perdita. Cimeli donati da chi vorrebbe liberarsi dei rimorsi e andare avanti. Come la curatrice, Laure, che ha creato il Museo delle Promesse Infrante per conservare il suo ricordo più doloroso: quello della notte in cui ha dovuto dire addio al suo vero amore. Quando Laure lascia la Francia e arriva a Praga, nell'estate del 1986, ha l'impressione di essere stata catapultata in un mondo in cui i colori sono meno vivaci, le voci meno squillanti, le risate meno sincere. Poi capisce: lì, la gente è stata costretta a dimenticare cosa sia la libertà. Eppure qualcuno non si rassegna. Come l'affascinante Tomas, incontrato per caso a uno spettacolo di marionette. Per lui, Laure è pronta a mentire, lottare, tradire. Ma ancora non sa di cosa è capace il regime, né fin dove lei dovrà spingersi per salvarsi la vita. Laure si è pentita amaramente della scelta che ha dovuto compiere tanti anni prima ed è convinta che non avrà mai l'occasione per sistemare le cose. Eppure ben presto scoprirà che il Museo delle Promesse Infrante è un luogo in cui le storie prendono nuovo slancio, spiccano il volo verso mete inaspettate. E magari ricuciono i fili strappati dal destino. Come quelli che la legano a un uomo che aspetta solo un cenno per mantenere la sua promessa...

Questo libro mi ha ispirato dalla sua uscita. Lo avevo adocchiato grazie ad un gruppo di lettura che alcuni blogger hanno organizzato su Instagram. Sapevo che molti erano rimasti delusi da questa lettura ma ho voluto farmi una mia idea quindi eccomi qui.

lunedì 23 gennaio 2017

Recensione #166 - Pietra è il mio nome di Lorenzo Beccati

Buogiorno readers e buon lunedì. Ho tantissime recensioni arretrate quindi bando alle ciancie vi lascio con quella del libro Pietra è il mio nome di Lorenzo Beccati edito da Tea, da catalogo NORD, pag. 312

Sinossi: Genova, 1601. La chiamano la Tunisina. La disprezzano. La temono. Ma è a lei che i genovesi si rivolgono se hanno bisogno d’aiuto. Perché quella donna sfuggente è una rabdomante: sa ritrovare gioielli rubati, persone scomparse; riesce a smascherare ladri, truffatori e assassini. Tutti credono sia la custode di un potere arcano; in realtà, il potere di Pietra sta nella sua mente acuta e nella dolorosa consapevolezza che il mondo degli uomini non ammetterebbe mai di essere inferiore a una semplice donna.
Questa volta, però, l’incarico che attende Pietra è diverso da qualsiasi altro. Mentre Genova è in preda alla frenesia del carnevale, viene ritrovato il cadavere di una giovane, massacrata a morte e, lì accanto, c’è una bacchetta da rabdomante che sembra indicare Pietra come autrice del delitto. Per dimostrare la propria innocenza, Pietra inizia quindi a indagare e, ben presto, si rende conto che quell’omicidio sta riportando in superficie antichi e terribili rancori. Adesso per Pietra è giunto il tempo di affrontarli, di risalire alla sorgente nascosta del male. Prima che l’assassino torni a colpire. Prima che l’assassino torni per lei…
Con una prosa elegante ed evocativa, Lorenzo Beccati ci trasporta tra i carruggi di una Genova inedita e sorprendente, tratteggiata attraverso gli occhi di Pietra, una donna fragile come la speranza e salda come una roccia, contro cui s’infrangono superstizioni e pregiudizi, intrighi e vendette.

 

Da tantissimo tempo avevo questo libro nella mia libreria, mischiato a letture già intraprese e ad altre ancora da iniziare. Complici le challenge cui mi sono iscritta per il 2017 - sono a quota 6 help meeeee - ho ripescato questo romanzo dalle mensole di casa e l'ho letto voracemente negli ultimi giorni del 2016, spaparanzata al sole di una nota località sciistica piemontese, mentre i miei uomini intraprendevano spericolate discese con il bob e con gli sci.
Pietra è il mio nome è un romanzo storico/thriller, ambientato nei carruggi di Genova agli inizi del 1600. Pietra è una rabdomante, che tutti temono, ma anche cercano nel momento del bisogno. Lei è molto intelligente, ma sa che per una donna dei suoi tempi è sempre meglio non mostrare quell'intelligenza e per questo spesso la nasconde dietro quella bacchetta cui tanti chiedono i servigi. Da subito la donna appare cupa e misteriosa ma probabilmente è solo la sua storia ad averla fatta diventare così. Tutti la chiamano la "tunisina" e questo a lei infastidisce; le stesse persone che la convocano per farle ritrovare oggetti, persone scomparse, animali la insultano senza riserve non appena non hanno più bisogno, per evitare di essere ricollegati a lei.
Lorenzo Beccati è molto bravo a ricostruire la Genova del 1600 con i suoi mestieri, le sue collaborazioni, i suoi palazzi ed è altrettanto bravo a creare un mistero capace di intrecciarsi perfettamente alla parte storica del romanzo. Parte integrante della storia sono infatti degli omicidi di donne uccise in  modo brutale, accanto cui viene rinvenuta una bacchetta da rabdomante. Gli omicidi sembrano ricondurre a Pietra e al suo passato e a molti fa comodo.
Per tutto lo scorrere delle pagine ho letto avidamente per scoprire chi fosse l'assassino e per capire il legame di quelle donne con Pietra e con la sua vita.
Sono riuscita a scoprire tutto un po' prima della fine e forse proprio per questo non ho dato un voto più altro a questo libro, nonostante tutto credo che comunque l'autore sia stato capace di creare un buon mistero con tutte le carte in regola.
I personaggi principali sono pochi e ben delineati. Pietra è la protagonista indiscussa della storia ma ci sono altri personaggi che hanno un ruolo importante e ben definito.
Quello che più ho apprezzato di questa lettura resta comunque l'ambientazione e l'atmosfera che si respira, quella capace di portare una storia indietro nel tempo e di farlo con la credibilità necessaria per un romanzo di questo tipo.
Una lettura di fine anno piacevole che consiglio agli amanti dei romanzi storici.

 
 VOTO: 






lunedì 5 settembre 2016

Recensione #145 - La felicità è una pagina bianca di Elisabeth Egan

Buongiorno lettori e buon lunedì. Come state? Oggi primo giorno di lavoro per me dopo le vacanze, inutile dire che non ho voglia per niente ma tant'è, o si lavora o non si mangia... che già anche lavorando non è che si navighi nell'oro!!! Sono nuovamente con voi con una recensione, visto che devo recuperare quelle delle letture di agosto! Vi lascio il mio pensiero su La felicità è una pagina bianca di Elisabeth Egan edito da Nord, pag. 414

Sinossi: Quando qualcosa non va, Alice Pearse cerca rifugio nella lettura. È sempre stato così; fin dalla più tenera infanzia, per Alice i libri sono isole felici dove potersi rilassare, mondi in cui perdersi, tesori da amare. E, adesso che si è trovata all'improvviso con un marito disoccupato, tre bambini da mantenere e un mutuo da pagare, i libri sono diventati letteralmente la sua ancora di salvezza: è infatti grazie alla sua fama di book blogger che le viene offerto un impego da Scroll, una potente società che vuole lanciare una catena di caffè dove tutti gli amanti della lettura possono sprofondare nelle comode poltrone, consultare uno sterminato catalogo di e-book e leggere. Nonostante le feroci proteste della sua migliore amica, proprietaria della libreria del quartiere, alice decide di accettare, tuttavia non le ci vuole molto per rendersi conto che gestire la famiglia con un lavoro a tempo pieno è molto più difficile di quanto non si sarebbe aspettata, e che dietro l'apparenza da paese delle meraviglie, Scroll nasconde un lato da incubo. Eppure alice non si scoraggia: in fondo, a volte, per trovare la felicità basta girare pagina. E avere fiducia nei libri.
Ho letto questo libro per l'iniziativa #librosparpagliato blogger edition, in cui un libro passa di mano in mano a diverse blogger che oltre a leggerlo lo commentano lasciando pensieri, bigliettini, insulti all'autrice o ai penrsonaggi; se non fosse stato per questo sarei stata lontana anni luce da questa lettura ed avrei solamente fatto bingo. Eh già, come sapete generalmente scappo a gambe levate davanti ai libri che promettono di parlare di libri perchè generalmente - ultimamente almeno - la fregatura è dietro l'angolo. Qui è grossa come una casa!

La sinossi prometteva bene, ci si sarebbe anche potuti aspettare un po' di leggerezza e divertimento, mentre io ho trovato in questa lettura solo noia e una grande quantità di banalità.
Più di quattrocento pagine in cui ho atteso con impazienza che tutto finisse. Più di quattrocento pagine che sarebbero tranquillamente potute essere la metà, se non un quarto!
I personaggi - a parte il povero padre della protagonista che risulta a tratti spassoso - sono assurdi ed antipatici, ma antipatici non ai fini della storia - che allora lo avrei capito - antipatici ed assurdi senza una ragione! Alice, che la sinossi promette essere una lettrice accanita e book blogger, avrebbe in realtà potuto amare l'uncinetto o il punto croce che il libro non avrebbe perso nulla.
È vero, la conosciamo madre di tre figli con un lavoro part time a You, una rivista in cui si occupa di recensire libri ma durante la narrazione non legge praticamente mai.
Si trova poi ad essere assunta aa Scroll, una stat-up che promette al mondo sale di lettura e vendita di ebook che sembra più una setta di pazzi sciroccati e in cui lei si ritrova in realtà a fare tutto tranne che occuparsi di libri. La sua antipatia non aiuta, risuta a tratti odiosa, e assolutamente inutile, non aggiunge nulla ai fini della storia ma fa aumentare in modo esponenziale il nervoso di chi, come noi poveri lettori, si trova tra le mani questo libro.
Vogliamo parlare di Nicholas, il marito di Alice? Niente fu più azzeccato del detto "Dio li fa e poi li accoppia!". Lui è avvocato tirocinante che si ritrova senza lavoro per aver scagliato un PC contro al muro quando il capo gli comunica che non lo faranno diventare socio dello studio.
Una situazione del genere nella trama potrebbe rappresentare una svolta, lui sembra apparentemente prendere in mano la situazione decidendo di aprire uno studio in proprio anche se con grandi sacrifici. Bene, vi direte, un uomo propositivo...
Macchè, un uomo senza palle - posso dirlo? Ok l'ho detto! - che si comporta da parassita e si mette a bere diventando un alcolizzato. Tre bambini che crescono praticamente con la baby sitter ed un corollario di personaggi uno più assurdo degli altri.
Lo stile - nonostante fortunatamente le pagine scorrano - è prevelentemente noiso e la storia è infarcita da nomi di marche - inutili per la trama ma che urtano in modo profondo - e di parti che sembrano messe lì a caso, per riempire spazio, senza capo nè coda.
La storia in sè è banale e privo di particolari avvenimenti ed i pochi che ci sono sono assolutamente prevedibili. Insomma, per quanto mi riguarda tempo buttato per un libro che ho già archiviato e che spero di dimenticare presto. 
Ovviamente questo è il mio modestissimo parere e, se lo avete letto, sarei felicissima di conoscere anche il vostro.

 VOTO: 


venerdì 22 gennaio 2016

Chi ben comincia #105 - Pietra è il mio nome di Lorenzo Beccati

Buongiorno lettori e buon venerdì! Torna dopo la pausa natalizia la rubrica Chi ben comincia, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri.
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Dopo il mio raid in libreria dello scorso sabato ho cercato notizie in rete su un acquisto in particolare: Pietra è il mio nome di Lorenzo Beccati edito da Tea catalogo Nord. Dopo aver trovato pareri assolutamente opposti tra loro mi sono ancora di più incuriosita quindi ho penasto che questa rubrica fosse il modo migliore per iniziare a farmi un'idea su questo libro.
 
REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti


Genova, 2 marzo 1601,
venerdì di carnevale
 
Come da occhi di demoni, le fiamme escono dalle due finestre più in alto del palazzo dei conti de Negri in vico Lepre. Vorticando, colonne di fumo raggiungono il tetto e salgono nel cielo di una notte senza nuvole.
Per strada, nessuno si accorge di nulla. I genovesi sono impegnati a festeggiare « il carnevale dei folli », tirandosi arance e limoni e inseguendosi lungo i carruggi. Un gruppo di musici suona all’angolo di una strada e un bambino corre dietro ai passanti per chiedere un obolo.
« Una moneta per la musica e una per gli angeli! »
Alcuni giovani ballano e fanno giravolte, ubriachi d’allegria. Da un carro in movimento, delle bambine, vestite da ancelle, lanciano sui passanti petali di rosa e ridono, come se fosse una marachella.
Solo una figura scura, un’ombra di ragazza alta e magra, addossata al muro della casa di fronte all’edificio che brucia, tiene gli occhi chiari da gatta triste sulle lingue di fuoco che, strisciando, hanno invaso la parte alta del palazzo. Sembra che il suo sguardo alimenti le fiamme. Ha un volto affilato che mostra appena i suoi ventidue anni. Indossa una veste nera che non disegna le forme del corpo e uno scialle che copre le spalle ossute e leggermente curve. Una cintura le cinge la vita sottile, ma senza stringere. I capelli corvini sono raccolti con impegno sulla parte bassa della nuca. Ha labbra carnose e una fossetta le nasce al centro di una sola guancia ogni volta che sorride. Non capita spesso. Le dita sono affusolate e l’indice è lungo quanto il medio. E di una bellezza non convenzionale e non usa belletti per esaltarla. Il suo nome e Pietra, ma tutti la conoscono come « la Tunisina ». 
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Devo dire che questo incipit mi intriga parecchio! Il periodo storico, la scelta di Genova come ambientazione ed i giorni del carnevale come momento di inizio della storia mi creano un'aspettativa non inderefferente. Anche l'entrata in scena di Pietra con la sua descrizione accurata e misteriosa crea quella suspance giusta che mi piace nei libri. Inizio promosso per quanto mi riguarda, ora sono proprio curiosa di vedere se il resto saprà essere all'altezza. Credo che leggerò presto questo libro!
E voi? Cosa ne pensate?

giovedì 21 gennaio 2016

Recensione #103 - La verità di Amelia di Kimberly McCreight

Buon lunedì carissimi! Come è andato il weekend? Siete già super attivi o, come me, fate fatica ad ingranare? Per rallegrare questo inizio settimana ho pensato di passare di qui a parlarvi, ovviamente, di libri!
Torno con una recensione, quella del libro La verità di Amelia di Kimberly McCreight edito da Tea catalogo Nord, 400 pagine.
Trama: Non è da lei. Mentre si fa largo tra i passanti, Kate Baron ripensa incredula alla telefonata che l’ha costretta a lasciare una riunione decisiva per la sua carriera: dopo essere stata scoperta a copiare, sua figlia Amelia è stata sospesa con effetto immediato dal preside della Grace Hall, uno degli istituti privati più esclusivi di New York. Non è da lei, continua a ripetersi Kate, finché non si trova davanti a una scena sconvolgente. L’ingresso della scuola è bloccato da un cordone di agenti di polizia, vigili del fuoco e paramedici. E la causa è proprio sua figlia. Per la vergogna, Amelia si è suicidata, lanciandosi dal tetto dell’edificio. Col suo mondo ormai in pezzi, Kate si chiude in un bozzolo di dolore e sensi di colpa, ma alcuni giorni dopo la tragedia riceve un inquietante SMS anonimo: «Amelia non si è buttata». Cosa significa? Possibile che la verità sia diversa da quella sostenuta dalle autorità scolastiche? Possibile che ci sia un’altra verità? Kate deve saperlo. Deve raccogliere le forze e scandagliare la vita della figlia, una vita segnata da ombre e segreti di cui lei neppure sospettava l’esistenza. E, a poco a poco, una domanda inizia a tormentarla. Chi era veramente Amelia? Solo trovando la risposta, Kate potrà rendere giustizia alla figlia. Solo così riuscirà a porterà alla luce la verità di Amelia.

Libro d'esordio per Kimberly McCreight che, laureata in legge, dopo aver lavorato per diversi anni negli studi più importanti di New York ha deciso di lasciare la professione per dedicarsi esclusivamente alla scrittura.
Sicuramente questo aspetto della vita dell'autrice emerge in modo evidente nella figura di Kate, una delle protagoniste di questa storia. Kate, madre di Amelia, si divide tra il lavoro come avvocato presso un facoltoso studio di New York e il "lavoro" di mamma single. Una vita divisa tra appuntamenti importanti, tailleur alla moda, orari disumani, sgomitate per emergere ed una figlia adolescente bisognosa di attenzioni. Una vita qualunque fino a quel fatidico giorno: una telefonata da scuola che avverte della sospensione di Amelia, la richiesta da parte del preside di andare a prenderla, la corsa per arrivare nel più breve tempo possibile, il traffico, il ritardo. L'arrivo a scuola coincide con un tumulto creato da auto della polizia, un'ambulanza, un corpo adagiato a terra coperto da un lenzuolo.
Amelia è morta. Caduta rovinosamente dal tetto della facoltosa scuola che frequentava. Suicidio? Omicidio? Incidente?
Da subito la questione non è chiara. La polizia chiude il caso come sucidio, in modo veloce ed affrettato, ma la madre di Kate fatica a rassegnarsi a non avere certezze sugli ultimi istanti della vita della figlia. Qualcosa non le torna già dal motivo dell'espulsione; Amelia, da sempre ragazza con la testa sulle spalle e studentessa modello, non copierebbe mai un compito in classe, tantomeno di inglese, tantomeno dedicato alla sua autrice preferita Virginia Woolf.
Con un ritmo incalzante creato dall'alternarsi delle voci narranti il lettore si ritroverà al fianco di Kate nelle fasi salienti delle ricerche. Ma una madre può essere pronta a scoprire ogni più profondo segreto della figlia? Può essere pronta a venire a conoscenza delle minacce cui la figlia giornalmente era sottoposta? Può essere pronta a fare i conti con le proprie mancanze di madre single e donna in carriera? Perchè è a questo che Kate andrà incontro se vorrà sapere la verità: dovrà leggere ogni singolo sms della figlia, cercare in ogni sua singola mail, scavare a fondo nella vita di una ragazza apparentemente tranquilla ed essere pronta ad ogni scoperta, anche le più dolorose.
La scelta fatta dall'autrice è quella, cui accennavo poco fa, di una narrazione doppia. I capitoli si alternano tra Kate ed Amelia. Quelli dedicati a Kate raccontano in terza persona il presente - solo in alcuni veniamo catapultati nel suo passato - mentre quelli dedicati ad Amelia sono invece in prima persona, ed è proprio Amelia a raccontare al presente ed in prima persona le sue giornate fino all'ultimo istante. Scelta particolare questa che permette al lettore di diventare protagonista della vita della ragazzina arrivando a conoscere a fondo ogni suo singolo pensiero ed ogni sua azione. Sarà Amelia che racconterà quindi del rapporto con la madre, di quello con la sua amica del cuore Sylvia, del rapporto virtuale con il suo amico Ben, dell'amore fortissimo per Dylan, delle minacce, delle prove da superare, del bullismo che sarà obbligata a subire e, infine, sarà proprio Amelia a raccontarci la verità sulla sua morte.
L'autrice è molto brava a non far mai perdere al lettore l'attenzione grazie ad un ritmo sostenuto ed anche grazie alla scelta di alleggerire spesso gli spazi tra un capitolo e l'altro con sralci di mail, scambi di sms, stati facebook e post di un blog irriverente i cui post fanno spesso tremare gli alunni della scuola raccontandone le abitudini più nascoste. Tanti i misteri che pian piano emergono su quell'istituto per ragazzi di famiglie benestanti, tanti anche quelli che sembrano affollare le vite di ogni singolo personaggio della storia.
Un lavoro veramente buono per un'autrice al suo primo lavoro.
Unico neo di tutta la questione, che non dipende dall'autrice ma dalla traduzione, sono i tantissimi errori nelle coniugazioni dei verbi: i congiuntivi non sono estinti quindi mi chiedo, perchè non utilizzarli? Ecco, in questo senso mi aspetto che le case editrici si mettano di impegno per garantire al lettore la lettura di un italiano corretto, visto anche il costo che viene investito dallo stesso per comprare un libro.
Detto questo vi chiedo se conoscete questo libro, se lo avete letto e che cosa ne pensate! ;)

VOTO: 

giovedì 15 gennaio 2015

Recensione #42 - Il libro delle anime di Glenn Cooper

Buonasera lettori, come ve la passate? Come sta andando questo nuovo anno? Il mio è ricominciato di corsa come quello vecchio - per fortuna, perchè vuol dire che si lavora!!! - e mi sento già stravolta! 
Vorrei evitare di trascinarmi le recensioni come faccio sempre quindi oggi vi lascio con quella de Il libro delle anime di Glenn Cooper edito da NORD, 421 pagine. Vi avevo presentato questo mio acquisto prima della vacanze natalizie ed è stato il primo libro letto nel nuovo anno. Questo volume è il secondo della trilogia de La biblioteca dei morti che avevo letto anni fa - praticamente appena uscito - e che avevo amato molto. 

Trama: È un libro, un semplice libro antico. Ma custodisce un segreto. Un segreto che è stato scritto col sangue nel 1297, da innumerevoli scrivani coi capelli rossi e con gli occhi verdi, forse toccati dalla grazia divina, forse messaggeri del diavolo. Che è riapparso nel 1334, in una lettera vergata da un abate ormai troppo anziano per sopportare il peso di quel mistero. Che, nel corso del XVI secolo, ha illuminato la strada di un teologo, i sogni di un visionario e le parole di un genio. È un libro, un semplice libro antico. Ma sta per scatenare l'inferno. Perché quel libro è stato sottratto alla Biblioteca dei Morti, la sconfinata raccolta di volumi in cui è riportata la data di nascita e di morte di tutti gli uomini vissuti dall'VIII secolo in poi. 

Difficile parlare di questo libro senza fare rivelazioni sul precedente ma ci proverò. Non vi nego che non è stato semplice rientrare nella storia; dal 2009 ad oggi sono passati cinque lunghi anni e con una media di circa quaranta libri all'anno ne sono passati di libri sotto le mie mani! Ricordavo il filo conduttore della storia, gli avvenimenti principali ma mi mancavano numerosi particolari. Fortunatamente sono stata aiutata sia da ricordi di menti amiche che da Cooper stesso, che a qualche capitolo dall'inizio ha trovato un modo elegante per inserire un bel riassuntone adatto alle menti smemorate come la mia.
Detto questo vi sconsiglio assolutamente di leggere questo secondo volume senza aver letto il primo! Però vi consiglio di leggerli entrambi eh!!! ;)
Se nel primo volume della trilogia il fulcro della storia era l'intera biblioteca in questo caso il fulcro è un libro specifico, un libro che arriva proprio da quella biblioteca: un libro antico, del 1527, messo all'asta da una nota casa d'aste londinese, un libro che attira subito l'attenzione di chi conosce il segreto della biblioteca dei morti!
Uno dei protagonisti è sempre lo stesso: Will Piper, ex agente dell'FBI, che avevamo conosciuto nel primo volume in cui aveva avuto un ruolo fondamentale. Will si troverà ad aiutare due strani personaggi ad ottenere il libro e a scoprire i segreti che ancora non sono stati svelati. Ma, come accennavo prima, loro non saranno gli unici a voler mettere le mani su quell'antico tomo quindi non sarà una cosa semplice e priva di pericoli.Will si ritroverà a fare i conti con due dei suoi peggiori vizi: l'alcool e le donne.
Con il suo stile Cooper riesce a tenere il lettore incollato alla lettura. La trama ricca di mistero sicuramente aiuta a mantenere alta l'attenzione e a mettere il lettore in condizioni di voler scoprire tutti i tasselli mancanti.
Sicuramente questo è un libro di passaggio e si vede. Ricalca sostanzialmente gli avvenimenti avvenuti nell'opera precedente soffermandosi forse un po' di più sulla vita dei personaggi e devo dire che la cosa non mi ha disturbata anzi; se ne La biblioteca dei morti ricordo di aver avuto dei momenti di noia in alcune parti legate a storie di governo e servizi segreti, in questo non è successo ed ho divorato queste più di 400 pagine in pochissimi giorni!
Credo che leggerò entro quest'anno anche l'ultimo capitolo perchè ormai voglio concludere la trilogia anche se ho visto online che le opinioni non sono propriamente posititve.
E voi, cosa mi dite? Avete letto questa trilogia? O magari avete letto altri libri di Cooper?

VOTO:  


lunedì 22 dicembre 2014

Shopping letterario #28

Buongiorno amici, e buon ultimo lunedì prima delle feste. Per prima cosa mi voglio scusare con voi perchè venerdì ero così influenzata che non ho avuto la forza di mettermi al PC per pubblicare Chi ben comincia quindi, anche se con dispiacere, per questa volta salta. Non so neanche bene se riuscirò ad essere costante con quella rubrica sotto le feste natalizie, visto che farò il mega ponte e che dopo natale porteremo nostro figlio in montagna, sulla neve, sperando che si decida ad arrivare!!!
Oggi invece sono qui per una puntata pre-natalizia di Shopping letterario in cui vi mostrerò i miei arrivi digitali - dovuti sempre ai click sulle offerte di amazon - dell'ultimo mese; poi farò una puntatona dopo la befana per mostrarvi invece i regali di Natale, che spero siano composti principalmente da libri!!! :)))
Ma veniamo ai miei ultimi arrivi!

  • Testimone inconsapevole di Gianrico Carofiglio edito da Sellerio editore Palermo, 316 pagine. Era da parecchio che volevo leggere un libro di questo autore e quando ho visto questo - la sua prima opera - in offerta su amazon non ho resistito. Non so cosa aspettarmi visto che in rete si trovano pareri assolutamente opposti.
Trama: È stato ucciso un bambino di nove anni. Il piccolo corpo viene ritrovato nel fondo di un pozzo. Un delitto atroce di cui è accusato un ambulante senegalese, Abdou Thiam, che lavora nella spiaggia vicino la casa dei nonni dove il bambino è solito giocare. Inchiodano il senegalese indizi e testimonianze, ma soprattutto una foto e le dichiarazioni di un barista. Un destino processuale segnato: privo di mezzi, lo attendono una frettolosa difesa d'ufficio e vent'anni con rito abbreviato. Ma è un destino che si scontra con quello di un avvocato in crisi che trova, nella lotta per salvare Abdou in una spasimante difesa, un nuovo sapore alla vita.

  • Il libro delle anime di Glenn Cooper edito da NORD, 421 pagine. Questo libro è il seguito de La biblioteca dei morti che avevo letto appena pubblicato e che avevo amato molto. Come sapete ho sempre paura a leggere i seguiti di romanzi che ho amato per il timore di rimanere delusa, ma visto il costo irrisorio a cui l'ho trovato ho deciso di superare la reticenza.
Trama: È un libro, un semplice libro antico. Ma custodisce un segreto. Un segreto che è stato scritto col sangue nel 1297, da innumerevoli scrivani coi capelli rossi e con gli occhi verdi, forse toccati dalla grazia divina, forse messaggeri del diavolo. Che è riapparso nel 1334, in una lettera vergata da un abate ormai troppo anziano per sopportare il peso di quel mistero. Che, nel corso del XVI secolo, ha illuminato la strada di un teologo, i sogni di un visionario e le parole di un genio. È un libro, un semplice libro antico. Ma sta per scatenare l'inferno. Perché quel libro è stato sottratto alla Biblioteca dei Morti, la sconfinata raccolta di volumi in cui è riportata la data di nascita e di morte di tutti gli uomini vissuti dall'VIII secolo in poi. 
 
  • Tutte le fiabe di Grimm edito da Newton Compton Editore, 552 pagine. In questo caso c'è poco da dire, a volte è bello tornare bambini!!! ;)
Trama:  Pubblicate per la prima volta nel 1812, le fiabe dei fratelli Grimm sono tra i testi più tradotti, ristampati, diffusi e conosciuti della letteratura mondiale. I due studiosi intendevano, trascrivendo storie e leggende tradizionali, costruire una base culturale che aiutasse la fondazione di un’identità comune dei popoli di lingua tedesca. Nel materiale da loro raccolto prevalgono racconti ambientati in luoghi spaventosi dove si svolgono fatti di sangue, i protagonisti sono minacciati da streghe, belve, spiriti, tutti elementi tipici del folklore germanico. Quindi, all’inizio, l’opera non era destinata ai bambini. Furono poi le traduzioni inglesi del 1857 a emendare le fiabe degli elementi più lugubri e drammatici e a dar loro la forma con cui sono giunte fino a noi. Lo straordinario successo e la vastissima divulgazione della raccolta dei Grimm si devono forse alla atemporalità di quanto viene narrato, alla proposizione di una dimensione trasfigurata dove i pericoli più spaventosi vengono superati, il male punito, la virtù ricompensata: temi che corrispondono alla forte esigenza di giustizia ideale presente nell’animo infantile.  


I prossimi due libri che ho preso - a costo zero - sono invece due libri in lingua originale, perchè da sempre mi riprometto di ricominciare a leggere in inglese ed ho pensato che averli sul kindle potrebbe finalmente farmi decidere. 
Buoni propositi per il 2015!!!
 
  • Shopaholic On Honeymoon di Sophie Kinsella, 53 pagine. Un racconto che Sophie Kinsella ha scritto per mostrare la luna di miele inedita di Luke e Becky di I love shopping. Credo possa essere un bell'inizio per la mia ripresa di lettura in lingua!!! Dopo la mezza delusione dell'ultimo uscito ho proprio voglia di ritrovare la vecchia Becky (speriamooooo!!!!). Per chi fosse interessato lo può trovare gratuitamente su Amazon. Vi lascio la descrizione in inglese!
Trama:  The new Mr and Mrs Brandon are on honeymoon, and Becky has big plans! They’ve got a whole year to explore Venice, learn yoga in India, sleep in little wooden huts in South America… maybe even see penguins in the Antarctic. And of course they’ll need to buy just a few essential souvenirs along the way (everyone needs a set of Murano glass goblets, after all). They’re not just tourists, they’re travellers. Becky is sure it is just the thing that Luke needs – time to unwind. He’ll come back a changed man… with all the good bits still intact of course. But it soon becomes clear that Luke has different plans entirely. Can Becky help him let go, or will this little disagreement threaten their whole honeymoon?
  
  • The importance of Being Earnest di Oscar Wilde, 66 pagine. Questa lettura mi ricorda il liceo; proprio a quei tempi lo avevo letto in lingua ed adorato. Anche in questo caso per chi fosse interessato lo può trovare gratuitamente su Amazon. Vi lascio la descrizione in inglese!
Trama:  The Importance of Being Earnest, A Trivial Comedy for Serious People is a play by Oscar Wilde. First performed on 14 February 1895 at the St James's Theatre in London, it is a farcical comedy in which the protagonists maintain fictitious personæ to escape burdensome social obligations. Working within the social conventions of late Victorian London, the play's major themes are the triviality with which it treats institutions as serious as marriage, and the resulting satire of Victorian ways. Contemporary reviews all praised the play's humour, though some were cautious about its explicit lack of social messages, while others foresaw the modern consensus that it was the culmination of Wilde's artistic career so far. Its high farce and witty dialogue have helped make The Importance of Being Earnest Wilde's most enduringly popular play. The successful opening night marked the climax of Wilde's career but also heralded his downfall. The Marquess of Queensberry, whose son Lord Alfred Douglas was Wilde's lover, planned to present the writer with a bouquet of rotten vegetables and disrupt the show. Wilde was tipped off and Queensberry was refused admission. Soon afterwards their feud came to a climax in court, where Wilde's homosexual double life was revealed to the Victorian public and he was eventually sentenced to imprisonment. His notoriety caused the play, despite its early success, to be closed after 86 performances. After his release, he published the play from exile in Paris, but he wrote no further comic or dramatic work

Con questo è tutto! Cosa ne pensate dei miei nuovi arrivi? Ne avete letto qualcuno? Ditemi, ditemi che sono curiosa!!!
Se inoltre qualcuno di voi legge in inglese e vuole darmi delle dritte su qualche libro semplice da cui ricominciare accetto consigli! Ovviamente dei generi che sono più solita leggere! :)))