martedì 13 aprile 2021

Recensione #390 - Joyland di Stephen King

Buongiorno lettori, eccomi di nuovo qui con una recensione, si tratta di quella di Joyland, di Stephen King, edito da Sperling & Kupfer, pag. 351.


Trama:
Estate 1973, Heavens Bay, Carolina del Nord. Devin Jones è uno studente universitario squattrinato e con il cuore a pezzi, perché la sua ragazza lo ha tradito. Per dimenticare lei e guadagnare qualche dollaro, decide di accettare il lavoro in un luna park. Arrivato nel parco divertimenti, viene accolto da un colorito quanto bizzarro gruppo di personaggi: dalla stramba vedova Emmalina Shoplaw, che gli affitta una stanza, ai due coetanei Tom ed Erin, studenti in bolletta come lui e ben presto inseparabili amici; dall'ultranovantenne proprietario del parco al burbero responsabile del Castello del Brivido. Ma Dev scopre anche che il luogo nasconde un terribile segreto: nel Castello, infatti, è rimasto il fantasma di una ragazza uccisa macabramente quattro anni prima. E così, mentre si guadagna il magro stipendio intrattenendo i bambini con il suo costume da mascotte, Devin dovrà anche combattere il male che minaccia Heavens Bay. E difendere la donna della quale nel frattempo si è innamorato.

Sono stata per anni un'appassionata di Stephen King. Avevo circa quindici anni quando l'ho scoperto su una bancarella dell'usato in una località di mare in cui mi trovavo con i miei genitori. Da quel momento per un periodo lessi solo King, recuperando tutti i libri che fino a quel momento erano stati pubblicati. Poi sono diventata adulta, King ha virato le sue opere più sul genere misto fantasy ed io ho preso altre strade senza però mai rinnegare il mio amore per lui. Qualche tempo fa ho poi riprovato con i libri più recenti leggendo Mr Mercedes che non mi è piaciuto ma non mi ha fatto impazzire. Nei giorni scorsi ci ho riprovato con Joyland, che sonnecchiava nella mia libreria da tantissimo tempo. Ho letto diversi pareri su questo romanzo e la pecca che gli viene contestata e che sia molto diverso dal vero King. Non so se esista un vero King e quale sia a questo punto perché io, dopo quasi trent'anni, ho invece ritrovato sulla pelle quel brivido che mi regalava il King che amavo, quella voglia irrefrenabile di leggere senza staccarmi e quel immergermi completamente nelle atmosfere che mi venivano raccontate che ho sempre vissuto ai miei "tempi d'oro con King".

domenica 11 aprile 2021

Recensione #389 - Cime tempestose di Emily Brontë

Buon pomeriggio lettori e buona domenica. Come va? Oggi sono qui per parlarvi di un classico, che io ho letto da un volume più grande che ne racchiude atri due. Si tratta di Cime Tempestose, di Emily Brontë, pag. 234, racchiuso nella raccolta I capolavori delle impareggiabili penne sororali. Sorelle Brontë edita da Oscar Vault Mondadori, pag. 780, di cui vi avevo parlato qui.



Trama: Da "Cime Tempestose", a "Jane Eyre", passando per "Agnes Grey", fino ai meno noti "L'angelo della tempesta", "La Signora di Wildfell Hall" e "Shirley", le tre sorelle Brontë ci hanno lasciato romanzi immortali, capolavori della narrativa ottocentesca pieni di pathos e emozione, ciascuna con la propria voce. A questi romanzi si aggiungono i sublimi versi nei quali rivive tutto il fascino della natura selvaggia delle brughiere dello Yorkshire, tra distese d'erica, roccia e foschia. Questo volume offre l'occasione per riscoprire tre voci femminili originalissime nel panorama letterario, tra incanto, disperazione, e il desiderio insopprimibile di affermare la propria identità.




Devo ammetterlo, nella mia vita da lettrice - compreso il periodo in cui ero una studentessa - non ho letto moltissimi classici. Avevo un professore che prediligeva gli autori contemporanei - con mia somma gioia in quel momento anche se adesso lo rimpiango un po' - e tra i classici letti non c'era quello delle sorelle Brontë.
Se di Jane Eyre ho letto il romanzo e visto più e più volte il film, di Cime tempestose non sapevo cosa aspettarmi anche se l'idea che avevo in testa era qualcosa di simile a Orgoglio e pregiudizio. Non potevo sbagliarmi di più. Cime tempestose non è lontanamente simile a nulla di tutto ciò che io abbia mai letto - parlando di grandi classici - ed ora cercherò di spiegarvi perché.

venerdì 9 aprile 2021

Letture con Marina #128 - Recensione di La fortuna aiuta il morto di Stephen Spotswood

Buongiorno lettori, è di nuovo venerdì e torna Marina con la sua recensione.


“Fortune Favors the Dead si verifica in questa bolla del dopoguerra, questa cuspide di grandi cambiamenti in cui il paese è ancora euforico per la vittoria e sta appena iniziando a volgere lo sguardo verso l'interno. Pensiamo agli anni '50 come l'inizio di questa età dell'oro per l'America. Ma quell'ideale suburbano del dopoguerra arrivò a spese di molte persone. Chiunque si adattasse al di fuori di quella norma culturale veniva escluso, se non completamente calpestato. Questo è un tema su cui spero di tornare ancora e ancora: per chi è costruito veramente il mondo e chi viene sacrificato lungo la strada…”
 (Stephen Spotswood, estratto del 08/2020 dal Publishers Weekly)


Ti
tolo: La fortuna aiuta il morto
Autore: Stephen Spotswood
Casa editrice: Mondadori, 2020
Pagine: 392
Traduzione: Manuela Faimali

Trama: New York, 1942, notte fonda. Willowjean "Will" Parker racimola qualche soldo facendo la guardia in uno spettrale cantiere edile armata di una spranga di piombo. Nonostante le apparenze, sembra proprio che si trovi nel posto giusto al momento giusto. Abile tuttofare del circo e destrissima lanciatrice di coltelli, senza saperlo ha appena salvato la vita alla detective privata più famosa e meno ortodossa della città: Lillian Pentecost, una distinta signora in tailleur che, a causa di una malattia degenerativa, si aggira sostenendosi con un bastone. E quando qualche giorno dopo Lillian la contatta, Will non può credere alle sue orecchie: Pentecost le sta offrendo di diventare il suo braccio destro in cambio di uno stipendio, vitto e alloggio e l'iniziazione ai suoi peculiarissimi stili d'indagine. Quando tre anni dopo Abigail Collins viene trovata morta nella sua lussuosa abitazione durante una festa di Halloween e la polizia brancola nel buio, Pentecost e Parker entrano in azione. Più facile a dirsi che a farsi, in un caso che vede protagonisti messaggi dall'aldilà, una languida spiritista e Becca Collins, l'affascinante figlia della morta per cui Will perde pericolosamente la testa…
 
RECENSIONE:   

Recentissimo hard-boiled al femminile, allo stesso tempo inconsueto e che dà una svolta alla classica narrativa del genere, svecchiandola ma riuscendo a mantenere saldi il ritmo ed i canoni che ne hanno fatto un genere così apprezzato dai lettori. Il romanzo è efficacemente ambientato nella New York del 1945, in una città ed in un Paese dimentichi da poco del proibizionismo ed appena usciti dalla Guerra e all’inizio di un periodo di benessere economico. Ed è proprio da qui che l’autore intende partire per parlarci di ciò che gli sta a cuore e per sovvertire gli stereotipi del genere hard-boiled, oltre a scrivere un ottimo giallo, che ruota intorno al classico caso della stanza chiusa.

Gestito come un stupendo e rutilante spettacolo teatrale, il romanzo non manca all’apertura dell’elenco dei personaggi coinvolti in questo dramma, che parte dalla festa di Halloween, in serata infrasettimanale, dove la famiglia Collins, come da tradizione, invita nella sua magione amici, gente bene e tutti gli alti dirigenti - e relative consorti - che lavorano all’interno della ditta, che in occasione della guerra ha riconvertito parte della produzione originale per poter produrre armi da vendere al governo. In tutto un centinaio circa di persone.

“Qualcuno che si diverte a muovere i fili delle persone che muovono i fili”. Ma chi?

Nessuno ed allo stesso tempo chiunque presente alla festa avrebbe avuto un motivo valido per uccidere la vedova dello spietato magnate dell’acciaio, suicidatosi solo un anno prima. L’ex socio del marito, ad esempio, nonché padrino dei figli di lei, i bellissimi gemelli Randolph e Rebecca Collins, ricchissimi ventenni che al compimento del ventunesimo anno di età erediteranno le quote della milionaria industria dell’acciaio. Oppure i facenti parte del Consiglio di Amministrazione dell’azienda, rancorosi verso la vedova Abigail, che in un rigurgito di tardiva morale, vorrebbe che l’azienda non fornisse più armi al governo, pur con la prospettiva di perdere milioni di dollari e probabilmente finire nel giro di pochi anni in bancarotta. Oppure forse la medium Ariel Belestrade, consulente spirituale della Upper East Side e di Abigail, che forse proprio grazie a questa donna misteriosa e comparsa dal nulla, sembra voler far modificare la destinazione d’uso dell’acciaio prodotto dall’industria di sua proprietà. Movente ed opportunità, come nel più classico dei gialli: chi fra tutta questa bella gente, ha avuto entrambi a portata di mano proprio quella sera e ne ha approfittato?

“I gialli seri sono fatti così”. Le domande sono sempre più delle risposte. Poche cose si risolvono in modo chiaro e preciso come nei romanzetti da due soldi”.

Durante la festa, un principio di incendio proprio nello studio dove un anno prima il padrone di casa, il Sig. Collins, si è suicidato. E dove proprio poco prima si è consumato lo sceneggiato ordito da Abigail e dalla medium. La porta chiusa a chiave da Abigail stessa, che è ancora all’interno dello studio. Lo sfondare della porta. Lo spegnimento del principio d’incendio e la macabra scoperta del cadavere di Abigail, seduta alla scrivania, con il cranio sfondato dalla boccia di vetro che è servita per le divinazioni. Palla di vetro che è stata poi lanciata nel caminetto…

Tornando indietro nel racconto che Willowjean ci narra in prima persona e che in realtà è la vera apertura del romanzo, sappiamo che tre anni prima rispetto a quanto è successo alla povera Abigail, Will e la detective Pentecost si sono incontrate casualmente e Will, dopo aver evitato per un pelo di ammazzarla con una sprangata in testa, salva la vita alla detective, accoltellando un uomo che sta per spararle. Troppa carne al fuoco? No, se a raccontare questa vicenda, che si innesterà con il dramma della famiglia Collins, è Stephen Spotswood, giornalista e sceneggiatore, che si è occupato a lungo delle conseguenze della guerra in Iraq e in Afghanistan e dei veterani. Ed è proprio grazie a queste sue esperienze che l’autore decide di plasmare la sua investigatrice privata Lillian Pentecost, prendendo ispirazione da Holmes, Poirot, Marple e Nero Wolfe e tutti gli altri detective che fanno affidamento sul cervello oltre i muscoli. Ma è anche e soprattutto “un prodotto dei miei anni nel giornalismo medico imparando a conoscere le malattie croniche e l'impatto che hanno sulla vita di una persona. Ero perfettamente consapevole che c'era una carenza di quel tipo di rappresentazione e volevo creare una donna brillante e capace che non si occupasse solo dell'impatto della sclerosi multipla, ma che prosperasse nonostante questo”. Un’investigatrice sulla quarantina, con un background investigativo alle spalle e “un volto segnato dal tempo che aspetta con pazienza l’arrivo della tempesta”. Suo alter ego e stupenda figura di investigatrice in erba è Willowjean, un po’ l’alter ego dell’Archie Goodwin di Nero Wolfe (pur con i necessari distinguo), che dopo essere scappata di casa e aver vissuto cinque anni in un circo itinerante ed avendo assorbito molte delle abilità dei vari artisti, incontra casualmente la detective Pentecost e rimarrà con lei ad imparare un mestiere che femminile proprio non è, un po’ come Will stessa, figura bisessuale piccola ed esile, ma con una matassa di riccioli rossi, che forte della propria giovinezza, non si preoccupa di intrecciare relazioni sentimentali senza badare al sesso di appartenenza, incurante del periodo storico cui appartiene. Ed è proprio uno dei suoi contatti, un ex giornalista caduto in disgrazia a causa del suo orientamento sessuale, che verso la fine del romanzo le darà la dritta per la risoluzione del caso Collins e al contempo la metterà in guardia, affermando che “le cose si stanno mettendo male. La guerra ha distolto l’attenzione per un po’, ma ora che la gente non è più così distratta torneranno all’attacco e silureranno chiunque possa essere facilmente inquadrato e incasellato!”.

Un ottimo giallo, ben orchestrato e che porta in auge ancora una volta una città al centro del mondo, un mondo che sembra non esserci più, ma soprattutto valori, mancanze e segreti che l’autore si perita di sottolineare puntualmente, senza strafare. Avremmo forse voluto un’investigatrice molto più presente sulle pagine, ma forse la scena è stata volutamente data alla sua giovane assistente, Willowjean Parker, che è oltretutto la voce narrante e che pertanto ci può raccontare quello che vuole. Come l’ultimo insegnamento di Lillian Pentecost: “Tieniti stretto quello che puoi finchè puoi. Non c’è un mondo migliore là fuori. Non ci sarà mai. A meno che non siamo noi a crearlo”.


Piccola news: ad Ottobre 2021 uscirà il nuovo romanzo di Stephen Spotswood, che proseguirà la serie, e che in lingua originale si intitola: “Murder Under Her Skin”, dove ancora una volta sembra esserci la rutilante atmosfera del circo, del burlesque, con altrettanti omicidi, segreti e bugie, con drammi derivanti dalle famiglie di appartenenza e traumi di veterani. E a noi lettori italiani non resta che la speranza di una veloce edizione da parte di Mondadori.

A presto




 

giovedì 1 aprile 2021

Super Lettori all'Arrembaggio. Quarta tappa: Aprile



Ciurme a rapporto! Siamo arrivati alla quarta tappa di questa challenge, abbiamo affrontato mostri, isole deserte e siamo pronti a ripartire per un nuovo mese di navigazione. Se non sapete di cosa stiamo parlando qui potrete trovare il post dove viene spiegata a grosso modo la sfida, nel caso abbiate qualche dubbio o non ricordiate più le regole potete invece andare QUI

COME SI GIOCA?

Le tappe sono mensili, quindi dodici tappe in un anno.


Ogni mese vi daremo 6 obiettivi e una mappa. Ogni libro che leggerete vi farà accumulare punti (1 punto ogni 10 pagine) e il vostro punteggio sarà sommato a quello di tutti i componenti del vascello. QUINDI CI SARA' UN PUNTEGGIO UNICO DEL VASCELLO, NON PERSONALE.

Ecco gli obiettivi di questo mese, che potrete usarli tutti, uno, due, tre...insomma senza vincoli. Potrete anche leggere 20 libri in un mese seguendo sempre lo stesso obiettivo.


  • 1- come risaputo i pirati prima o poi devono attraccare a un porto. Leggi un libro ambientato in uno stato che affacci sul mare. Luogo reale e soprattutto certificato (nome dello stato nella trama o all'interno del libro) almeno una parte del libro deve essere ambientata li, non basta una citazione o un ricordo.

  • 2- sui pirati si narrano vicende al limite dello straordinario, saranno realmente accadute oppure sono del falsi miti? Leggi un libro in cui miti e leggende abbiano un ruolo predominante all'interno della trama.
  • 3- I pirati sono dei manigoldi, armati fino ai denti. Leggi un libro che abbia raffigurata un'arma in copertina ( no a castello da cucina che addetta le patate, si a coltello da cucina insanguinato).
  • 4- La ciurma non è omogenea, è composta da bricconi che arrivano da ogni angolo di mondo, e che lingua parleranno? Boh...🤣 Leggi un libro che abbia una parola straniera nel titolo. (Esclusi i nomi propri).
  • 5- incatenarvi a vicenda vi è tanto piaciuto, quindi siamo qui a riproporvi un giochino da fare insieme. Leggete minimo tre libri con lo stesso elemento in copertina. Non c'è un numero massimo di partecipanti per questo gioco. Se tre persone leggono un libro con una caffettiera in copertina, il libro con meno pagine vale punteggio doppio. Se il gruppo sarà formato da 4 persone, il penultimo libro (come numero di pagine) varrà doppio, se siete in cinque il terzultimo e così via. Nota bene: non valgono Le copertine con i paesaggi, non valgono le persone ma possono valere degli indumenti o degli oggetti da essi indossati (cappelli, occhiali guanti ma pressoché identici), non valgono gli stessi libri. Ogni gruppo di libri sarà valutato da noi, a nostra discrezione.
  • 6- I pirati sono enigmatici, difficili da interpretare. Questo obiettivo sarà difficile: leggi un libro in cui titolo ci sia una parole in contrasto fra loro, esempio "guerra e pace".

Passiamo alla mappa. Come abbiamo scritto i vostri singoli punteggi saranno sommati e andranno assegnati al vostro vascello di appartenenza. Quando la vostra nave raggiungerà i 1200 punti incontrerete il mostro, ovvero Sonia, che assegnerà alla nave un compito, una punizione, un lavoro, una sfida e voi dovrete fare di tutto per non affondare!

Se non perirete, quando la nave conquisterà 2200 punti attraccherete all'isolotto. Oltre ad abbeverarvi, fare conquiste che dureranno una notte soltanto e sgranchire le vostre ossa...avrete delle opportunità a sorpresa, che varieranno sempre di mese in mese.

Nel frattempo potrete continuare a leggere i vostri libri, questo non ostacolerà le vostre letture.

L'isola e il mostro dovranno essere raggiunti almeno 48 ore prima della fine del mese altrimenti i loro effetti non varrano.  


E cosa facciamo noi TRE? Noi avremo la possibilità di leggere come voi e i nostri punti si accumuleranno alla fine del mese ai vostri punti totali! Bello eh!

Ogni mese il vascello che raggiungerà il punteggio più alto vincerà una fiasca di Rum (gli altri acqua salata...) e il punteggio verrà azzerato a tutti per ripartire da zero il mese successivo. Vincerà la sfida finale il vascello più ubriaco (ovvero chi avrà accumulato più fiasche di Rum in dodici mesi).

Cosa fanno i NOSTROMI? Questa figura l'abbiamo pensata per aiutarci nel lavoro di coordinazione, ci aiuterà a tenere i punti del proprio vascello, ad avvisarci al raggiungimento di un traguardo, insomma coordinerà mozzi e marinai e farà da portavoce. Rappresentanti di classe venite a noi!! Può rimanere sempre lo stesso oppure potrete variare ogni mese, basta che entro un giorno dall'inizio del mese voi lo comunichiate al vostro Capitano.


COME SI INSERISCONO I PUNTI? DOVE SI MANDANO LE RECENSIONI?

Esiste un Gruppo dedicato alla challenge in cui è OBBLIGATORIO ENTRARE (cliccare QUI per richiedere l'accesso) all'interno del quale inserirete la recensione o il link nel caso la vogliate scrivere altrove e dovrete allegare il titolo, numero di pagine, obiettivo, la foto e tassativamente l'# di appartenenza (#laperlanera #olandesevolante #jollyroger). Ci sarà un foglio Drive di riepilogo con il vostro nome e i punti ottenuti che gestiremo noi. ATTENZIONE IL GRUPPO FACEBOOK PER INSERIRE LE RECENSIONI E' QUELLO GENERALE, LE RECENSIONI SI METTONO Lì, VISIBILI A TUTTI I PARTECIPANTI.


COME FACCIO A PARTECIPARE?

- Vi chiediamo di commentare questo post e compilare il format che utilizziamo solo per l'iscrizione QUI. 
- Essere iscritti ai nostri quattro blog: Desperate Bookswife, Il salotto del gatto libraio, Ombre di Carta, Un libro per amico. 


Per adesso è tutto, ci ritroviamo in alto mare.

mercoledì 31 marzo 2021

Recensione #388 - Io e te di Niccolò Ammaniti

Buongiorno lettori, fine mese, le sfide si fanno calde, quindo torno oggi con una nuova recensione. Quella di Io e te, di Niccolò Ammaniti, edito da Einaudi, pag. 116.


Trama:
Barricato in cantina per trascorrere di nascosto da tutti la sua settimana bianca, Lorenzo, un quattordicenne introverso e un po' nevrotico, si prepara a vivere il suo sogno solipsistico di felicità: niente conflitti, niente fastidiosi compagni di scuola, niente commedie e finzioni. Il mondo con le sue regole incomprensibili fuori della porta e lui stravaccato su un divano, circondato di Coca-Cola, scatolette di tonno e romanzi horror. Sarà Olivia, che piomba all'improvviso nel bunker con la sua ruvida e cagionevole vitalità, a far varcare a Lorenzo la linea d'ombra, a fargli gettare la maschera di adolescente difficile e accettare il gioco caotico della vita là fuori. Con questo racconto di formazione Ammaniti aggiunge un nuovo, lancinante scorcio a quel paesaggio dell'adolescenza di cui è impareggiabile ritrattista. E ci dà con Olivia una figura femminile di fugace e struggente bellezza.

 
Ho letto questo libro per caso, cercavo qualcosa che potesse essere utile alla challenge che organizzo e a cui partecipo. Avevo un solo giorno per leggere quindi mi serviva qualcosa di breve ma che potesse rapire (perché mica è detto che i libri brevi siano veloci!).
Ho trovato questo libro e mi ci sono buttata a capofitto. Adoro Ammaniti da sempre, i suoi libri riesco a leggerli in pochissimo tempo perché le sue storie mi coinvolgono totalmente, da sempre! So che molti invece lo detestano e questo aspetto della lettura mi affascina sempre.
Ma torniamo al romanzo.

Letture con Marina #127 - Recensione di I re della truffa di Sara Paretsky

Buongiorno lettori, non ci siamo rimbambite, sappiamo che non è venerdì ma... sorpresaaaaaaaaa| Torna Marina con la sua recensione.


40 anni sulle spalle e non sentirli, se non per l’enorme passo avanti che la tecnologia ha fatto dagli anni Ottanta del secolo scorso. Una detective hard-boiled, che incatena dalla prima all’ultima pagina, nonostante questo sia il primo romanzo della Paretsky:


Ti
tolo: I re della truffa
Autore: Sara Paretsky
Casa editrice: Minimum fax, 2020
Pagine: 336
Traduzione: Luca Briasco

Trama: Figlia di un poliziotto polacco e di una donna italiana, V.I. Warshawski ha una piccola agenzia di investigazioni nel cuore di Chicago. Quando un certo John Thayer la contatta per ritrovare la fidanzata del figlio Peter, Warshawski crede di trovarsi davanti a un caso facile, da sbrigare in un paio di giorni. Ma le bastano poche ore di lavoro per trovare Peter assassinato, scoprire che l’uomo che l’ha ingaggiata non si chiama John Thayer e che dietro l’omicidio c’è un sindacalista poco pulito, una compagnia di assicurazioni compiacente e un gangster che non esita a farla aggredire e pestare per impedirle di ficcare il naso dove non dovrebbe. In questo romanzo del 1982, Sara Paretsky inventa un personaggio irresistibile, erede al femminile dei grandi detective hard boiled Sam Spade e Philip Marlowe. Dura e ostinata, sarcastica e pronta a tutto pur di arrivare alla verità, circondata da uomini che, decisi a proteggerla, spesso finiscono per metterla in guai ancora peggiori, Warshawski percorre senza sosta le strade di una città spietata e crudele, amandola e odiandola ogni giorno di più.
 
RECENSIONE:   


Uscito nella prima metà degli anni Ottanta del secolo scorso, “I re della truffa” è il primo romanzo di Sara Paretsky con protagonista V.I. Warshawski, forse la prima detective hard-boiled, nata dalla necessità della sua autrice di creare una donna diversa, che non avesse le solite caratteristiche che fino a quel momento grossi autori del calibro di Raymond Chandler e di Dashiell Hammet, due fra i più famosi, avevano dato alla figura femminile. Esemplare l’esclamazione di Jessica Rabbit: “Io non sono cattiva. E’ che mi disegnano così…” Nello specifico, come puntualizza la Paretsky nella sua introduzione al volume per i festeggiamenti del trentennale della sua eroina, “più leggevo i vari Chandler, Hammet, i due McDonald, McGee, Archer e Woolrich, più i personaggi femminili mi mettevano a disagio. A crearmi problemi era il modo in cui la sessualità delle donne dettava la loro capacità di agire e le loro facoltà di giudizio”.

Victoria Iphigenia Warshawski, Vic, orfana di padre poliziotto polacco e di madre italiana appassionata d’opera, nasce in una grigia giornata di ottobre a Chicago, durante una riunione della Paretsky con l’allora suo capo: “non poteva far altro che assentire alle peggiori ovvietà che uscivano dalla bocca di Fred, ma dentro di sé, o meglio sopra di sé, un immaginario fumetto si riempiva di frasi irripetibili”. Fu in quel momento che le apparve V.I. Warshawski.

Le donne letterarie che l’autrice conosce, divorando e lasciandosi conquistare dal noir americano, sono le Eva nei panni ad esempio di Carmen Sternwood de “Il Grande Sonno”, che cercano di tentare il grande Marlowe, che però è troppo tosto per cedere alle loro lusinghe. Oppure le Effie Perrine, segretaria di Sam Spade ne “Il Falcone Maltese”, le così dette Brave Ragazze del noir, donne asessuate e non predatrici.

Ma Sara Paretsky vuole creare un diverso tipo di donna. E mentre tenta per otto anni di creare la sua donna ideale, Carolyn Heilburn pubblica il suo primo giallo con Kate Fansler, P.D. James scrive “un lavoro inadatto ad una donna” e Michael Lewin appare sulla scena con Albert Samson, “un detective privato molto meno duro e molto più empatico dei suoi predecessori”. E Sara capisce che c’è finalmente anche lo spazio per una detective donna che possa operare in un mondo tipicamente noir, in una città dura come Chicago.

Ciò nonostante è proprio alla grande letteratura noir e hard-boiled degli anni Trenta cui dobbiamo fare riferimento per comprendere le radici e i modelli di riferimento cui attinge questa autrice, che a seguito di copiose ed appassionate letture farà totalmente suo questo genere, pur apportandogli connotazioni completamente nuove.

Ed è qui che l’autrice anche nel titolo rende liberamente omaggio ai suoi predecessori, attingendo ad uno dei re del noir, James M. Cain, e al suo “Double Indemnity”/La fiamma del peccato”, trasposto per il cinema da Billy Wilder.

Questa presentazione ci porta quindi a percorrere in lungo ed in largo le strade di una città spietata e che nonostante sia lontana decenni dall’età del Proibizionismo e dei gangster, non ha perso nulla della sua ferocia e dove V.I. Warshawski opera come detective. Non grandissimi casi, salvo forse uno cui si accenna nel corso del romanzo, ma una determinazione a proseguire con questo lavoro duro, che la porterà a cavalcare questa avventura dove si troverà a lottare contro il sindacato più potente di Chicago, contro una grossa compagnia di assicurazioni ed una banca. Gli interessi in gioco sono molti, tanto che qualcuno ad un certo punto assolda un gangster che non esiterà a picchiarla duramente per convincerla a farsi da parte.

E sarà proprio il desiderio del tutto femminile di volere una vita privata soddisfacente insieme ad un lavoro tosto che farà correre il pericolo maggiore a Vic, che con la collaborazione di ex scampati dalla Seconda Guerra Mondiale, ragazzine ricche ma moralmente sane, giornalisti scaltri ma che fanno del proprio mestiere uno stile di vita e una missione, che la Warshawski porterà a casa il primo ed importante risultato utile per la sua carriera, tra morti, rapimenti, pestaggi ed inseguimenti in giro per un’afosa, umida e pericolosa Chicago in gran spolvero noir.

Ed è così che Sara Paretsky immagina e poi crea la sua eroina, la donna ideale in quegli oramai lontani anni Ottanta: non una Marlowe in gonnella, ma una donna che somigli di più a lei e alle sue amiche, perché fa un lavoro che non è esistito per le donne in precedenza. Costretta ad affrontare i problemi reali delle consorelle, pioniere in determinati settori prettamente maschili. Una donna che non verrà mai a patti con i vari Fred di questo mondo. Una donna a cui non importa cosa gli altri pensano di lei e che non deve preoccuparsi di venire licenziata, perché autonoma ed artefice del suo destino.

Sara Paretsky è considerata dalla critica una delle più grandi autrici di polizieschi. Fondatrice ed animatrice di “Sisters in Crime”, un’organizzazione che promuove le donne che scrivono romanzi mistery, la Paretsky ha vinto tutti i premi più importanti riservati alla narrativa di genere negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna.


A presto




 

lunedì 29 marzo 2021

Recensione #387 - La ragazza nell'ombra di Lucinda Riley

Buongiorno lettori, torno oggi con una nuova recensione. Quella de La ragazza nell'ombra, di Lucinda Riley, terzo volume della serie Le sette sorelle edita da Giunti, pag. 640.


Trama:
 Silenziosa ed enigmatica, appassionata di letteratura e cucina, Star è la terza delle sei figlie adottive del magnate Pa' Salt e vive da sempre nell'ombra dell'esuberante sorella CeCe. Fin da piccole le due sono inseparabili: hanno un linguaggio segreto che comprendono solo loro e hanno passato gli ultimi anni viaggiando per il mondo, guidate dallo spirito indomito di CeCe, di cui Star è abituata ad assecondare ogni desiderio. Ma adesso, a solo due settimane dalla morte del padre, CeCe decide che per entrambe è arrivato il momento di fissare un punto fermo nelle loro vite e mostra a Star il magnifico appartamento sulle rive del Tamigi che ha intenzione di comprare per loro. Per la prima volta nella sua vita, però, Star sente che qualcosa in lei è cambiato: quel rapporto quasi simbiotico sta rischiando di soffocarla. È ora di trovare finalmente la propria strada, cominciando dagli indizi che Pa' Salt le ha lasciato per metterla sulle tracce delle sue vere origini: una statuetta che raffigura un gatto nero, il nome di una donna misteriosa vissuta quasi cent'anni prima e il biglietto da visita di un libraio londinese. Ma cosa troverà tra i volumi polverosi di quella vecchia libreria antiquaria? E dove vuole condurla realmente Pa' Salt?

Eccomi qua, al terzo volume, dopo un così e così e un ni dei volumi precedenti sono di nuovo qui con la serie Le sette sorelle. Come è andata questa volta? Ora provo a spiegarvelo in questa recensione un po' delirante.